Juventus Campione d’Italia 2016/ Lo scudetto bianconero: il commento di Giovanni Trapattoni (esclusiva)

Juventus campione d’Italia, lo scudetto bianconero: intervista esclusiva con GIOVANNI TRAPATTONI sul quinto tricolore consecutivo vinto dalla formazione di Massimiliano Allegri

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Foto Infophoto

E’ il quinto scudetto consecutivo della Juventus, il secondo targato Massimiliano Allegri, ottenuto con tre giornate di anticipo. Decisiva la vittoria della Roma per 1-0 sul Napoli; un record che la Juventus ha eguagliato rispetto a quella degli anni ’30, ma anche rispetto al Grande Torino e all’Inter che ha festeggiato tra il 2006 e il 2010 (sia pure in sole quattro occasioni sul campo). Scudetto numero 32 per la Juventus, nessuno in Italia come lei; una Juventus che dopo 10 giornate aveva ottenuto 12 punti e si trovava a 11 lunghezze dalla vetta, e 9 da Napoli, Inter e Fiorentina. Una rimonta straordinaria, fatta di 24 vittorie e un pareggio nelle ultime 25 partite. Per commentare questo successo IlSussidiario.net ha contattato Giovanni Trapattoni, uno degli allenatori più vincenti nella storia della società bianconera.

E’ arrivato anche il quinto scudetto consecutivo per la Juventus… E’ stata una grande annata per la Juventus, che ha saputo conquistare questa vittoria in un modo veramente meritato.

Se lo aspettava dopo il pessimo inizio? Diciamo che magari rispetto ad altre formazioni, i giocatori della Juventus possono essere tornati non così pronti dalle vacanze; poi con il procedere della stagione si è vista la forza di una squadra veramente di grande livello. Non avevo dubbi sul fatto che la Juventus sarebbe tornata competitiva, è nel suo DNA essere sempre vincente.

Quanti sono i meriti di Allegri? Tanti, perchè ha dimostrato di essere un grande allenatore, di saper gestire nel modo ideale la squadra.

Si può fare un paragone tra la Juventus di Allegri, quella di Conte e le altre del passato? Sono state tutte squadre importanti. Poi in certi casi possono anche essere passati tanti anni, ed è difficile fare dei paragoni. Anche la mia Juventus aveva vinto tanto, eravamo riusciti anche noi a costruire un ciclo.

Chi è il giocatore simbolo di questo scudetto? Credo che tutti i giocatori abbiano contribuito in questa vittoria. Se proprio si vuole trovare un calciatore simbolo si potrebbe indicare Marchisio, cui non a caso i compagni hanno dedicato lo scudetto.

Cosa è mancato alle altre squadre per competere coi bianconeri? Penso che il Piemonte e Torino siano l’ambiente ideale per poter costruire una grande squadra. C’è la tranquillità ideale per poter portare avanti un progetto vincente; non c’è la pressione di altre città, di altri posti in Italia, dove magari anche la stampa è più presente nelle vicende dei club.

In Champions League però c’è stata una bruciante eliminazione: cosa manca per vincere anche in Europa? Quando noi ci riuscimmo, nel 1985, la Juventus aveva in rosa il blocco dell’Italia campione del Mondo e stranieri come Platini e Boniek; credo che adesso si faccia più fatica rispetto ad allora. C’è più concorrenza, non è così facile.

Pensa in ogni caso che sarà possibile arrivare a questo obiettivo, e arrivare anche al sesto scudetto consecutivo? Le possibilità ci sono, credo che la Juventus possa farcela; in futuro potrà giocarsela.
Per quanto riguarda Allegri, potrà avere una grande carriera come quella che ha avuto lei? Io ho vinto alla Juventus, ho vinto all’Inter con lo scudetto dei record; sono stato al Bayern Monaco dove ho vinto il campionato, ho allenato la Nazionale.

Serve quindi qualcosa in più? Credo che serva anche fare tanta esperienza oltre alla bravura di tecnico; credo che per allenare all’estero e vincere sia fondamentale anche la conoscenza delle lingue. Penso comunque che, in futuro, Allegri riuscirà ad avere una grande carriera.

La rivedremo, come si è letto, sulla panchina azzurra o di qualche altra nazionale? Sono cose che sono state dette ma non sono vere, anche se sarei molto onorato di allenare ancora l’Italia così come mi piacerebbe anche allenare un’altra nazionale. Sarebbe un’esperienza interessante.

(Franco Vittadini)

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