MILAN AC/ Ielpo: Allegri, basta col turnover i difesa e sii più “rompiscatole” (esclusiva)

- int. Mario Ielpo

MARIO IELPO analizza per noi la situazione della difesa del Milan: ecco i suoi consigli ad Allegri per risolvere il problema delle palle inattive, e un attacco sterile certo non aiuta…

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Christian Abbiati - Infophoto

Il momento del Milan è uno dei peggiori che si ricordi nella gloriosa storia del club rossonero. La squadra di Massimiliano Allegri viaggia alla media di un punto a partita (sette in altrettante partite giocate), peggiore anche di quella del disastroso 1997/98, il ‘Capello-bis’ che costituisce probabilmente la peggiore stagione del Milan sotto la presidenza di Silvio Berlusconi. Le statistiche sono preoccupanti sia in attacco sia in difesa. I rossoneri viaggiano anche qui alla media esatta di ‘uno a partita’: sette reti segnate e altrettante subite nelle sette giornate di campionato. Tutto nella media del 7, ma non è una pagella scolastica di cui andare fieri. In attacco il problema è ben noto: tolta l’illusoria (e abbastanza fortunosa) tripletta di Giampaolo Pazzini a Bologna, segna solo Stephan El Shaarawy. Ma ad un ragazzo di 20 anni non si può chiedere di fare quello che faceva Zlatan Ibrahimovic l’anno scorso, e non essendo nemmeno un attaccante puro non può segnare un gol a partita. In difesa, invece, il Milan subisce troppi gol su palle inattive: ben sette (ancora una volta) su nove complessivi – Champions League compresa –, addirittura sei su sette in serie A, dove il solo Cigarini ha bucato su azione la retroguardia rossonera. Per analizzare il momento rossonero a partire dalla difesa, abbiamo contattato l’ex portiere rossonero Mario Ielpo. Intervista in esclusiva per IlSussidiario.net.

Ielpo, la prima domanda è inevitabile: perché il Milan subisce così tanto sulle palle inattive? Ci sono due problemi generali. L’allenatore deve essere bravo a dare alla squadra la giusta attenzione su questi particolari, ma senza che si trasmetta paura. Sia la poca attenzione sia la troppa paura determinano gli errori. Di solito gli allenatori ‘rompi scatole’ subiscono pochi gol sulle palle inattive. Ci sono poi gli aspetti tattici e le caratteristiche dei difensori.

Su questi come si può lavorare? Serve la massima continuità possibile. Si stanno cambiando troppi uomini, e quindi non si riesce a creare il giusto affiatamento per affrontare queste situazioni. Allegri li ha messi in campo tutti, ma così non ci sono certezze. I giocatori devono conoscersi bene reciprocamente e conoscere pregi e difetti dell’altro, altrimenti è difficile regolarsi: già sono tanti i nuovi acquisti, se poi ci sono così tanti cambi diventa davvero un problema…

Bisognerebbe limitare il turnover, quindi? Sì. In effetti, il turnover è nato proprio negli anni in cui io giocavo al Milan, ma i giocatori che ricoprivano i ruoli fondamentali erano sempre gli stessi: i difensori e i centrocampisti centrali erano sempre quelli, almeno nelle partite principali, caso mai cambiavano i laterali e gli attaccanti…

Potrebbe aiutare tornare a difendere a uomo su punizioni e calci d’angolo? Secondo me sì, io preferisco la difesa a uomo, anche se magari si rischia qualche fallo in più. Però si limita meglio l’avversario, mentre a zona devi essere alto e forte fisicamente per non avere problemi. Ripeto comunque che la cosa fondamentale è l’attenzione.

Come stanno andando i nuovi acquisti in questa difesa che è stata rivoluzionata?

Purtroppo nessuno ha convinto finora. Non si possono dare colpe specifiche a qualcuno in particolare, è l’intera squadra che è in difficoltà. Speriamo che le cose possano migliorare, aiutando i più giovani come Acerbi a dimostrarsi all’altezza del blasone del Milan. In questo sarà importante l’aiuto di chi è rimasto della vecchia guardia, cioè Bonera, Yepes e Mexes.

Sulla difesa si ripercuotono anche i problemi del resto della squadra?

Naturalmente sì, e la questione è molto semplice: se non segni, la difesa è sotto pressione, non puoi mai sbagliare. Infatti la difesa non ha preso poi così tanti gol (è la settima migliore difesa della serie A, rispetto al tredicesimo attacco, ndR), ma se non segni mai prima o poi un golletto lo prendi, perché ti devi sbilanciare e c’è più nervosismo, e poi quei gol subiti diventano determinanti, perché appunto non c’è chi può ribaltare l’esito della partita. Tanto per capirci, se ci fosse ancora un Ibra starebbe molto meglio anche la difesa…

 

(Mauro Mantegazza)

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