MILAN-JUVENTUS/ Paparesta: Tagliavento, Rizzoli e gli assistenti; vi parlo degli arbitri della partitissima (esclusiva)

Sarà Tagliavento ad arbitrare Milan-Juventus di sabato sera: abbiamo intervistato Gianluca Paparesta per un commento sulla scelta sua e della quaterna e sullo “stato” dei nostri fischietti.

23.02.2012 - int. Gianluca Paparesta
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Paolo Tagliavento arbitrerà Milan-Juventus (Infophoto)

E’ ufficiale la designazione della quaterna arbitrale per Milan-Juventus: l’arbitro sarà Paolo Tagliavento, coadiuvato dagli assistenti Di Liberatore e Romagnoli. Rizzoli sarà a bordo campo in qualità di quarto uomo. Scelta giusta? La migliore? Domande non banali, considerate anche le polemiche che accompagnano la gara, con il batti e ribatti Conte-Allegri circa favori arbitrali, rigori non fischiati eccetera. Senza dimenticare il caso Ibrahimovic al quale, nel momento in cui scriviamo, è stata appena confermata la squalifica di tre turni: dunque, lo svedese non ci sarà. Per commentare la designazione abbiamo contattato Gianluca Paparesta, ex arbitro e oggi opinionista su Mediaset Premium. Ecco quello che ci ha raccontato, nell’intervista in esclusiva rilasciata a ilsussidiario.net.

Cosa pensa della designazione di Tagliavento per Milan-Juventus?

Questa designazione l’abbiamo anticipata già settimana scorsa nel corso di Mediaset Premium. È la più logica, Tagliavento fa parte dei 3 abtiri d’élite internazionale che abbiamo in Italiani. Uno è Rizzoli, che ha già arbitrato quattro volte il Milan, tra cui Milan-Napoli con l’espulsione di Ibrahimovic, per cui non era opportuno. Tagliavento solo una volta ha arbitrato il Milan, all’andata contro il Napoli, era giusto e logico quindi che tornasse ad arbitrare una sfida così importante. Il terzo era Rocchi, però in campionato ha avuto un rendimento estremamente negativo con direzioni come Inter-Napoli e Bologna-Milan che hanno lasciato strascichi polemici notevoli. Tagliavento quindi resta la scelta più logica.

Al momento Tagliavento può essere definito l’arbitro migliore?

Secondo me sì, meglio anche di Rizzoli.

Pensa che gli assistenti avranno lo spessore giusto per una gara del genere?

Me lo auguro, alla pari dell’arbitro possono avere un ruolo fondamentale in una gara così delicata. Sono due assistenti molto bravi ed esperti, quindi mi auguro che non ci siano episodi particolari.

Rizzoli è stato scelto come quarto uomo: una scelta opportuna per frenare eventuali scintille a bordo campo?

Avere un arbitro di spessore come Rizzoli nel ruolo di quarto uomo può essere anche per le panchine un segnale di presenza forte, anche perchè altre volte vediamo allenatori o componenti delle panchine che assumono atteggiamenti non consoni nei confronti del quarto uomo. Sicuramente con Rizzoli ci penseranno su, lo conoscono per alcune sue direzioni di gara. E’ una quaterna facilmente prevedibile, noi l’avevamo preannunciata una settimana fa, dovrebbe dare delle garanzie.

Per quanto riguarda il problema degli arbitri: secondo lei quanto influisce la mentalità italiana, questa cultura del lamento?

Sicuramente influisce la cultura del lamento, ma in Italia c’è un’attenzione diversa sugli arbitri di quella che c’è per esempio in Inghilterra, dove l’arbitro viene conosciuto solo all’ultimo momento. Non c’è questo interesse che c’è in Italia, prova ne è che ne stiamo discutendo oggi e ne abbiamo discusso domenica in trasmissione; qui siamo convinti che anche una designazione arbitrale possa avere un ruolo in una partita così importante: un arbitro poco esperto, facilmente influenzabile, con scarsa personalità può incidere sul risultato di una gara. Devo dire che Tagliavento ha dimostrato negli anni personalità, capacità e forza nel prendere decisioni che possono scontentare una parte considerevole di pubblico, come la ripetizione del calcio di rigore di Hamsik in Napoli-Juventus quando è stato additato perchè i suoi colleghi normalmente non lo fanno. E’ un arbitro che fa applicare il regolamento: questo deve fare, non cercare di accontentare un po’ tutti, come invece abbiamo assistito anche in queste giornate e in contesti internazionali: forse per scarsa personalità non hanno concesso rigori evidenti e solari, perchè per decisioni di un certo tipo – decisive – ci vuole personalità.

Premesso che gli arbitri sono esseri umani e quindi sbagliano come tutti: qual è secondo lei, nel panorama europeo, il livello della classe arbitrale italiana?

E’ alla pari di quella inglese e spagnola. In Italia ci sono arbitri giovani che faticano a uscire, mentre in altri Paesi emergono perchè riescono a formarsi in campionati meno noti e quindi hanno maggiore serenità, e poi vengono chiamati a dirigere nelle competizioni internazionali. Mi riferisco a Webb, all’ungherese Kassai che è giovane e molto bravo, ad altri. La classe arbitrale italiana è secondo me una classe media; non sono d’accordo con il presidente dell’AIA che dice che gli arbitri italiani sono i migliori, perchè la cosa viene poi contraddetta ogni domenica da decisioni incomprensibili e soprattutto difformi tra di loro.

Come giudica l’operato di Braschi finora?

Diciamo che Braschi fa quello che può fare. Il problema è che non funziona la struttura: se si è scelto di avere solo 20 aribtri per le partite di serie A, siamo costretti ad assistere a certe direzioni di gara senza poter fare niente, perchè quelli sono gli arbitri, non ce ne sono abbastanza; per questo poi tornano in campo settimana dopo settimana, econtinuano a sbagliare. E’ il sistema che non funziona, ed è anche un freno alla crescita di altri giovani arbitri.

Lei pensa che possano esserci dei mezzi o qualche regola in grado di aiutare i nostri fischietti?

Il problema non sta in un aiuto ai nostri arbitri. Ci vuole un aiuto in generale, e questo può arrivare attraverso strumenti tecnologici. Come nel caso di Ibrahimovic: dopo un secondo tutti avevano visto lo schiaffo ad Aronica e la reazione di quest’ultimo, l’unico a non aver visto era l’arbitro. Siamo in presenza di una situazione in cui tutti vedono, solo l’arbitro non vede perchè non ha il mezzo a disposizione. Allora alcuni mezzi tecnologici servirebbero, soprattutto nel 2012 gli arbitri sarebbero i primi a gradire un aiuto e un supporto che li agevoli nel loro lavoro.

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