MILAN-JUVENTUS/ Kutuzov: Ibra insostituibile, ma più rapidità con Pato-Robinho. E Inzaghi… (esclusiva)

L’attaccante bielorusso, attualmente in forza al Bari in Serie B, dice la sua sul big match di Domenica, che il Milan dovrà giocare senza Ibrahimovic. Quale può essere la miglior soluzione?

25.02.2012 - La Redazione
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Vitali Kutuzov (a destra) in azione con la maglia del Bari. Sulla sinistra si riconosce Nocerino (INFOPHOTO)

Milan-Juventus è alle porte. Nel polverone di previsioni e polemiche che stanno attorniando il big match di Domenica, spicca la questione Ibrahimovic. Lo svedese è stato squalificato per tre turni dopo l’episodio con Aronica in Milan-Napoli, e la decisione è stata confermata dal giudice sportivo dopo il ricorso del Milan. Si tratta di un’assenza sicuramente pesante: come si organizzerà Allegri? Tolto lo svedese, chi sarà l’arma principale dei rossoneri? Per provare a leggere la situazione il Sussidiario.net ha intervistato in esclusiva Vitali Kutuzov, punta bielorussa che il Milan prelevò dal Bate Borisov a soli 20 anni, nella stagione 2000-2001. L’attuale attaccante del Bari è ormai un esperto conoscitore del nostro calcio, avendo vestito con buoni risultati le maglie di Avellino, Sampdoria, Parma e Pisa. Ecco le sue impressioni sulla grande sfida di Domenica, con una riflessione anche sulla propria parabola calcistica.

Senza Ibrahimovic possiamo considerare la Juventus favorita?

Non proprio, sicuramente il Milan sarà indebolito perché Ibrahimovic è importante, è il punto di riferimento del Milan di adesso. Ma ci sono altri giocatori che possono risolvere le partite.

Lei crede al motivetto ricorrente “senza Ibra il Milan gioca meglio”?

E’ difficile trasformare la squadra, facendola giocare allo stesso modo di quando c’è Ibra. Io non credo a questa cosa, però nel calcio ci sta: può darsi che per una, due, tre partite il Milan giochi meglio, ma poi Ibra finisce per mancare, in una squadra programmata per lui. Sappiamo comunque che ogni partita ha la sua storia.

Tolto Ibra, quale può essere l’arma decisiva per scardinare la difesa della Juve, che è la meno battuta del campionato?

Eh, è difficile…direi Pato se sta bene, ma anche Robinho. L’importante secondo me è la difesa, in fondo è da lì che deve partire tutta la costruzione. Si può star lì a dividere difesa, attacco, eccetera ma la squadra dev’essere tutta compatta, è quello l’importante.

Allegri ha annunciato la presenza di Pato, Robinho dovrebbe essere intoccabile, Maxi Lopez sarà out: rischierebbe El Shaarawy?

Non lo so, quello è un problema dell’allenatore. Non so in che stato sono gli attaccanti del Milan, valuterei al buio, è difficile. Sicuramente Allegri saprà scegliere gli uomini migliori in questo momento, quelli che potranno far meglio in base al modulo che sceglierà. Sicuramente comunque sarà un bel Milan, le alternative certo non mancano. 

Domanda più nostalgica: al di là delle scelte di Allegri, si potrebbe provare la sorpresa Inzaghi in una gara come questa?

Non so in che stato sta Pippo, ma se sta bene un gol lo farà sempre. Ma ripeto: deve valutare il mister, per me è difficile capire qui dal Bari come stanno i ragazzi. Bisognerebbe vedere come si sono comportati in questi giorni negli allenamenti.

Sul piano tecnico, un’eventuale coppia Pato-Robinho cosa può dare al Milan rispetto ad una con Ibra?

Sicuramente Ibrahimovic ha un altro spessore, perché ha qualità fisiche più importanti. Con lui puoi anche giocare a palle alte, ma anche a terra perchè non gli manca certo la tecnica, è un giocatore completo. Forse l’attacco del Milan guadagnerà in rapidità, perché Pato e Robinho sono più veloci, anche ad accompagnare il gioco. Favoriscono un gioco un po’ più corale. In ogni caso parliamo sempre di giocatori completi.

 

Pronostico secco?

Io direi 1-1.

 

Rivedremo Vitali Kutuzov in Serie A, col Bari o altre squadre?

Se sto bene non ci sono grossi problemi, in Serie A ho già giocato. L’importante è star bene fisicamente. Ho un talento che mi ha dato Dio, che mi ha permesso di fare quello che ho fatto. Il fisico è una cosa fondamentale: purtroppo a volte ti fa rallentare, non ti permette di stare nella miglior condizione. Nella vita purtroppo non potrà esserci sempre tutto perfetto. Adesso comunque sto attraversando un bel momento, sto lavorando bene, senza grandi sbalzi.

 

Ma alla Serie A ci pensa spesso?

Ci spero, io sono convinto che posso giocare ancora bene, in Serie A o B non è importante. Quel che conta è partecipare a un progetto bello, divertente, con i compagni giusti. Ormai ne ho viste tante: le emozioni nel calcio non si comprano.

 

Riguardo la sua esperienza al Milan: ha qualche rimpianto, sarebbe potuta o dovuta durare di più?

Se torno indietro devo valutare come stavo allora. Ero un ragazzino che ha avuto la testa sbilanciata, non ero pronto per giocare a quel livello. In quei momenti l’emozione mi mangiava tutto quello che avevo. Ero indietro come maturazione calcistica, diciamo che ero un embrione di un calciatore. Avevo le mie capacità, ma per crescere dev’esserci tranquillità oltre che forza: in quel periodo non avevo la serietà giusta, ma non si  può più tornare indietro.

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