CALCIOMERCATO/ Milan, Guardiola e la cantera rossonera: il progetto è pronto

- La Redazione

Il Milan studia il progetto Pep Guardiola in vista dell’estate del 2013. Nel frattempo fiducia ad Allegri ma con Tassotti e Inzaghi pronti a subentrare in corso d’opera

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Pep Guardiola (Infophoto)

L’amministratore delegato del Milan, Adriano Galliani, ha confermato ieri per l’ennesima volta Massimiliano Allegri. “L’allenamento non è assolutamente in discussione”, le parole dell’ad al suo arrivo in Lega Calcio, che ribadiscono il quadro della situazione. Nonostante la sconfitta nel derby e una classifica di Serie A che odora di retrocessione il mister livornese rimane al suo posto. In molti avevano ipotizzato il derby come il possibile crocevia, ma i profeti hanno fallito. A pendere in favore dell’ex allenatore del Cagliari la ripresa della squadra nelle ultime uscite, a cominciare da Parma, passando per San Pietroburgo e arrivando appunto fino al derby di Milano. Solo quattro i punti totalizzati nelle partite che avrebbero dovuto segnare il bivio, e in più la sconfitta nella stracittadina che è sempre bruciante a prescindere dalla classifica; ma il gioco sta a poco a poco migliorando e qualche nota positiva c’è, pur se il piatto a guardarlo in termini generali comtinua a piangere. Le acque nelle quali naviga Allegri, comunque, non sono tranquille, non del tutto almeno. Alla riprese del campionato, il prossimo sabato 20 ottobre, i rossoneri saranno impegnati nella difficilissima trasferta di Roma, contro la Lazio, all’Olimpico. Una squadra in palla, forse la più sorprendente di questo inizio stagione, tutt’altro che semplice da superare. Poi toccherà al Malaga, in Spagna, per la sfida dei gironi di Champions League, e quindi il Genoa in casa e la bestia nera Palermo fuori. Un mini tour che potrebbe essere veramente decisivo per le sorti del tecnico e dello stesso Milan, un’altra prova da superare: d’accordo che l’allenatore ha la fiducia della società – quantomeno di Galliani – ma la storia insegna che in caso di fallimento totale a pagare è sempre la guida tecnica. In caso di tracollo sarebbe già pronta la soluzione interna firmata Mauro Tassotti, l’eterno secondo, affiancato da un rampante Filippo Inzaghi, milanista doc. Non sembrano invece essere credibili le idee che vogliono Gennaro Gattuso o Billy Costacurta pronti a tornare a Milanello. La vera novità però arriverà al termine della stagione: sarà allora che potrebbe davvero profilarsi l’arrivo di quello che è il sogno per nulla segreto di Berlusconi, ovvero Pep Guardiola. Per lui sarebbe già anche pronto il progetto: un profondo cambiamento del settore giovanile, ovviamente plasmato sul modello della cantera del Barcellona che ha prodotto tanti campioni e portato i catalani a giocare (e stravincere soprattutto sul piano del gioco) la finale di Champions League del 2011, la terza in sei anni, con otto giocatori usciti dalla “Primavera”. Alcuni giovani fanno già parte della prima squadra: De Sciglio è un prodotto di casa, mentre El Shaarawy e Gabriel sono stati acquistati con la precisa idea di essere formati e trasformati in campioni. Altri ne arriverebbero: il progetto sarebbe proprio quello di investire non su calciatori di prima fascia ma su talenti in erba, per aprire una sorta di “scuola calcio” in cui le formazioni giovanili abbiano uno stile di gioco e un’idea di calcio ricalcata sulle orme della prima squadra, o viceversa. 

Del resto, è questo il segreto vincente del Barcellona, quantomeno del perfetto inserimento di moltissimi dei canterani lanciati in prima squadra negli ultimi anni (basti pensare a Pedro, Sergio Busquets, Piqué; e non dimentichiamo che anche PuyolXavi e Iniesta sono cresciuti nel vivaio blaugrana). Dunque, non più 20-30 milioni sul calciatore affermato, ma giovani in rampa di lancio, magari anche 14enni o 15enni, che a Milanello seguano un percorso ragionato e creato ad hoc: sarebbe la summa del pensiero estivo di Galliani quando, all’indomani della cessione di Ibrahimovic e Thiago Silva, ebbe a dire che da allora in avanti il Milan avrebbe dovuto formare i top player in casa propria. Resterà sicuramente il problema economico derivante da eventuali investimenti richiesti nonché dallo stipendio da elargire a Guardiola, ma l’orgoglio del numero uno di via Turati potrebbe superare con un sol balzo qualsiasi ostacolo.



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