PAGELLE/ Milan-Novara (2-1): i voti, la cronaca e il tabellino (Coppa Italia)

- La Redazione

La saggezza popolare ci assiste per commentare Milan-Novara, ottavo di finale della Tim Cup che si chiude 2 a 1 per i padroni di casa. Le pagelle di Milan-Novara: i voti e il tabellino

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Inzaghi (infophoto)

“Il Diavolo fa le pentole ma non i coperchi”. La saggezza popolare ci assiste per commentare Milan-Novara, ottavo di finale della Tim Cup che si chiude 2 a 1 per i padroni di casa, che guadagnano il quarto contro la Lazio. Dicevamo del detto: fa le pentole, perché dopo la batosta del derby, cosa poteva esserci di meglio di un doppio confronto con una “squadra materasso” come il Novara? L’ideale per far gol, regalare spettacolo, e iniettare fiducia in vista di un Febbraio da incubo. Ed è qui che però intervengono i coperchi: perché questo diabolico piano non prevede: una gran sofferenza, l’ira di Inzaghi, la fatica dei supplementari, un infortunio fantasma per Pato, senza contare diversi segnali non proprio incoraggianti, come l’apatia di Emanuelson o la poca cattiveria necessaria a chiudere una partita già vinta dopo 20 minuti. Certo comunque che ci sono anche note positive: innanzitutto il passaggio del turno, quindi la gran bella prestazione di El Sharaawy, ma per andare oltre, bisognerebbe sforzarsi. Ma andiamo con ordine.
– Già in apertura ci sono sorprese: nello schieramento rossonero infatti figura Emanuelson, riproposto trequartista dopo l’incubo della stracittadina, c’è la prima da titolare per Inzaghi, insieme al Faraone El Sharaawy, e l’”esordio” per Merkel, gettato subito nella mischia; dall’altra parte, Tesser imbottisce la squadra di riserve, a testimoniare quanto gli interessi alla coppa, lui che deve occuparsi di una complicata salvezza. La partita inizia, e tale rimarrà per gran parte del tempo, a ritmi lentissimi. C’è poca voglia di correre, se non per chi deve dimostrare qualcosa. Tra questi ci sono soprattutto Inzaghi, che si muove come un dannato per guadagnare punti-Allegri, ed El Sharaawy, desideroso di mostrare il suo reale valore. E proprio il Faraone al 25’ porta i suoi in vantaggio: lasciato libero, al limite dell’area, ringrazia di tanta fortuna l’avversario e, senza perdere troppo tempo, si gira ed esplode un destro preciso e potente, che si insacca alla sinistra di Fontana, regalando al piccolo rossonero la seconda rete in prima squadra. Festa e gioia, siamo ai quarti! Si, il pensiero è legittimo, perché il Novara non batte ciglio. A meno che non chiamiamo “reazione” due spauracchi di Granoche (che del suo soprannome, El Diablo, ha davvero poco) e un colpo di testa di Marianini, che a dir poco si adagia tra le braccia di Amelia. Pochino, insomma, per impaurire i campioni d’Italia in carica: questi, comunque, non dimostrano il titolo di cui si fregiano, visto che passeggiano scambiandosi la palla in difesa, e provano a uccidere la partita solo con un altro tentativo del cucciolo italo-egiziano, che stavolta però non tiene la palla bassa e, dopo un bello slalom, spara in cuva Nord. 
– Il secondo tempo si apre come il primo, che tradotto significa che è altrettanto noioso. La prima vera occasione, infatti, arriva al 60’ quano Emanuelson (e abbiamo detto tutto), fa incetta di coraggio e si fa 30 metri palla al piede, sbagliando però sul più bello, visto che il suo sinistro dal limite dell’area si spegne a lato di molto. Nel frattempo si assiste a qualche cambio: soprattutto a quello tra Pato e Inzaghi che, nero come il carbone, fila dritto negli spogliatoi. Il Papero diventa il terminale offensivo, ma le due occasioni che ha, al 70’ e all’85’, le spreca servendo Emanuelson prima, e sparando alto poi. E visto che stasera siamo in vena di proverbi, come dimenticare il più classico di quelli calcistici: “gol sbagliato, gol subito”. Infatti, i ragazzi in campo hanno già la testa ai massaggi post doccia calda, quando Radovanovic decide di guastare la festa a tutti: punizione dal limite, rasoterra angolato, neanche troppo forte, ma sufficiente per gelare lo stadio. Anche se, a dire il vero, probabilmente, il pubblico più che per il pareggio degli ospiti, è contrariato per il fatto di dover assistere ad ulteriori 30 minuti di supplizio. 
– Invece nei supplementari la partita si accende all’improvviso. Al 99’ Abate la crossa tesa e Pato, a un metro dalla porta, colpisce col ginocchio a botta sicura: la reazione d’istinto di Fontana ricorda quella che ebbe Dudek a Istanbul con Sheva, e probabilmente è uguale anche l’espressione di Galliani. Ma l’a.d. rossonero non deve penare molto: il gol arriva un minuto dopo, quando Robinho serve filtrante Pato che scavalca Fontana con un sombrerino e, a porta vuota, carica a tutta un tiro che, se per caso avesse preso la palla con il laccio della stringa, sarebbe uscito, e che invece gonfia la rete facendo esplodere lo stadio. Due minuti dopo Robinho, tanto per confermare la sua fama di goleador spietato, in mezzo all’area stoppa di petto e tira al volo, scheggiando il palo, mentre al 105’, dopo un’azione fantasia sull’asse Robinho-El Sharaawy, il cross di quest’ultimo viene scaraventato verso la porta da una spettacolare rovesciata di Pato, spettacolare come la copertina dell’album Panini, che purtroppo finisce a lato di mezzo metro. Ancora Pato si rende protagonista nel secondo tempo supplementare, ma stavolta in negativo: a gioco fermo infatti si avvicina alla panchina lamentando un fastidio alla coscia, per poi infilare la via degli spogliatoi, lasciando tutti atterriti. A parte questo giallo, gli ultimi 5 minuti vedono un pressing del Novara che definire assedio sarebbe un insulto a ben altre vicende calcistiche, e che infatti non sortisce alcun effetto. Insomma, quarti dovevano essere, e quarti sono stati. Ma con qualche annotazione. Innanzitutto, proprio ai quarti ci sarà la Lazio, che magari non è in un gran momento, che verrà dalla sfida con l’Inter, ma che, con tutto il rispetto, non è il Novara, visto che qualcosa consiglia di temere Klose un attimo più di Granoche; inoltre, proprio il Novara sarà avversario del Milan nel prossimo turno di campionato, ma con un’altra formazione, e soprattutto non a S. Siro, il che deve destare qualche allarme nella testa di Allegri, oltre a quello fatto scattare dalla lunga lista di infortunati. In più, se davvero Pato si è fatto male, ora che Tevez è sfumato il ripiego su Maxi Lopez suonerebbe di beffa per i tifosi, e in questo momento delicato ogni intervento sul mercato dovrà essere oculato non solo economicamente, ma anche “emotivamente”. Beh, si apre un bel periodo per il Milan, nel senso che sarà decisivo per capire davvero a che gioco giocherà da qui a Maggio. 

IL TABELLINO

MILAN-NOVARA 2-1 (d.t.s.)(Primo tempo 1-0)

Marcatori: El Shaarawy (M) al 24′ p.t.; Radovanovic (N) al 43′ s.t.; Pato (M) al 9′ p.t.s.

 

MILAN (4-3-1-2): Amelia; Bonera, Nesta, Mexes, Antonini; Merkel, Ambrosini, Nocerino; Emanuelson (dal 37′ st Robinho); Inzaghi (dal 14′ st Pato ), El Shaarawy (Roma, Taiwo, Baldan, Abate, Cristante). All.: Allegri

NOVARA (5-3-2): Fontana; Morganella, Paci, Centurioni (dal 32′ st Jeda), Dellafiore, Garcia; Marianini (dal 9′ st Jensen), Radovanovic, Pesce; Granoche, Morimoto (dal 18′ st Rubino) (Coser, Gemiti, Coubronne, Rinaudo). All.: Tesser.
ARBITRO: Giannoccaro di Lecce

NOTE – Ammoniti Robinho e Radovanovic per comportamento non regolamentare; Nocerino, Morganella, Granoce e Merkel per gioco scorretto. Angoli: 10-2. Recuperi 1′ e 4′.

 

LE PAGELLE

 

Amelia: 5.5: dorme in occasione del pareggio del Novara, forse l’unica volta in cui è stato davvero sollecitato
Bonera: 5.5: non attacca, e questo è chiaro, ma anche quando si tratta di difendere non dà l’impressione di essere insuperabile. Anzi
Nesta: 6.5: sempre preciso negli anticipi, svetta ovunque 
Mexes: 7: vedi Nesta, aggiungendo grandi interventi di fisico abbinato a qualità e intelligenza 
Antonini: 5.5: si propone tantissimo, ma se arrivato sul fondo, si ferma e la passa dietro, a cosa serve?!?
Merkel: 6.5: parte benissimo, recupera molti palloni e ne gestisce bene molti altri. Cala un po’ nel finale fisicamente 
Ambrosini: 6.5: direttore d’orchestra. Solo che si incapponisce un po’ troppo sui lanci lunghi, specialmente a cercare Inzaghi
Nocerino: 5.5: non è il Nocerino a cui ci eravamo abituati. Tocca pochi palloni, è ai margini del gioco
Emanuelson: 4.5: il voto non rispecchia tanto il livello della sua prova, che comunque non è positiva, ma la sua totale assenza di personalità, forse la dote principale di chi gioca in quel punto del campodal 37′ st Robinho: 6.5: entra, ed è un’altra cosa: dinamico, veloce, innovativo. Un assist al bacio e un palo: non male
Inzaghi: 6: povero Pippo, non sarebbe sufficiente se non fosse lui. Ma innanzitutto gli arrivano davvero pochi palloni giocabili, e poi comunque ci mette una voglia che se Pato ne avesse un decimo, Messi sarebbe un argentino qualunque…dal 14′ st Pato: 6.5: entra e cambia il match. Due occasioni sprecate per scaldarsi, alla terza non perdona, con un gioco da fenomeno
El Shaarawy: 7: personalità non indifferente: gol, numeri di qualità, giocate di quantità, e l’impressione che nei suoi piedi, se non in cassaforte, la palla sia almeno al sicuro

 

All.: Allegri: 5.5: da zuccone presuntuoso ripetere l’errore di Emanuelson. Rimedia a gara in corso, ma con quella panchina, contro questo Novara, in pochi avrebbero potuto sbagliare…

 

Fontana: 7: due o tre grandi parate, un miracolo. Beffato dall’irriverenza di un giovane campione 
Morganella: 6.5: è forse quello che, nell’arco della gara, sembra tenere di più a questa partita. Spinge come un forsennato, soprattutto all’inizio, rifornendo l’attacco di cross 
Paci-Centurioni-Dellafiore: 5.5: di testa sono tutte loro, e non è compito impossibile stasera. Tuttavia, la copertura sul primo vantaggio rossonero è da Topolino, e si fanno fregare alla grande anche sul secondo gol del Milan dal 32′ st Jeda: 6: entra e crea spauracchi, ma manca spesso dell’ultimo tocco
Garcia: 6: la sua carica agonistica sorprende, e aumenta col passare del tempo. Poi si trasforma in foga, e si rende colpevole di un brutto fallo nel finale 
Marianini: 5.5: un debole colpo di testa nel primo tempo, e qualche contropiede gestito alla buona dal 9′ st Jensen: 4.5: se lui giocava nel Werder Brema, io potrei andare al Manchester. Dovrebbe dare freschezza al Novara, regala un uomo al Milan
Radovanovic: 6.5: a parte il gol, che tra l’altro non è il primo di questo tipo, è quello che più di tutti regge le avanzate rossonere, e che imposta le proprie
Pesce: 6 meno: inizia con un gran tiro, pian piano si perde fino a soffrire per un infortunio Granoche: 5: impalpabile, poco pericoloso, poca sostanza. Diablo chi?
Morimoto: 5.5: non ci siamo: ce la mette tutta, ma sbaglia tantissimi passaggidal 18′ st Rubino: 5: si rende protagonista solo di uno sgambetto da elementari a El Sharaawy

 

All.: Tesser: 5.5: giustificabile ogni sua mossa, ha ben altro a cui pensare. Probabilmente lui stesso a mente fredda maledirà i supplementari
 

 

Giovanni Gazzoli
@giogazzoli

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