Marcello Lippi/ “Omosessualità nel calcio? Non la escludo, la natura è quella lì…”

- Silvana Palazzo

Marcello Lippi a Rai Radio2 parla dell’omosessualità nel calcio. “Non posso escluderla, la natura è quella lì…”. Ma c’è un altro tabù, il sesso prima di una partita

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Marcello Lippi (Foto: da YouTube)

La sessualità nel calcio è un tabù, così come il sesso prima delle partite. Ma non dovrebbe esserlo per Marcello Lippi, intervenuto nel corso del programma radiofonico “I Lunatici”. «Una volta gli allenatori ci dicevano che bisognava farlo una volta alla settimana, non subito dopo la partita, perché bisognava recuperare, ma neanche troppo vicino alla partita dopo», ha raccontato l’ex ct della Nazionale italiana. Ma la realtà è un’altra per Lippi: «Non ha assolutamente nulla a che vedere con la prestazione, non le toglie nulla». Ma ovviamente sono doverose alcune precisazioni per l’allenatore. «Un conto è fare sesso alla sera con la propria compagna, un conto è farlo dopo aver passato una nottata in discoteca e aver bevuto». In quest’ultimo caso se non si è in forma, non è colpa del sesso. Per quanto riguarda invece l’omosessualità nel calcio, spiega di non aver mai incontrato gay nelle sue esperienze calcistiche. «Non posso dire che non esiste, la natura è quella lì, può darsi che ci siano dei gay tra i calciatori, anche se io non ne ho mai conosciuti».

MARCELLO LIPPI “OMOSESSUALITÀ NEL CALCIO? LA NATURA È QUELLA LÌ…”

Marcello Lippi ha parlato anche della Juventus, con cui nel 1996 vinse la Champions League. Cosa le è mancato quest’anno in Europa? «La fortuna di avere a disposizione i giocatori importanti nel momento decisivo. Chiellini ad esempio per la Juventus è importante quasi come Ronaldo e con l’Ajax non c’era», ha dichiarato l’ex allenatore bianconero ai microfoni di Rai Radio2. Preferirebbe rigiocare la finale di Champions di Manchester, con la Juventus sconfitta dal Milan ai rigori. «Quella lì ha lasciato tanto amaro in bocca». Indimenticabile è invece la notte di Berlino, dove la Nazionale italiana ha alzato per l’ultima volta al cielo la Coppa del Mondo. «Di quel mondiale è stato raccontato tutto, vincere con la maglia dell’Italia, salire sul tetto del mondo, ti dà una gioia che non ha pari. Su quell’esperienza non c’è più niente da raccontare». Quella finale la perse il giocatore più forte che ha allenato: «Ne ho allenati tantissimi di calciatori forti, però non si offenderà nessuno se metto al primo posto Zinedine Zidane».



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