CALCIOSCOMMESSE/ Parla Conte: sbagliato patteggiare, Carobbio vuole spostare l’attenzione

- La Redazione

In una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport, l’allenatore della Juventus Antonio Conte ha ribadito la propria linea difensiva dinanzi alle accuse che lo riguardano sul calcioscommesse

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Antonio Conte in tribuna (Infophoto)

Le pagine odierne della Gazzetta dello Sport raccolgono le dichiarazioni di Antonio Conte, allenatore della Juventus, in riferimento al caso calcioscommesse che lo vede implicato come possibile colpevole. Conte è tornato sulla sua decisione di patteggiamento con il Procuratore Federale Stefano Palazzi, indicandolo come l’unico errore commesso nella sua azione difensiva: “Non si patteggia l’innocenza anche se gli avvocati ti consigliano di farlo perché è un’opportunità. (…) E’ stato un errore. Certo, non avrei ammesso nulla, ma si sarebbe percepita una cosa diversa. Ecco, anche se oggi avessi la certezza dei tre mesi di stop, la mia risposta sarebbe no. Su un fatto concordo con i giudici: novanta giorni non erano una pena congrua. Quella giusta è zero: non ho commesso né illeciti, né omesse denunce”. Inoltre l’allenatore pugliese si è soffermato sulla figura di Christian Stellini, suo assistente ai tempi del Siena ed anche alla Juventus, il quale ha ammesso un tentativo di combine assieme a Filippo Carobbio per la partita dello scandalo, il famoso Novara-Siena 2-2 di fine stagione 2010-2011. Ecco le parole di Conte su Stellini: “Mi sono arrabbiato molto con Cristian. Mi dispiace averlo perso come assistente. Sta vivendo un momento difficile: dando le dimissioni ha dimostrato senso di responsabilità. Dal punto di vista umano l’affetto resta, è chiaro che i suoi comportamenti mi hanno messo in difficoltà e danneggiato“. Insomma Conte ribadisce fermamente la propria innocenza ed estraneità alle accuse che lo vedono coinvolto. Il tecnico della Juventus ha rivoltato le ammissioni di Carobbio e Carlo Gervasoni, altro calciatore pentito, ritenendole prove a favore: “Due pentiti ritenuti credibili raccontano cose diverse su Novara-Siena. Non avendo altri riscontri, una versione annulla l’altra. E poi Carobbio ha continuato a cambiare le sue dichiarazioni in modo camaleontico, altro che arricchimenti come li ha definiti Palazzi“. Resta il fatto che il Procuratore ha richiesto un anno e tre mesi di squalifica per Conte, che in attesa della sentenza definitiva è stato sospeso per dieci mesi. L’allenatore bianconero è convinto soprattutto su Carobbio: “In realtà non è un vero collaboratore, ma un soggetto che si sta difendendo. (…) Il suo filo conduttore è chiaro: cercare di spostare l’attenzione su altri“. Conte ha ribadito ancora una volta…

…la sua linea, la sua verità: starà ai giudici se ritenerla veritiera o meno. Salvo ulteriori rimandi domani sapremo finalmente quale sarà la sentenza per l’allenatore della Juventus, che intanto può consolarsi con una squadra sempre più solida.



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