CALCIOMERCATO/ Milan, ecco perchè il milan non deve “sostituire” Inzaghi, Nesta, Seedorf o Gattuso

Piqué per Nesta? No. Xavi per Seedorf? Nemmeno. Van Persie? Non vale Inzaghi. Ecco l’opinione di un tifoso del Milan, che ci dice come per lui i senatori siano assolutamente insostituibili.

15.05.2012 - La Redazione
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Nesta, Inzaghi, Gattuso prima della loro ultima partita con il Milan (Infophoto)

La più grande domanda che percuote il mondo rossonero dopo Milan-Novara è solo una: chi sostituirà quei campioni che hanno fatto la storia recente del club? Non per essere irrispettoso nei confronti di altri grandi giocatori del panorama europeo, ma tali campioni per me saranno insostituibili. Baratterei un Van Persie per Inzaghi? Mai! Uno Xavi per Seedorf? Neanche! Un Schweinsteiger per Gattuso? No. Un Piquè per Nesta? In modo assoluto no, no, no! La domanda che sorge a molti a me non sorge per un semplice motivo: tali giocatori sono semplicemente insostituibili, non solo per la loro classe e la loro professionalità, ma per le emozioni che mi hanno lasciato: come dimenticare i gol di Inzaghi contro l’Ajax a San Siro e la doppietta in finale ad Atene, o il gol di Seedorf nel derby del 3 a 2 contro l’Inter, o Gattuso che arringa il pubblico nella semifinale di ritorno contro il Manchester, o Nesta che da difensore centrale batte un calcio di rigore perfetto ad Old Trafford in finale di Champions? Semplicemente impossibile. Sono coloro che fra 20 anni saranno ricordati come ora viene ricordato il Milan di Sacchi. Non si può cancellare ciò che hanno dato, ma soprattutto non possono essere sostituiti nei cuori dei tifosi: e di questo la società in futuro dovrà tenerne conto. Non trovare i sostituti, che non reggeranno mai i paragoni con questi fenomeni che ormai sono storia rossonera, ma ripartire: in che senso? Come ha detto Sandro Nesta nella conferenza di addio: “Ci vuole la gente giusta. Gente come Seedorf, come Pirlo. Gente seria, professionisti che vogliono lottare per vincere”. Senza questo potrebbe arrivare anche Messi, ma non servirebbe nulla. Pochi al Milan hanno infatti vinto già da campioni affermati; nella maggior parte dei casi sono stati giovani talentuosi che il sistema Milan ha trasformato in campioni. Del gruppo ancelottiano solo Nesta, Seedorf e Inzaghi erano campioni abbastanza affermati. I vari Pirlo, Sheva, Kakà, Gattuso, Ambrosini, Dida, Kakdze, e ultimi Pato e Thiago Silva erano giovani di grande talento, ma desiderosi di vincere: e questo li ha portati a diventare ciò che sono stati e a vincere ciò che hanno vinto, cioè tutto. Per questo se devo, in questi momenti di addii, dare a malincuore uno sguardo al futuro, solo una indicazione, dal mio piccolo, mi viene da dare a un occhio lungimirante come quello di Galliani: 

Non puntiamo sul mercato solo a grandi giocatori (anche perché per le necessità di bilancio non è possibile), ma ricominciamo da talenti cristallini che non costino oro, ricostruiamo ciò che ci contraddistingue e facciamo ciò che siamo più capaci di fare: far divenire giocatori talentuosi, campioni. Solo così, con un occhio rivolto al recente passato, potremo in futuro ritornare a creare un ciclo di vittorie, a scrivere di nuovo la nostra storia da squadra vincente, ad appassionare per anni il mondo, così come siamo sempre stati in grado di fare.

 

(Matteo Lambicchi)

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