PAGELLE/ Juventus-Sampdoria (1-2): i voti e il tabellino della partita con marcatori e ammoniti (serie A, 19esima giornata)

- La Redazione

Le pagelle e il tabellino di Juventus-Sampdoria 1-2, partita valida per la diciannovesima giornata del campionato di serie A 2012-2013: i voti, i marcatori e gli ammoniti del match di Torino

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Un'immagine dell'anno scorso (Infophoto)

La Juventus inciampa in casa, perdendo per 1-2 contro la Sampdoria. Un’autentica impresa quella dei doriani che dopo aver chiuso il primo tempo in svantaggio e in inferiorità numerica riescono a ribaltare il risultato con una doppietta di Icardi, che rende inutile il gol del vantaggio bianconero siglato da Giovinco su rigore. Prestazione opaca quella della capolista, che non riesce a chiudere un match in discesa. Partita condizionata anche dalla pessima prestazione di Valeri che nega due rigori ai padroni di casa nel primo tempo. I bianconeri restano primi in classifica con un vantaggio di 5 punti sulla Lazio, mentre i blucerchiati avanzano al 14esimo posto, portandosi a 4 lunghezze dalla zona retrocessione.

La partita decolla con il passare del tempo. La Juventus macina possesso palla e azioni nel primo tempo con Giovinco ispirato. I doriani, seppur non perfetti in fase difensiva, si rendono pericolosi quando ripartono in contropiede. L’espulsione di Berardi (doppio cartellino giallo) convince Delio Rossi a mutare il suo 3-5-2 in un 4-3-2. Nella ripresa la Juventus si fa beffare per due volte in contropiede, con la difesa e il centrocampo troppo superficiali nel controllare questo tipo di azioni. Nell’ultima mezzora, la Juventus sfiora più volte il gol del più che meritato pareggio, ma la sorte quest’oggi fa un brutto scherzo regalando una sconfitta inaspettata.

Bianconeri che aprono il nuovo anno nei peggiori dei modi, perdendo una partita che dopo 45 minuti sembrava ampiamente alla portata. La superficialità e un evidente calo di intensità causano la terza sconfitta in campionato. Una sconfitta del genere può capitare, ma per come maturata deve far riflettere molto, soprattutto a fronte di un Gennaio pieno zeppo di sfide.

I blucerchiati riescono nell’impresa che nemmeno il più ottimista dei tifosi si poteva aspettare. A fronte di un primo tempo difficile, giocato comunque in maniera non remissiva, il ritorno alla difesa a 4 fa ritrovare gli equilibri difensivi adatti per sopperire all’inferiorità numerica. Poi ci pensa Icardi. Due contropiedi finalizzati al meglio che portano alla vittoria. Grande boccata di ossigeno in classifica e sorriso ritrovato per gli uomini di Delio Rossi.

Dopo l’espulsione (sacrosanta) inflitta a Berardi va in confusione e sbaglia tutto. Non concede due penalty ai bianconeri che avrebbero potuto chiudere il match.

Il pubblico che affolla lo Juventus Stadium in ogni settore sostiene i giocatori fino al fischio finale e applaude i propri beniamini nonostante la sconfitta. Sintomo del legame ormai più che solido tra pubblico e squadra.

Una sua leggerezza causa il pareggio della Sampdoria. Lo scarso impiego negli ultimi match, in effetti, rischia di essere pericoloso, ma da un giocatore del suo calibro questi cali di concentramento non possono essere giustificate.

Soffre più del solito la rapidità e l’imprevedibilità degli avversari.

Tiene vivo e unito il reparto per molto tempo. Nel finale rimane in campo nonostante una distorsione alla caviglia.

Troppo teso all’inizio del match, poco concentrato nel corso della gara. I movimenti e la qualità ci sono, ma ci si aspetta molto di più.

Si impegna al massimo, proponendo in più occasioni il cross. Trova spesso tempi giusti per inserirsi.

 

Delizia il pubblico più volte con giocate di qualità, ma fa rimpiangere non poco la dinamicità di Vidal.

(dal 25’ s.t. GIACCHERINI 6 Pizzica dalla sinistra cercando in ogni modo di alimentare le azioni.)

Prova a mettere ordine in ogni frangente e cerca di sorprendere la retroguardia doriana con lanci precisi.

Nonostante l’infortunio rientra in campo dando il massimo fino alla fine. Esce dopo qualche attimo in barella facendo spaventare i tifosi.

Parte bene offrendo diversi traversoni interessanti. Nella ripresa non riesce a superare De Silvestri quasi mai, convincendo il tecnico a sostituirlo.

(dal 17’ s.t. VUCINIC 5,5 Entra in partita subito spostando gli equilibri, ma si divora due gol che non possono essere perdonati.)

Si rende pericoloso più di tutti nel reparto offensivo della Juve. Primo tempo da applausi. Nella ripresa si libera spesso, ma non riesce a trovare il guizzo decisivo e vincente, che da lui non arriva mai.

Non fosse per un intervento da dietro di Palombo avrebbe trovato la rete nel primo tempo. prestazione positiva che conferma il suo buon periodo.

(dal 17’ s.t. QUAGLIARELLA 6,5 Regala con la testa due cioccolatini a Vucinic. Mostra corsa e senso della posizione invidiabili.)

La squadra messa in campo gioca bene fino alla prima rete subita. Dopo di che non riesce a scuotersi a dovere, manifestando segni di stanchezza. Giusto l’inversione al 4-3-3, ma il gol non iresce ad arrivare nonostante le numerose occasioni. Da rivedere due scelte: l’esclusione di Vidal (autentico esempio di grinta, oggi assente) e la risposta a Capello nella conferenza della vigilia.

Nel primo tempo salva in un paio di circostanze i suoi compagni con interventi prodigiosi. Gran parte del merito della vittoria gli va riconosciuto.

Si adatta al meglio in qualunque circostanza, mostrando grande senso di lettura nella situazioni più pericolose.

Ritorna in campo dopo troppo tempo fuori, conducendo con carisma e quantità i suoi alla vittoria. Grande prestazione.

A volte incerto, a volte fuori posizione. Meglio quando lo schieramento difensivo passa a 4.

Soffre De Ceglie e non riesce a tappare i buchi sulla fascia. Per completare l’opera procura un rigore con un intervento fuori tempo e si fa espellere dopo 10 minuti per un fallo ingenuo in attacco.

Elegante e sicuro in molte situazioni. Offre una prestazione da applausi, giostrando a centrocampo e accendendo il fuoco che divampa nei contropiedi. Nulla da dire…Paratici ci vide bene anche con lui.

Le sue doti naturali (visione di gioco, ritmo e qualità) si sposano con la nuova posizione di play-maker. Difficile toglierlo da lì.

(dal 35’ s.t. TISSONE s.v.)

Nella sfida al suo (probabile) futuro mostra tenacia e aggressività, che lo conducono in un paio di volte al tiro e sovente nei recuperi di palla.

Sfiora il gol nel primo tempo con un mancino a giro da calcio di punizione. Sguscia via qualche volta sulla fascia creando grattacapi agli avversari.

(dal 1’ s.t. DE SILVESTRI 6 Batte la fascia efficacemente respingendo diversi assalti e non mollando fino al termine.)

E’ in giornata e lo si vede soprattutto nel secondo tempo. Mette da parte la vanità e diviene molto concreto, pungendo con le sue scorribande offensive.

(dal 30’ s.t. MUNARI 6 Dà una grossa mano in difesa, anticipando gli attaccanti diverse volte in aerea di rigore.)

Concretizza le due occasioni che li capitano sui piedi. Rapido e incisivo, prenota una magli da titolare per l’intero campionato.

Mette in campo una squadra con la difesa a 3 non proprio collaudata. Nella ripresa però, ha il merito di risollevare i suoi e di riuscire a infastidire il reparto difensivo avversario con due contropiede micidiali.

(Francesco Davide Zaza – twitter@francescodzaza)

 

 

Il tabellino

Marcatori: 24’Giovinco (J) rig., 7’st, 24’st Icardi (S)

Buffon; Barzagli, Bonucci, Peluso; Padoin, Pogba (26’st Giaccherini), Pirlo, Marchisio, De Ceglie (17’st Vucinic); Matri (17’st Quagliarella), Giovinco (Storari, Branescu, Caceres, Marrone, Isla, Vidal). All.Conte.

Romero; Gastaldello, Palombo, Costa; Berardi, Obiang, Poli, Kristicic (35’st Tissone), Estigarribia (1’st De Silvestri); Eder (31’st Munari), Icardi (Berni, Da Costa, Castellini, Mustafi, Poulsen, Rossini, Renan, Savic). All.Rossi.

Valeri.

Estigarribia (S), Poli (S), Pogba (J), Bonucci (J), Kristicic (S), Romero (S), Peluso (J), Pirlo (J), Icardi (S).

31’pt Berardi (S) per somma d’ammonizioni.

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