PAGELLE/ Barcellona-Milan (3-1): i voti, la cronaca e il tabellino (ritorno quarti Champions League 2011/12)

- La Redazione

Il Barcellona sconfigge il Milan per 3-1 e si concede la semifinale di Champions League. Decidono l’incontro la doppietta di Messi su rigore e la rete di Iniesta, inutile il gol di Nocerino.

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Leo Messi (Infophoto)

Il Barcellona sconfigge il Milan per 3-1 e si concede la semifinale di Champions League. I rossoneri hanno dato tutto, ma non è bastato. La squadra di Guardiola si conferma una macchina da guerra impressionante. Decidono l’incontro la doppietta di Messi su rigore e la rete di Iniesta; inutile il momentaneo pareggio firmato da Nocerino. La squadra di Allegri esce a testa alta e, per una serata, il Barcellona appare più umano.

Per riuscire lì dove solo l’Inter ha osato, Allegri lascia in panchina la suggestione Pato e si affida all’usato sicuro composto da Ibrahimovic e Robinho. In difesa, per sopperire all’assenza di Thiago Silva, fiducia a Mexes e Nesta con Abate ed Antonini ai lati. I blaugrana, invece, confermano la difesa a tre gettando nella mischia l’ultimo prodotto della cantera: Cuenca. La mossa non sembra stravolgere più di tanto gli equilibri, perché la compagine catalana macina gioco con la precisione di un orologio svizzero. La velocità di pensiero e gamba della squadra di Guardiola però incoccia contro l’accorta fase difensiva dei rossoneri, esaltata dalle leve di un Nesta tornato in formato mondiale e dalla gamba di Antonini e Abate, spesso fondamentali nei ripiegamenti. L’incanto dura solo il breve volgere di dieci minuti. A spezzare l’illusione di una partita trascinata oltre i 90 di gioco regolamentari ci pensa un retropassaggio suicida confezionato da Mexes. La leggerezza del centrale francese innesca l’estro di Messi in campo aperto; nei successivi venti secondi c’è un po’ tutto il repertorio del Barcellona: velocità, fantasia e leziosità. Messi si invola verso l’area ma invece di provarci personalmente appoggia per Cuenca, l’azione pare sfumare ma quando la palla torna tra i piedi della Pulga, la paura fa 90 ed Antonini regala la massima punizione ai catalani. L’estro argentino dal dischetto ha il sapore di una sentenza. I più si aspetterebbero un crollo del Milan; non sarà così. Il tempo per riordinare le idee e i rossoneri capiscono che, con un pizzico di convinzione, si può purgare anche la squadra più forte al mondo. Ibrahimovic allora ricorda i tempi e le giocate di campionato, innesca l’inserimento di Nocerino che in diagonale spiazza Valdes. La palla entra lemme, lemme in rete ed allora il passaggio del turno non pare più un’utopia. Soprattutto perché gli uomini di Guardiola perdono diverse convinzioni e quando il Milan supera la seconda linea trova spazi per pungere. Tutto sembra andare per il verso giusto sino al 40esimo, quando da un calcio d’angolo per i blaugrana un contatto dubbio tra Nesta, Busquets e Puyol si trasforma nel secondo penalty di serata. La pulga dal dischetto è la solita sentenza ed al rientro negli spogliatoi il tabellone recita 2-1.

Al rientro dagli spogliatoi, con una rete ancora da recuperare, l’obiettivo rossonero è quello di provare a colpire il Barça con le sue stesse armi. Pressing alto ed aggressività. La sensazione è quella di una partita ancora tutta da giocare, l’unico problema è che concedere spazi alla squadra di Guardiola significa rischiare di imbarcare ad ogni ribaltamento d’azione. I rossoneri restano in partita solo 8 minuti, poi Messi si guadagna un centimetro al limite dell’area e prova il tiro, la dea bendata si mette di traverso servendo Iniesta che, a tu per tu con Abbiati, imbuca sul palo lungo. Riconquistata la tranquillità, il Barcellona trova nuovamente la semplicità di palleggio e gli spazi larghi tipici del Camp Nou. Allegri richiama Seedorf, concedendogli un’inaspettata standing ovation, lanciando Aquilani. Il centrocampista ex-Liverpool si perde ben presto nella qualità della mediana blaugrana ed allora il tecnico toscano prova la mossa della disperazione affidandosi a Pato. Dura solo 14 minuti la partita del papero, il lasso di tempo utile per aumentare i rimpianti non agganciando un buon pallone servito da Ambrosini, poi arriva l’ennesimo infortunio a fermare la sua cavalcata. Esce per far spazio a Maxi Lopez, ma il tempo che scorre inesorabile fiacca le convinzioni rossonere. Nel finale, complice la stanchezza, la squadra di Guardiola ha almeno tre buone occasioni per arrotondare il punteggio. Non sarebbe meritato ed infatti non succede più nulla; il Barcellona vola in semifinale ed in fondo è anche giusto così, il Milan esce a testa alta e recrimina…  

Il Tabellino

Valdes; Dani Alves, Piqué (dal 30’ s.t. Adriano), Mascherano, Puyol; Xavi (dal 18’ s.t. Thiago Alcantara), Busquets, Iniesta; Messi, Fabregas (dal 33’ s.t. Keita), Cuenca (Pinto, Tello, Sanchez, Pedro). All: Guardiola

Abbiati; Abate, Nesta, Mexes, Antonini; Nocerino, Ambrosini, Seedorf (dal 16’ Aquilani); Boateng (dal 24’ s.t. Pato, dal 38’ s.t. Maxi Lopez); Robinho, Ibrahimovic (Amelia, Yepes, Bonera, Emanuelson). All: Allegri

 

Kuipers (Olanda)

Messi (B) su rigore all’11’ e al 41’, Nocerino (M) al 33’ p.t.; Iniesta (B) all’8’ s.t. 

Ammoniti: Antonini (M), Nesta (M), Robinho (M), Mexes (M), Nocerino (M), Mascherano (B), Cuenca (B) Seedorf (M) e Maxi Lopez (M). 

Barcellona

 

Valdes 6.5: Una sola parata importante su Robinho, ma il gioco era fermo. Poi il solito grande lavoro con i piedi.
Dani Alves 6.5: Spinge costantemente sull’out destro nel primo tempo. Il passaggio alla difesa a 4 lo limita leggermente, ma comunque resta sempre nella metà campo milanista.

Piqué 6.5: Limitare l’Ibrahimovic di Champions non è impresa titanica. Lo fa comunque discretamente bene. Esce per infortunio ed il Barcellona trema. (Dal 30’st Adriano sv)

Mascherano 6: Sul gol del Milan sale tardi e mantiene in gioco il Noce; si riscatta nella ripresa annullando chiunque passi dalle sue parti.

Puyol 7: L’uomo della controversia in occasione del secondo calcio di rigore, il suo blocco è decisivo nell’economia dell’azione. La sua partita però non è solo questo, solito gladiatore indomabile.

Xavi 6.5: Recuperato in extremis da Guardiola, la sua sola presenza al centro del campo garantisce maggiori sicurezze all’intera formazione. (Dal 18’st Thiago Alcantara 6.5: L’inerzia della partita è ormai nettamente in favore del Barça, contribuisce alla vittoria dei blaugrana subendo tantissimi falli).

Busquets 6: Il meno spettacolare lì nel mezzo. Resta comunque l’ago della bilancia e si guadagna il secondo rigore.

Iniesta 7: Sembra un fantasma ma ogni volta che gli affidano il pallone è come metterla in cassaforte. All’improvviso compare su un rimpallo fortunato e sigla il 3-1. Il solito fuoriclasse.

Fabregas 7.5: Probabilmente l’uomo migliore dei 22 in campo. Dispensa gioielli a destra e manca. (Dal 33’st Keita sv)

Cuenca 5.5: La scelta di schierarlo dall’inizio non sembra pagare. Non tocca molti palloni ed è sicuramente il meno pericoloso lì in avanti.

Messi 7: Doppietta su rigore e il tabù delle reti ad un’italiana scacciato via in un colpo solo.

 

All. Guardiola 6: Questa sera non indovina le scelte all’inizio. La difesa a 3 e l’inserimento di Cuenca non paiono pagare. Alla lunga comunque, la differenza di tasso tecnico si nota tutta.

Milan

 

Abbiati 6: Para il parabile.

Abate 6.5: Buonissima prestazione, corsa e grandi diagonali. Sulla sua fascia il Barça non sfonda.

Nesta 6.5: Mezzo voto in meno per l’ingenuità su Busquets che vale il secondo rigore, ha comunque le attenuanti del caso. Chiude bene su Messi e si conferma uno dei migliori nel ruolo.

Mexes 5: Il regalo al Barcellona costa tantissimo. Doveva essere perfetto, non lo è stato.

Antonini 5: Confeziona il regalo di Mexes con il fiocco, stendendo Messi in area di rigore.

Nocerino 7: La rete dell’illusione porta la sua firma. Conferma la grandissima intesa con Ibrahimovic, un vero peccato che la favola non abbia avuto un lieto fine.

Ambrosini 7: Corre contro tutto e tutti. Partita impressionante e commovente del capitano, a ringhiare su ognuno dal primo all’ultimo di gioco, anche quando non ne ha più.

Seedorf 5.5: Gli applausi del Camp Nou sono il giusto premio ad una carriera costellata dai successi. Paga l’eccessiva lentezza contro la veloce mediana blaugrana (Dal 16’st Aquilani 5.5: Non entra in partita).

Boateng 5: Una delle delusioni più cocenti di serata. Paga probabilmente la scarsa condizione per il recente infortunio. (Dal 24’st Pato sv: Un caso clinico ormai). (Dal 38’st Maxi Lopez sv)

Robinho 5: Davvero troppo poco per potersi meritare una sufficienza e, soprattutto, per poter impensierire questo Barcellona.

Ibrahimovic 6: Meno fantasma rispetto ai precedenti di Champions. Si rende pericoloso con una serie di verticalizzazioni importanti e su una di queste regala il pallone del gol a Nocerino. Il mostro di campionato è però ancora lontanissimo.

 

All. Allegri 6: Uscire a testa alta contro questo Barcellona è già un ottimo risultato. Il gap resta, ma è stato comunque diminuito anche grazie ad un’ottima prova tattica.

 

(Massimiliano de Cesare)

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