La Dama Bianca dello “scandalo” Fausto Coppi/ “Giulia Occhini era una donna e basta”

Giulia Occhini, la “Dama Bianca” di Fausto Coppi e una relazione che aiutò il Paese a superare i retaggi del passato: le parole del figlio Faustino.

coppi centenario
Fausto Coppi (da tv Rai Sport)

L’11° tappa del Giro d’Italia fa tappa a casa Fausto Coppi, una leggenda vivente del mondo del ciclismo e simbolo dello sport nostrano. Ma non solo: il suo legame con Giulia Occhini, soprannominata la “Dama Bianca”, aiutò l’Italia a superare i retaggi del passato. Entrambi già sposati, la loro relazione venne fortemente avversata da parte dell’opinione pubblica, con papa Pio XII che giunse a condannarla. Nel 1955 Coppi venne condannato a due mesi di carcere per abbandono del tetto coniugale, stessa sorte per la Occhini: entrambi usufruirono della sospensione coniugale della pena. Nonostante le mille difficoltà, i due riuscirono a sposarsi in Messico, matrimonio non riconosciuto in Italia, e il 13 maggio del 1955 nacque Angelo Fausto, detto Faustino.

GIULIA OCCHINI, LA “DAMA BIANCA” DI FAUSTO COPPI

«La mia mamma non era la dama bianca, era una donna e basta», le parole di Faustino Coppi ai microfoni di Repubblica. Il classe 1955 ha rilasciato una lunga intervista parlando del padre Fausto e della madre Giulia Occhini, evidenziando: «Ho passato la vita a guardare il volto di mio padre nelle fotografie e nei quadri, ascoltando le parole di chi l’aveva conosciuto. Il mio sogno, avere più ricordi diretti. Quando papà è morto avevo solo quattro anni e mezzo, però è lui il mio primo ricordo in assoluto: lo stanno trasportando all’ospedale in barella, è qui davanti alla porta di casa, coperto dal lenzuolo bianco. Mi dice «papo, fai il bravo, ubbidisci alla mamma», poi più niente e io non capisco. La mia mamma mi portava tutti i giorni al cimitero, ho questa immagine di me bambino con le scarpe che pestano la ghiaia del vialetto. La mamma mi ha sempre parlato di lui, la casa era grande e, noi, soli. Aveva il terrore che mi portassero via perché non erano sposati. Ho potuto chiamarmi Coppi solo nel 1978 dal momento che il primo marito di mia madre, il dottor Enrico Locatelli, non mi disconobbe mai»



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