CALCIOMERCATO/ Juventus, Anelka: un top-player “di scorta” o arma tattica? (esclusiva)

- La Redazione

Non tutti i tifosi della Juventus sono soddisfatti per l’arrivo di Nicolas Anelka; Antonio Conte però apprezza particolarmente il francese per una serie di ragioni tattiche importanti.

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Nicolas Anelka: oggi partirà dalla panchina (Infophoto)

È il nuovo attaccante della Juventus. Top player o meno, sarà lui a dover cambiare le sorti di un reparto che soprattutto negli ultimi tempi è parso troppo sterile, incapace di segnare al di là delle cifre che vogliono i bianconeri ancora la prima squadra in serie A per numero di reti realizzate. E’ vero che la Juventus ha varie soluzioni per bucare gli avversari, ma come l’anno scorso molte delle reti arrivano dai centrocampisti: anche all’inizio di questo 2013 sono arrivate le reti di Pirlo (su punizione), Vidal (in Coppa Italia), Peluso (sempre Coppa Italia) e Pogba (due), e inoltre il rigore di Giovinco contro la Sampdoria è nato da un’incursione in area di Marchisio. Due considerazioni da fare: il centrocampo gira alla perfezione ed è ormai al livello dei migliori d’Europa, ma dall’altra parte l’attacco ha un problema ormai acclarato. Ovvero, l’incapacità di risolvere le partite quando le squadre avversarie si chiudono a riccio, fanno densità al limite dell’area e non concedono spazi. Di qui la necessità di acquistare un attaccante: la Juventus ha sondato varie opzioni. Voleva Fernando Llorente subito, ma ha poi deciso di bloccarlo e firmarlo per la prossima stagione; ha inseguito Didier Drogba, ma ha capito che il prezzo era troppo elevato per le casse del club. Forse si poteva investire qualcosa in più per provare a convincere il Liverpool a vendere Luis Suarez, ma Marotta invece ha deciso di portare a Torino Nicolas Anelka. Un attaccante certo importante, ma forse non quel top player che i tifosi si aspettavano; tant’è, il numero 18 che era vacante se l’è preso lui e Antonio Conte dovrà adesso “arrangiarsi”. Come? Andando a guardare la sua carriera, il meglio di sè Anelka l’ha dato nel 2008/2009, con la maglia del Chelsea: 19 gol in campionato agli ordini di Guus Hiddink, 23 in totale. Quei Blues, che sfiorarono la finale di Champions League, giocavano con un 4-4-2 che all’occorrenza diventava 4-5-1; la punta centrale era Didier Drogba, che però in quella stagione non ebbe un rendimento particolarmente costante. Anelka dunque era il principale riferimento offensivo, ma nel corso degli anni passati a Stamford Bridge è stato utilizzato anche come punta esterna, avendo un giocatore di riferimento in mezzo con il quale scambiare (sempre Drogba) e nel quale trovare una sponda cui appoggiarsi per rientrare, tagliare e concludere. La sua media realizzativa è naturalmente calata (17 gol nelle altre due stagioni); dunque, è probabile ipotizzare che Nicolas Anelka sarà schierato come prima punta, con un attaccante che gli giri intorno. A Conte il francese piace perchè…

… rappresenta un attaccante che non sta semplicemente fermo in area di rigore ma sa allargarsi, creare spazi per gli inserimenti dei centrocampisti che resteranno vitali, spostarsi sull’esterno per sfruttare la sua forza fisica nelle sovrapposizioni. Quest’anno dunque il suo partner in attacco sarà Mirko Vucinic, il giocatore più “attaccante” che Conte abbia a disposizione, un giocatore che anche a partita in corso può sistemarsi al centro del reparto offensivo e lasciare Anelka libero di allargarsi. Attenzione però alla prossima stagione: Conte potrebbe decidere di cambiare modulo e, vista la presenza di Fernando Llorente, aprire al . Attaccanti esterni che aprano il campo e le difese avversarie. Il basco sarebbe il riferimento centrale, mentre Anelka e Vucinic (o Giovinco) gli agirebbero ai lati, con possibilità come sopra di scambiarsi la posizione. In questo senso bisognerà capire se Marotta cercherà in estate di arrivare a Suarez, un giocatore che sembra perfetto per questo tipo di modulo. Per il momento comunque si andrà avanti con il , anche perchè l’assenza prolungata di Simone Pepe non consente di tornare a giocare con il  o, appunto, con il tridente. Se le mosse funzioneranno e Anelka sarà l’uomo della provvidenza lo capiremo già dai prossimi giorni.

 

(Claudio Franceschini)



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