CALCIOMERCATO/ Milan esclusiva Buffa: lo scudetto e il mercato, Berlusconi il miglior acquisto

- La Redazione

FEDERICO BUFFA, voce  nota del basket e tifoso rossonero, racconta la stagione dei rossoneri che si apprestano a conquistare il loro diciottesimo scudetto

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Giocatori del Milan festeggiano (Foto: ANSA)

Un punto allo scudetto numero diciotto, una semifinale di Coppa Italia alle porte e un presidente tornato a mettere i rossoneri al centro dei propri interessi: ecco i traguardi e i segreti del Milan targato Allegri. Abbiamo chiesto un commento sulla stagione dei rossoneri a Federico Buffa, noto giornalista e telecronista sportivo italiano di Sky, in esclusiva per ilsussidiario.net.

Milan ad un punto dallo scudetto: che giudizio dà alla stagione dei rossoneri?

Siamo ad un passo da uno scudetto “obbligatorio”, sia per come è stata strutturata la squadra quest’estate e poi ritoccata quest’inverno, sia per gli avversari: le uniche due avversarie che avevamo, Roma e Inter, si sono perse, per motivi diversi, nel corso della stagione. C’è una cosa che mi ha colpito: l’opinione di Capello. Dice che questo è il primo campionato dopo Calciopoli che sia stato realmente giocato da tutti…

Anche Napoli e Lazio hanno dato del filo da torcere al Milan…

La Lazio nel girone d’andata e il Napoli del girone di ritorno sono state protagoniste, ma non riescono a reggere un’intera stagione. Pensate che il solo Ibra guadagna come mezza formazione titolare del Napoli.

Gli artefici della stagione. Partiamo da Berlusconi?

Partiamo dall’alto perchè lì sta la chiave di tutto. Gran parte del merito è del presidente che ha rimesso il Milan al centro della comunicazione Fininvest. Ieri sono uscite sui giornali delle dichiarazioni rilasciate a Telelombardia, che mettono in luce un particolare ora noto a tutti: quanto, in termini di voti, gli fosse costata la cessione di Kakà. E qui c’è stata la svolta: Berlusconi è tornato ad investire per il Milan.

L’anno scorso infatti il Milan non fece un gran mercato…

La squadra che fu consegnata a Leonardo aveva ceduto Kakà e preso Huntelaar e si era “rinforzata” con Dominic Adiyiah e Amantino Mancini. Non credo che si possa fare neanche lontanamente un paragone con quello che è stato fatto tra il luglio dell’anno scorso e il gennaio di quest’anno: in questi mesi è arrivata una squadra che, da sola, avrebbe potuto arrivare terza in campionato. Con l’inserimento dei grandi giocatori che già erano al Milan ne è uscita una formazione da titolo.

Meriti di Galliani?

Galliani è l’uomo che ha convinto Berlusconi che, per esempio,  Boateng, nome di secondo piano a livello internazionale ma di reale importanza rispetto a Ronaldinho, era  il giocatore su cui invesitre. Oppure pensiamo alle due settimane prima del derby: si è vista la differenza di come le ha gestite Galliani e di come le ha gestite l’Inter.

 

La Coppa Italia è un obiettivo reale?

Il Milan nella sua centenaria storia non ha mai centrato l’accoppiata scudetto-coppa nazionale; quindi la società dà enorme importanza a questo trofeo. La squadra ha la fortuna di giocarsi questa partita difficile avendo la testa libera: è molto più importante l’appuntamento del Barbera di quello dell’Olimpico…

 

Due parole su Leonardo: “traditore” o professionista?

Io sono una di quelle persone che, professionalmente, ha avuto molto a che fare con Leonardo. Ho sempre avuto l’impressione che, al di là del suo passato decennale in rossonero, Leo fosse un cittadino del mondo: un eternauta che adesso ha attraccato al porto dell’Inter. Non ho mai pensato a Leo come ad un traditore. I suoi affetti principali sono a Milano e poi aveva una gran voglia di allenare…

 

Quali sono i regali costosi di cui parla Berlusconi?

Il Milan ha la formazione fatta, anche per l’anno prossimo. Credo però che ci sia la sensazione che, con questa squadra, non si possa vincere la Champions League. Se la formazione è formata da Abbiati, Abate, Nesta, Thiago Silga e Taiwo in difesa, Van Bommel, Gattuso, Boateng e Ganso a centrocampo e la coppia Pato-Ibra davanti, la Champions non si vince. Quindi, a mio modo di vedere, c’è bisogno di un centrocampista di un’altra categoria – diciamo il De Rossi o l’Essien della situazione – e di un ricambio per la prima punta. Io sarei per un ritorno di Marco Borriello, che sarebbe felicissimo di tornare a Milano.

 

Ganso e Taiwo lei li dà già a Milano…

Taiwo ha già firmato un pre accordo, ma il Milan lo dovrà ratificare entro Maggio per la questione legata ai giocatori extracomunitari. Ma non c’è fretta: i rossoneri potrebbero prenderlo ed aspettare che arrivi il passaporto da comunitario. La questione al momento è che il Marsiglia, che avrebbe dovuto facilitare l’operazione, non avendo interessi, non l’ha fatto.

 

 

Ganso?

Credo che il Milan non sia più così convinto del brasiliano ma a questo punto non possa più tirarsi indietro. I rossoneri stanno aspettando che il Santos trovi l’accordo con l’azienda (la Sonda) che cura gli interssi del ragazzo e che ha in mano una parte importante del cartellino. Per quanto riguarda invece il Milan sono certo che c’è già l’accordo con il giocatore e con la Sonda.

 

Pirlo lascia a fine stagione?

Non ci sono possibilità di tenerlo a Milano: Andrea è troppo forte per accettare un ruolo di secondo piano in una squadra di vertice nazionale ed internazionale. A sua volta il Milan, se non lo vede più al centro del progetto, non può certo garantirgli un contratto di tre anni a 4-5 milioni di euro a stagione.

 

E Seedorf che farà?

Lui si è ampiamente riconquistato, sul campo, la possibilità di rimanere al Milan. Però c’è un particolare importante: Seedorf ha una personalità forte e ingombrante. L’olandese accetterà di far crescere Ganso? E Ganso non soffrirà la presenza di un giocatore quotato e d’esperienza come Clarence?

 

Che ne sarà di Ambrosini?

Potrebbe diventare il capitano meno pagato della storia del Milan. Ambro vuole restare, nonostante il Milan ancora non gli abbia detto nulla. Credo che sia in attesa di una proposta della società, che accetterà senza problemi.

 

 

Allegri in panchina al 100%?

Dopo aver vinto uno scudetto direi che è impensabile cambiare l’allenatore, anche se in quest’annata si è registrata la peggiore “campagna europea” dai tempi di Zaccheroni.

 

E’ iniziato un ciclo rossonero?

La sensazione è che questa squadra possa vincere tranquillamente quattro dei prossimi cinque scudetti, con solo l’Inter che, finanziariamente, può reggere il passo. E se poi ne ha vinti quattro di fila l’Inter non vedo perchè adesso non ne possa vincere quattro il Milan!

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