Pagelle/ Genoa-Juventus (0-1): i voti della partita (Serie A, 28^giornata)

- La Redazione

Le pagelle di Genoa-Juventus 0-1, posticipo della ventottesima giornata del campionato di Serie A 2013-2014: i voti della partita giocata allo stadio Luigi Ferraris tra rossoblu e bianconeri

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(INFOPHOTO)

La Juventus ottiene una vittoria insperata al Ferraris di Genoa al cospetto di un Genoa a tratti davvero impeccabile. Gioca bene la squadra di Gasperini che viene beffata (e punita) sul più bello da una magia di Andrea Pirlo su calcio di punizione. E pensare che prima della rete il playmaker bianconero aveva avuto moltissime difficoltà nell’impostare la manovra con il risultato di zero lanci per gli esterni, mossa che ha garantito nel recente passato molte gioie alla compagine bianconera. Il Grifone nella ripresa spreca un calcio di rigore con Calaiò che dagli undici metri non riesce a freddare Buffon, l'”Arciere” aveva sostituito un generoso Gilardino, uno dei migliori del primo tempo. Tra i locali da sottolineare le buone prestazioni di Matuzalem, autore di una gara in crescendo, e del reparto arretrato che non ha concesso praticamente niente al tandem juventino formato da Osvaldo e Llorente, decisamente troppo statici e mal riforniti dai compagni. La Juventus come detto ha disputato una brutta gara con troppi errori in fase di costruzione e qualche dormita di troppo in difesa dove Barzagli ha dovuto lasciare il posto a Chiellini per un problema rimediato durante il riscaldamento. Caceres ha sofferto troppo nel secondo tempo le avanzate di un inesauribile Antonelli, un po’ meglio Chiellini anche se troppo falloso. Vidal ha giocato invece una delle più brutte partite di questa stagione concedendo il penalty in maniera troppo goffa, Pogba è andato a sprazzi con luci (poche) e ombre. Le due ali, Lichtsteiner da una parte e Asamoah dall’altra, non hanno mai fatto i pendolari e sono risultati del tutto inutili. Si salvano in pochi al termine di questa sfida che di positivo per la Juventus ha soltanto il risultato. Contro la Fiorentina in Europa League servirà ben altro.

La Juventus deve riprendere fiducia cercando di ottenere tre punti sul difficile campo del Genoa per poi gettarsi a capofitto nell’importante sfida europea contro la Fiorentina dove gli uomini di Conte dovranno rimediare al Franchi l’1-1 del match d’adata maturato a Torino. Il Grifone si ritrova in una posizione di classifica tutto sommato tranquilla e arriva a questo importante appuntamento con la mente libera; ne trae vantaggio il gioco della squadra che vuol fare bella figura di fronte ai 30000 del Ferraris, gremito per l’occasione. Gasperini propone il 3-5-2 che fin qui ha dato molte soddisfazioni ai rossoblu; Perin tra i pali con Burdisso, De Maio e Marchese arretrati. A centrocampo De Maio e Motta ai lati con Sturaro, Matuzalem e Bertolacci in mezzo. Davanti la coppia Gilardino-Scullil. Risponde Conte con una formazione speculare; il problema per i bianconeri arriva però prima del fischio d’inizio con Chiellini che scende in campo al posto di Barzagli, indisponibile dell’ultim’ora dopo un problema nel riscaldamento. Nella prima fase di gara la Juventus non riesce a creare azioni avvolgenti con Pirlo () incapace di impostare come dovrebbe complici anche gli errati inserimenti dei compagni; Lichsteiner (5) da una parte e Asamoah () dall’altra non hanno offerto grandi sbocchi alla manovra. A deludere è però anche Vidal (), mai al centro delle trame bianconere. In questo scenario le due punte Llorente () e Osvaldo () fanno quello che possono con l’ex Roma meglio dello spagnolo. La gara è nervosa e in mezz’ora il Genoa subisce 4 cartellini gialli per falli non cattivi ma certamente da sanzionare. In particolare rischia moltissimo Gilardino () quando rifila una gomitata in uno scontro di gioco a Bonucci (). Di occasioni però non ce ne sono e per vedere il primo tiro in porta si deve attendere il 20′ con una rete annullata alla Juventus per fuorigioco ad Osvaldo. Pallone allontanato dalla difesa genoana su Llorente che serve involontariamente l’italo argentino bravo poi a scavalcare Perin con un tocco morbido; giusta la segnalazione del guardalinee. Sbaglia invece poco dopo la valutazione lo stesso assistente quando Pogba () recupera su Sturaro () e serve con un delizioso colpo di tacco Osvaldo che stavolta sì era in linea con Burdisso (), De Maio () e Marchese (). Inutile la rete del bomber bianconero. Del Genoa non ci sono tracce in zona gol e l’unico pericolo se così si può chiamare arriva in seguito ad un contropiede; gli uomini di Gasperini attaccano in 5 con Sculli () che fa viaggiare Bertolacci (6.5) il quale si fa ingolosire dalla posizione invitante e decide di calciare in porta. Buffon (6) non fa altro che controllare il tiro teerminare sul fondo. Inizia benissimo il Grifone con l’atteggiamento giusto; ottimo pressing a centrocampo con la Juve che non riesce a creare gioco. Alla lunga però viene fuori il talento dei singoli bianconeri e per i rossoblu sono dolori. Finale in sofforenza. L’ex Fiorentina e Milan sgomita e lotta con tutta la difesa bianconera. Si defila, crea spazi e si butta su ogni pallone. La forma è quella giusta. Rischia il rosso per una gomitata ai limiti su Bonucci. Parte molto bene poi combina due errori gravi; perde palloni velenosi sui quali Pogba si avventa come un rapace. Se il Genoa avesse preso gol in una di quelle occasione lo avrebbe avuto sulla coscienza. Non gioca una bella partita. Regala la prima mezz’ora al Genoa cercando fraseggi innocui e verticalizzando quasi mai. Pochissimi inserimenti dalle corsie con gli attaccanti che fanno a sportellate senza impensierire Perin. Sono sue le occasioni più pericolose della gara. Offre un assist al bacio per Osvaldo segnalato in offside. La grande delusione di serata; male a centrocampo non si rende mai pericoloso. Zero inserimenti.  Sbaglia sul gol della Juventus; era regolare la posizione di Osvaldo sul tocco di Pogba. Errore grave che pesa moltissimo sul risultato della partita. Poteva essere da rosso la gomitata di Gilardino su Bonucci. (Federico Giuliani)

Genoa

Mostra buona personalità sulle uscite in  presa alta. Attento ad ogni cross (raro) proveniente dalle corsie laterali. Non compie mai una parata degna di nota anche perché la Juventus costruisce poco. Sulla punizione di Pirlo può fare davvero poco con il pallone destinato nell’angolino alto.

Una prova convincente quella dell’ex difensore della Roma che non concede spazio al suo vecchio compagno giallorosso Osvaldo. Quando non basta la determinazione ci mette tanta esperienza e quasi sempre riesce a stoppare le avanzate bianconere. Dalla sua parte i pericoli sono nulli.

Almeno un paio di anticipi degni di nota, puliti e fatti con il giusto tempismo. Viene però ammonito nel primo tempo e questo ne condizionerà il resto della partita visto che giocherà limitato per il rischio di essere espulso.

Assieme a Burdisso forma una cerniera convincente. Si propone di tanto in tanto in avanti e mette in mezzo qualche cross interessante. Vince ogni duello con gli attaccanti juventini e contiene con facilità un opaco Llorente.

Ci mette corsa e grinta. Contro la sua ex squadra non vuole di certo sfigurare. Potrebbe segnare il gol del vantaggio genoano ma il suo diagonale nella ripresa termina sul fondo di pochissimo. Cala nel finale.

La sua partita sarebbe molto buona, almeno da 6.5. Come mai non ottiene questo voto? Perché sul finire del primo tempo perde a distanza di pochi minuti due palloni velenosi al limite della propria area di rigore. Per poco la Juventus non si porta in vantaggio…

Il primo tempo lo passa più a rompere le scatole a Pirlo e Vidal che non ad impostare. Nella ripresa quando inizia a lanciare e a far girare la squadra si vede un giocatore davvero importante per il Genoa. Buona condizione fisica per lui nonché uno dei migliori in campo questa sera.

Non convince fino in fondo questo giocatore. La migliore palla gol del match, eccezion fatta per il rigore, capita sui suoi piedi ma da posizione favorevolissima calcia addosso a Buffon. Spreca un contropiede nel primo tempo. Diciamo che avrebbe potuto fare molto ma molto meglio. Penalizzato.

E’ un motorino che non si ferma mai, neppure nel finale quando la Juventus è ormai certa di tornare a casa con i tre punti. Mette in mezzo una quantità industriale di palloni ed è bravo e apprezzabile pure in fase difensiva. Con l’uscita di Gilardino diventa capitano della squadra e dimostra di averne la stoffa.

Lotta come un leone il buon Gila ma non riesce a trovare il guizzo giusto. Le sponde sono ottime soprattutto quella per l’inserimento di Bertolacci nel secondo tempo. Troppo nervoso, si prende un giallo e rischia qualcosa di più per una gomitata, fortuita, su Bonucci ( Spreca malamente un calcio di rigore che avrebbe potuto decretare la meritata vittoria per il Genoa. Basta questo per considerare la sua prova insufficiente. Se proprio non bastasse, non fa nient’altro oltre che sparare il penalty addosso a Buffon).

Gasp prepara al meglio questa sfida ma viene beffato nel finale. Avrebbe meritato la vittoria o almeno il pareggio per quanto visto in campo. Il suo Genoa ha giocato una gara fantastica fatta di quantità e intensità più che qualità ma serviva proprio quello per mettere in crisi una Juve stanca.

(Federico Giuliani)

Juventus

In una serata storta per la sua squadra il portiere della nazionale tiene a galla la Vecchia Signora sfoggiando una prestazione da grandissimo campione. Bravo intanto in quella che viene definita ” ordinaria amministrazione”, super in due interventi: sulla conclusione di Bertolacci nella ripresa e sul rigore calciato da Calaiò. La vittoria passa anche e soprattutto dalle sue manone.

Chiamato in extremis a sostituire Barzagli, il Chiello fa la sua partita alternando buone giocate a falli evitabili. In fin dei conti è uno dei migliori della linea arretrata assieme.  Non è però al meglio della condizione e si vede.

Fa a sportellate con Gilardino e spesso ha la meglio. I colpi proibiti con il bomber genoano non lo intimoriscono. Nella ripresa cala, complice anche un  problemino accusato al ginocchio.

Dei tre dietro è il peggiore anche se non disputa una partita da dimenticare. L’inizio è molto buono ma gradualmente Antonelli gli prende le misure mettendolo in seria difficoltà; fortunatamente per lui non viene lasciato solo da Bonucci che spesso e volentieri va a dargli una mano. 

Brutta prova dello svizzero che non affonda praticamente mai. Il famoso schema che passa dai piedi di Pirlo e dai suoi scatti non funziona dato che non arriva quasi mai sul fondo coi tempi giusti ().

Una delle più brutte partite giocate in questa stagione dal cileno. Gara anonima condita da un giallo evitabilissimo ma soprattutto da un calcio di rigore causato in modo goffo che sarebbe potuto costar caro alla Juventus. Mai un inserimento degno del guerriero che i tifosi hanno saputo apprezzare nei match passati. Forse è stanco? ().

Intendiamoci: se non avesse segnato il gol avrebbe rasentato i limiti della sufficienza. Nel primo tempo non entra mai nel vivo della manovra mentre nella ripresa va un po’ meglio anche se i compagni non lo aiutano coi movimenti giusti: un playmaker così ha bisogno di gente che si inserisca. La punizione finale? Una magia degno di uno dei giocatori più forti del campionato italiano che regala tre punti alla Juventus.

Luci e ombre per il francesino che viene ambito da mezza Europa. Nel finire del primo tempo sfiora il gol con un tiro da poco fuori area. Regala anche un assist di tacco ad Osvaldo pizzicato in posizione di fuorigioco ( era in linea con la difesa). Da uno che vale più di 50 milioni di euro ci si aspetta però qualcosina in più. Ammonito, era diffidato; salterà il prossimo match.

Esattamente come Lichtsteiner è un esterno che non fa movimento. Inutile sia in fase offensiva che in quella difensiva. Si fa notare in negativo soltanto nel finale quando cestina un appetitoso contropiede per eccesso di egoismo.

Niente palloni giocabili quindi lo spagnolo non è pericoloso. L’ex Bilbao esce spesso dal suo terreno di caccia per offrire sponde ai compagni ma la sua gara non verrà ricordata negli annali del calcio.

Segna due gol ed entrambi gli vengono annullati: su uno però scatta in linea e il movimento che effettua è da attaccante di razza. Piano piano sta ritrovando la condizione giusta ().

La sua squadra vince nel finale ma avrebbe meritato di tornare a casa senza i tre punti. Alcuni giocatori sono stanchi, visibilmente spremuti: vedi Lichsteiner, Asamoah e Vidal. Calo preoccupante di questi uomini chiave in vista della gara di Europa League. Il tecnico bianconero deve far qualcosa.

(Federico Giuliani)

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