JUVENTUS FC/ Braschi torna sul braccio “galeotto” di Granqvist: non è mai rigore

- La Redazione

Chiara l’opinione del designatore AIA Stefano Braschi, che ha fatto chiarezza sull’episodio controverso giunto al termine di Juventus-Genoa: quello di Granqvist non era calcio di rigore.

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Andreas Granqvist contro la Juventus (Infophoto)

Ricordate l’episodio del tocco con il braccio di Granqvist in Juventus-Genoa? In fondo sono passati solo nove giorni. 22esima giornata di serie A: i bianconeri pareggiano 1-1 contro il Grifone, reti di Quagliarella e Borriello. I padroni di casa assediano la porta di Sebastian Frey alla ricerca dei tre punti: all’ultimo minuto Mauricio Isla mette in mezzo un pallone basso con l’intenzione di servire il taglio di Vucinic. Andreas Granqvist però parte in scivolata e manda il pallone in calcia d’angolo; per farlo, però, colpisce con il braccio. Apriti cielo: rigore? L’arbitro Guida non concede, il giudice di porta sembra di sì, i due si spiegano e alla fine arriva la decisione: calcio d’angolo. Finisce 1-1, la Juventus si vede mangiare due punti dal Napoli e a fine partita Conte e i giocatori sono furie impazzite: l’allenatore si prende due giornate di squalifica, le stesse di Leonardo Bonucci, Giuseppe Marotta viene inibito fino al 18 febbraio per aver messo in dubbio l’operato di Guida per ragioni di provenienza geografica. Il dubbio è rimasto: ha fatto bene Guida a non fischiare? Il braccio di Granqvist, anche a voler cercare il cavillo e il pelo nell’uovo insieme, è assolutamente scomposto; ma non è per niente facile chiarire la volontarietà dell’intervento. Ognuno ha la sua versione: poco fa però Stefano Braschi, designatore dell’AIA, ha provveduto a fare chiarezza circa la decisione da assumere in casi come questo. Braschi è stato infatti chiarissimo: interventi come quello di Granqvist non sono mai falli da rigore. Peccato che la UEFA, che ha in Pierluigi Collina il suo designatore, propenda per un’altra versione: ovvero, che le braccia larghe in area devono sempre essere punite con il rigore. Insomma: le indicazioni sono contrastanti, e anche quando siano univoche gli errori ci sono sempre, perchè sul campo prevale la prima impressione e la sensazione che si ha in tempo reale (che poi è l’unica cosa che conta, perchè in diretta e da una certa angolazione il giudizio può decisamente variare rispetto al guardare alla televisione e con l’ausilio della moviola). Ad ogni modo non c’è stato nemmeno il tempo di placare le polemiche: il rigore fischiato da Valeri per fallo (che non c’era) di Heurtaux su El Shaarawy ha già sollevato un grande polverone. 



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