CALCIOSCOMMESSE/ Juventus, rinviate a domani le sentenze, ma i problemi sono altri

Previste inizialmente per la giornata di oggi, le sentenze relative al processo sul calcioscommese sono state rinviate a domani mattina. La Juventus aspetta, ma ci sono altri problemi.

09.08.2012 - La Redazione
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(Infophoto)

Le sentenze relative al processo sul calcioscommesse, previste per oggi, sono state rinviate a domani mattina: questa è la notizia. Probabilmente, gli annunci sono slittati per evitare la contemporaneità mediatica con la presentazione dei calendari di Lega Pro (alla prima giornata, interessante Vicenza-Cremonese). Domani, dunque, sapremo. Sapremo se effettivamente Andrea Masiello è stato considerato non attendibile, portando quindi al proscioglimento di Pepe e Bonucci (indagati e deferiti per la presunta combine in Udinese-Bari 3-3); e scopriremo se Antonio Conte, a differenza loro, sarà condannato per aver omesso di denunciare l’accomodamento di Novara-Siena e AlbinoLeffe-Siena (insieme a lui, è coinvolto il suo secondo Angelo Alessio). Con loro, aspettano sei società e altri 21 soggetti, tra cui Di Vaio e Portanova, mentre alcune società, tra cui Torino e Varese, hanno preferito patteggiare e conoscono già il loro destino (punti di penalizzazione afflittivi sulla prossima stagione). Naturalmente, l’attenzione si concentra maggiormente su quello che accadrà alla Juventus. Non ce ne vogliamo gli altri club e gli altri tesserati, ma i bianconeri sono campioni d’Italia in carica, hanno una stagione che li vede tornare in Champions League dopo due anni di astinenza, sono tornati in vetta all’Italia dopo Calciopoli e tutto quello che è seguito, e ora sprofondano nuovamente nell’angoscia. Certo, la situazione è molto meno grave di allora, quando la società di corso Galieo Ferraris visse l’onta della retrocessione e fu costretta a smantellare una squadra fortissima; ma le conseguenze di quanto verrà sentenziato domani rischia di avere serie ripercussioni sulla stagione in arrivo. Si era detto che la Juventus non era coinvolta nello scandalo delle scommesse: ufficialmente è così, ma poi nei fatti i bianconeri rischiano di essere danneggiati eccome. Non entriamo nel merito dell’attendibilità di Carobbio: non siamo a conoscenza dei fatti e dunque non possiamo sbilanciarci in giudizi sulle sue testimonianze. Però, non si capisce una cosa che appare lampante e invece per la Commissione Disciplinare non lo è: l’ex giocatore del Siena, che ha commesso illecito sportivo (spieghiamo di nuovo: significa aver direttamente combinato partite, aver ricevuto denaro per accomodare i risultati di alcuni incontri), ha confessato il reato (peraltro dopo essere stato scoperto: avrebbe potuto negare tutto, ma non si è certo costituito in preda ai sensi di colpa) e si è beccato una squalifica di quattro mesi. Conte, deferito per omessa denuncia (quindi: sapeva di una combine organizzata da terzi, ma non ha detto nulla), ha patteggiato per 3 mesi e si è visto rigettare in faccia la richiesta; non solo, a quel punto Palazzi ha chiesto senza indugi 15 mesi di squalifica. Qualcosa non quadra: le due pene sono assolutamente sproporzionate. Cioè: pare sia più grave non denunciare un reato di cui si è a conoscenza, piuttosto che commettere tale reato ma poi confessarlo (una volta scoperti). Preferendo sorvolare sul tema – ci sarebbero molte altre cose da dire, ma prima delle sentenze è bene non entrare nel merito – adesso per la Juventus si aprono interrogativi che vanno a incidere sul futuro a breve termine, ma anche su quello medio-lungo. Intanto, nonostante Andrea Agnelli continui a fare quadrato attorno al suo allenatore e lo abbia confermato qualunque cosa accada, pare che il tecnico salentino non abbia affatto gradito la richiesta di patteggiare, come se la stessa società non fosse troppo convinta, nei fatti, della sua innocenza; da qui, la decisione presunta di rassegnare le dimissioni dopo la Supercoppa (intanto sono già arrivate quelle di Stellini, che ha preferito concentrarsi sulla sua difesa). Fosse davvero così, i campioni d’Italia non dovrebbero semplicemente trovare un’alternativa a Conte per sedersi in panchina durante le partite (il male minore, perchè la guida tecnica durante la settimana resterebbe quella del salentino), ma dovrebbero cambiare decisamente la strategia, quando finalmente avevano trovato l’allenatore giusto. Le soluzioni ci sono, ma chiaramente nascondono tutte delle insidie, perchè cambiare qualcosa che funziona non è mai immediato. Si è parlato di Prandelli: 

Non sarebbe un problema liberarlo dall’incarico di CT della Nazionale, e forse sarebbe l’uomo giusto anche a livello tattico. La Juventus ha realizzato una campagna acquisti in linea con i desideri di un allenatore che potrebbe salutare: un grossisimo rischio. Prandelli sa giocare con il 3-5-2, l’ha fatto in Nazionale affidandosi al blocco della Juventus e quindi non sarebbe uno stacco enorme rispetto all’ultima stagione, ma è ben evidente che non sarebbe la stessa cosa che continuare con un tecnico che è considerato il principale artefice della splendida cavalcata dello scorso anno. Domani sapremo di più: dovessero arrivare i 10 mesi di squalifica (da indiscrezioni sembra che sia così), i legali di Conte – tra i quali dovrebbe entrare Giulia Bongiorno – potrebbero chiedere una riduzione a 5 in appello. Meglio di niente, sempre che poi l’ex centrocampista decida di rimanere. La Juventus non c’entrava, e non c’entra; ma, di fatto, rischia di pagare anche più di società direttamente coinvolte. Che sia giusto o meno, è un’altra estate difficile.

 

(Claudio Franceschini)

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