CALCIOMERCATO/ Milan, Brambati: Nesta non tornerà, per la rifondazione il modello è… (esclusiva)

- int. Massimo Brambati

MASSIMO BRAMBATI, esperto conoscitore delle vicende rossonere, ci spiega come dovrebbe agire il Milan sul mercato per costruire un nuovo ciclo di successi. Difficile il ritorno di Nesta

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nesta (infophoto)

Per il Milan il mercato di gennaio potrebbe essere una nuova, importante tappa di una profonda ‘ristrutturazione’ della squadra che è già iniziata pochi mesi fa, con la partenza di tanti senatori e delle stelle più luminose della rosa della passata stagione, come Zlatan Ibrahimovic e Thiago Silva. La squadra allenata da Massimiliano Allegri ha senz’altro sofferto a causa di tutto ciò nel corso dei primi mesi di questa nuova stagione, anche se ultimamente i risultati sono migliorati nettamente, a parte l’ultima caduta in casa della Roma. Ora i cambiamenti continueranno, probabilmente chiudendo l’epoca del Milan “brasiliano”, vista la missione di Adriano Galliani in Sud America: abbiamo parlato delle nuove politiche societarie dei rossoneri con Massimo Brambati, giornalista che ben conosce la situazione del club di via Turati, e che attualmente si trova in America. Per questo motivo, gli abbiamo chiesto anche un parere sulle voci che vorrebbero Alessandro Nesta pronto a lasciare Montreal per tornare a Milanello. Intervista in esclusiva per IlSussidiario.net.

Brambati, cosa ci può dire a proposito delle voci che vorrebbero Nesta di ritorno al Milan? Mi sembra che questa ipotesi sia solo una fantasia. So, tramite amici che sono all’interno di questa vicenda, che Nesta vuole trasferirsi negli Stati Uniti, dove ha già comprato un paio di case. Credo dunque che la sua vita futura sarà in America, e non penso che voglia ritornare a Milano.

Come dovrebbe agire il Milan a gennaio? Secondo me i rossoneri devono cominciare a pensare ad una rifondazione generale, non possono guardare ogni anno solamente ad uno o due grandi giocatori.

Niente ‘top player’, quindi, per rimpiazzare i grandi nomi che hanno lasciato un grande vuoto nello spogliatoio? Nessun acquisto isolato di un singolo grande nome, questo è ciò che intendo. Il modello deve essere la Juventus, per una rifondazione basata sui giovani a partire da quando è finita in serie B e ha dato spazio a ragazzi cresciuti nel vivaio come Marchisio, Giovinco e De Ceglie. Poi naturalmente serve qualche ‘anziano’, ma non troppi.

Questo dunque è quello che servirebbe anche ai rossoneri? Sì, e in questo senso la Juventus potrebbe avere fatto da apripista. Anche il Milan ora dovrebbe iniziare ad investire soprattutto sui giovani, con un programma ben preciso.

In questo caso servirà avere pazienza…

Io credo che la società abbia la pazienza necessaria. Certo, è più difficile che ce l’abbiano i tifosi e l’ambiente intorno alla squadra, ma è fondamentale capire che non serve più spendere tanti soldi, ma identificare quei giocatori che fanno al caso della società sia per età sia per costo e siano dunque funzionali a un nuovo progetto.

Modello Udinese quindi, non solo Juventus… Sì, modello Udinese, ma con una importante differenza: i friulani lavorano per poi vendere i loro migliori giocatori, mentre il Milan naturalmente dovrebbe farlo per costruire la sua nuova squadra. Magari puntando soprattutto sui giovani italiani, come sta già facendo con El Shaarawy e De Sciglio.

 

(Mauro Mantegazza)

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