CALCIOMERCATO/ Juventus, Moggi: polemiche post Genoa? C’è modo e modo di protestare. Anelka? Lasciamo perdere…(esclusiva)

- int. Luciano Moggi

Luciano Moggi, ex direttore generale della Juventus, valuta le ultime mosse di mercato bianconere e commenta le recenti polemiche, sollevate dopo l’ultima di campionato contro il Genoa

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Mirko Vucinic, 29 anni, ammonito durante Juventus-Genoa (INFOPHOTO)

La Juventus è appena stata eliminata dalla Coppa Italia, perdendo la semifinale di ritorno contro la Lazio (clicca qui per le pagelle e qui per il video di sintesi della partita). Antonio Conte l’ha presa con ironia, ma sotto sotto ha di che rammaricarsi: la qualificazione è sfuggita dopo un sostanziale predominio nel doppio confronto, vanificato dalle parate di Marchetti e da alcuni errori sottoporta che gridano vendetta. Anche per questo la Juventus cercava un attaccante nel mercato di gennaio: è arrivato Nicolas Anelka, che a 33 anni è risalito sul treno del grande calcio dopo essersi parcheggiato in Cina assieme a Drogba. Il francese sta già dividendo l’opinione pubblica: chi lo conosce bene è favorevole, chi invece lo ha sempre osservato da lontano ha qualche riserva in più. Nel frattempo la Juventus si è portata avanti per la prossima stagione acquistando lo spagnolo Fernando Llorente, che arriverà a parametro zero dall’Athletic Bilbao. Di questo ed altro abbiamo parlato in esclusiva con Luciano Moggi, ex direttore generale della squadra bianconera. Ecco le sue impressioni:

Cosa ne pensa dell’acquisto di Nicolas Anelka? Lasciamo perdere…

Addirittura? Credo che sia un acquisto riempitivo per arrivare a giugno.

Era meglio puntare tutto su Drogba, nonostante chiedesse tanti soldi? No, si sarebbe fatto meglio a restare con gli attaccanti che già c’erano. Marotta stesso ha detto che Anelka è una mossa di ripiego fino a giugno, e su questo non ci sono dubbi.

Non è la prima volta che la Juventus opta per acquisti cosiddetti di ripiego. Secondo lei perché quando c’è un bisogno non si punta sui campioni, come faceva la sua Juventus? E’ solo una questione economica? No, perché ci sono più risorse di quelle che avevo io, su questo non c’è dubbio perché io non ho mai speso soldi dell’azionista di maggioranza, mi sono sempre mosso con i ricavati delle cessioni. Il problema vero è che probabilmente si è puntato sull’inserimento di un giocatore a livello numerico, per sostituire Bendtner che è infortunato. Altrimenti l’acquisto di Anelka non si potrebbe spiegare.

Tecnicamente Anelka può essere un valore aggiunto per questa Juventus? Ho i miei dubbi anche perché è un giocatore che ultimamente ha fatto ben poco, misurandosi anche con un calcio che possiamo ritenere minore come quello cinese. Sicuramente Anelka è un giocatore che si allena e ritrova la condizione non è da buttare via, ma non è neppure un rinforzo. In poche parole mi sarei tenuto gli attaccanti che c’erano già.

E più ottimista sull’acquisto di Fernando Llorente per giugno?

E’ un ottimo giocatore, l’ha dimostrato. Non devo dire io chi è Llorente: sicuramente è un giocatore che starà bene nella rosa della Juventus, senza modificarne l’assetto perché non è un fenomeno. Però è buon giocatore, non ci piove.

Una battuta sulle polemiche post Juventus-Genoa: crede siano state esagerate per quello che è successo in campo? Rispetto a quello che è successo in campo la Juventus doveva reclamare, su questo non c’è dubbio. Gli errori degli arbitri ci sono e ci saranno sia a favore che contro, però era normale che la Juventus protestasse. Magari nelle sedi più appropriate, non facendo divertire i giornalisti.

La società ha presentato ricorso contro l’inibizione di Marotta e la squalifica di Bonucci: è d’accordo? Se l’hanno fatto avranno avuto dei buoni motivi, poi la Commissione Disciplinare stabilirà se sono veri o meno.

 

(Carlo Necchi)



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