CALCIOMERCATO/ Juventus, tra Anelka e Suarez c’è differenza, ma il compromesso non era Belfodil

- La Redazione

La Juventus ha cercato di comprare Belfodil, ma si è tirata indietro di fronte alle richieste spropositate dei ducali. Scelta giusta? Sì: quei soldi sarebbero stati spesi meglio altrove.

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Belfodil (infophoto)

Il mercato invernale è terminato ieri sera: implacabile e puntualissimo, l’orologio che scandiva il conto alla rovescia sulle operazioni delle squadre italiane ha fermato le sue lancette alle 19 spaccate. Chi è riuscito a chiudere ha chiuso, altri sono rimasti beffati all’ultimo (la Juventus, che non ha fatto a tempo a depositare i documenti per l’acquisizione delle metà del cartellino di Poli). Rispetto al 2012, è stata una sessione invernale decisamente più movimentata: se allora si erano verificati solo operazioni per l’appunto di riparazione, questa volta le formazioni di serie A hanno decisamente giocato al rialzo. Non solo il grande ritorno di Mario Balotelli: l’Inter ha chiuso operazioni importanti (Kovacic e Kuzmanovic su tutte), la Fiorentina ha preso Momo Sissoko, la Juventus ha scommesso su Anelka. E ci sono anche gli affari sfumati: quello della Lazio, con Felipe Anderson, era un colpo potenzialmente interessantissimo, che purtroppo si dovrà ripensare per il prossimo luglio perchè sono mancati i tempi tecnici. I più delusi sono forse i tifosi della Juventus: hanno sognato e sperato che arrivasse il grande bomber alla Suarez o alla Higuain, sono rimasti con un palmo di naso e una serie di giovani dei quali si dice un gran bene ma che per il momento non sono forse ancora pronti per il grande salto in serie A (forse lo è più di tutti il classe 1995 José Cevallos, ma andrà verificato). A proposito di Juventus: prendiamo l’abbrivio alla riflessione da un’operazione che i bianconeri hanno provato a imbastire con il Parma. Marotta voleva Ishak Belfodil: i ducali però hanno chiesto 20 milioni di euro per il cartellino del franco-algerino, poi si è passati a 13 milioni di euro più Fabio Quagliarella (non è chiaro chi tra le due società abbia inserito l’attaccante campano nella trattativa). Alla fine Belfodil è rimasto in Emilia; come è rimasto a Genova Mauro Icardi, vero uomo mercato che un po’ tutti hanno provato a prendere, ultimo in ordine di tempo il Napoli che ha messo sul piatto – inutilmente – 12 milioni di euro per il talento argentino della Sampdoria. Sorge spontanea una domanda: ne sarà valsa la pena? Va considerata la carta d’identità dei due calciatori: la data di nascita dice 1992 per Belfodil, 1993 per Icardi. Certo si può essere fenomeni anche a 19 o 20 anni, e potenzialmente questi ragazzi promettono benissimo; ma in un momento nel quale l’Italia non attraversa un grande periodo dal punto di vista della competitività in Europa e monetizzare non è mai facile (tanto che sta prendendo sempre più piede la formula del prestito con diritto di riscatto, o il pagamento rateizzato), forse sarebbe meglio cercare di incassare appena possibile. Venti milioni di euro è il prezzo che il Milan ha pagato per Balotelli: 

Con tutto il rispetto per l’attaccante del Parma c’è una bella differenza nel curriculum dei due. Per non parlare di quello di Mauro Icardi, che prima dell’exploit contro il Pescara aveva segnato appena tre gol in campionato. La sensazione è che la Juventus abbia fatto bene a non cedere alle richieste di Pietro Leonardi: l’avesse fatto, oggi saremmo stati qui a chiederci il perchè Marotta non fosse volato a Liverpool a offrire la stessa somma per Suarez (sempre che fosse bastata, ma il concetto è chiaro). Lo stesso dicasi per il Napoli: Icardi sarebbe stato un ottimo vice Cavani e avrebbe rappresentato il futuro dell’attacco partenopeo, ma di certo una cifra simile per un attaccante che per un anno e mezzo avrebbe fatto la riserva è decisamente troppo. Tutto questo non per affermare che non si debba investire sui talenti in erba: tutt’altro. Però, tutto ha un prezzo: chi è bravo a scovare i giovani quando ancora sono acquistabili a prezzo di saldo ha un grande vantaggio. La Juventus ha preso Pogba a parametro zero: fosse costato 20 milioni, probabilmente sarebbe rimasto a Manchester. Ecco perchè gli acquisti di Cevallos, Sakor e Pepic tutto sommato si possono accettare e rientrano nella politica societaria: perchè sono comunque colpi al risparmio nella speranza di aver scovato dei futuri campioni. Venti milioni per Belfodil? Se era questa l’unica alternativa, meglio aspettare luglio e portare in casa il top player fatto e formato. 

 

(Claudio Franceschini)



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