CALCIOMERCATO/ Milan, Thiago Silva, il rovescio della medaglia. Intanto Kakà…

- La Redazione

Snocciolando la mancata cessione di Thiago Silva si scopre come il Milan abbia di fatto perso, tra cartellino, stipendio e aumento dell’ingaggio, circa 100 milioni di Euro. E intanto Kakà…

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Kakà (Infophoto)

Tutti contenti in casa Milan dopo la permanenza di Thiago Silva, o quasi. Se da una parte infatti la dirigenza di via Turati ha dimostrato una prova di forza senza precedenti nel suo calciomercato, trattenendo a Milanello il centrale brasiliano che oggi si può considerare il più forte del mondo nel suo ruolo, dall’altra non si possono non considerare le cifre dell’affare, decisamente mostruose, a cui i vice-campioni d’Italia o, meglio, il presidente Silvio Berlusconi, ha detto no. Partiamo dalla somma più evidente, quella relativa al cartellino. Il dirigente del Paris Saint-Germain, Leonardo, aveva messo sul piatto 42 milioni di Euro più cifre variabili legate a bonus: un totale di 46 milioni, cifra sufficiente a far vacillare il 90% dei presidenti delle società di calcio. Accettando l’offerta transalpina, il Milan avrebbe realizzato due colpi in uno: un importo tale da riempire le casse societarie, da reinvestire sul mercato in parte, e una plusvalenza importante, tenendo conto del fatto che Thiago Silva, tre anni fa, era stato pagato intorno ai 15 milioni di Euro. Attenzione poi ad un’altra voce economica importante, quella relativa all’ingaggio del giocatore: stiamo parlando di altri 36 milioni, calcolando gli anni di contratto. Milioni che il Milan avrebbe risparmiato. La somma sale così ad 82 milioni complessivi, e non siamo ancora arrivati a calcolarne il totale: ad essa va infatti aggiunta la probabile futura spesa derivante dall’aumento dell’ingaggio del brasiliano. L’agente del giocatore, Paulo Tonietto, ha già battuto cassa, assimilando il proprio assistito, giustamente, a Zlatan Ibrahimovic. Secondo molti il compenso percepito dal sudamericano potrebbe lievitare dai 4 milioni attuali ai 7,5 (15 lordi), e tenendo conto dell’attuale scadenza al 30 giugno del 2016 significa 24 milioni di euro da aggiungere agli 82 di sopra. In totale fa 106 milioni, una somma ingente che avrebbe permesso ai vertici di via Turati di ripianare in parte il buco bilancio dell’ultimo conto economico e nel contempo di investire sul mercato le finanze necessarie alla costruzione di una squadra all’altezza di campionato e Champions League (clicca qui per l’intervista esclusiva a Cristiano Ruiu, che parla tra le altre cose dell’ipotesi del reinvestimento delle entrate). Con almeno 20-25 milioni di Euro, i rossoneri avrebbero potuto sistemare qualche falla nella loro rosa, se non proprio sostituire tecnicamente Thiago Silva (si parlava di Dedè del Vasco de Gama). Pubblico diviso a metà, insomma: i tifosi avevano chiesto il sacrificio a Berlusconi e in questo devono essergli riconoscenti, ma in entrata il mercato del Milan, per ora, è fermo anche a causa della conferma del difensore brasiliano. I nomi che circolano ci sono: per l’attacco si pensa a Di Natale e Miccoli (clicca qui per approfondire), sulla fascia c’è l’ipotesi Balzaretti, e intanto bisogna definire la situazione di Acerbi. La suggestione più interessante, che in realtà è viva almeno dall’estate 2010, è quella riguardante il ritorno di Kakà. Protagonista a San Siro dal 2003 al 2009, il brasiliano non è mai stato dimenticato dai tifosi, che hanno cominciato a sognare un suo clamoroso passo indietro da quando le cose al Real Madrid non hanno girato bene. Peccato che anche ieri Adriano Galliani non abbia perso tempo nel chiudere la pista, almeno a parole: “Lui ha uno stipendio improponibile per i club italiani, può andare solo fuori dall’Italia. Per questo affermo che al 100% non arriva al Milan”, queste le parole dell’AD rossonero ai microfoni della stampa presso l’Hotel Hilton. Nonostante la smentita, l’affare alla fine potrebbe davvero andare in porto: Kakà starebbe cercando di rescindere il suo faraonico contratto con il Real Madrid, perché si sente messo da parte da Mourinho che gli ha costantemente preferito altri giocatori (non ultimo Higuain impiegato da trequartista tattico dietro Benzema) e, a 30 anni, sente che potrebbe essere arrivata una delle ultime occasioni per essere protagonista altrove. Ragionevolmente, però, il suo stipendio non invoglia nessun top club a investire su di lui, forse nemmeno il Paris Saint-Germain di Ancelotti, l’uomo che l’ha lanciato nel Milan e lo ha portato alla vittoria di Champions League e Pallone d’Oro. Kakà non è più quel giocatore, ma la classe e la tecnica sono rimaste le stesse. Il ritorno al Milan garantirebbe una plusvalenza da 67 milioni di Euro (il prezzo che Florentino Perez versò nelle casse rossonere tre estati fa), e per la società di via Turati si tratterebbe di un acquisto in linea con la politica degli ultimi tempi: un colpo a costo zero, e che colpo stavolta. Ci sarebbe l’entusiasmo della piazza che vedrebbe tornare uno dei suoi idoli di sempre, ci sarebbe l’inserimento nella rosa di un elemento di grande valore, ci sarebbe la possibilità di dire “Abbiamo confermato Thiago Silva e in più ci riprendiamo Kakà”: niente male davvero. Resta da capire se il giocatore in questione sia d’accordo nel voler ridursi lo stipendio pur di tornare nel club che gli ha dato molto in termini sportivi, e cosa ne pensi José Mourinho, che comunque non ha mai fatto mistero di puntare sul brasiliano pur concedendogli un minutaggio limitato. A livello prettamente tecnico, Kakà potrebbe essere (anche se il ruolo è diverso) il sostituto di Robinho, che ogni giorno viene accostato al Malaga (clicca qui per approfondire). Al 20 giugno il Milan ha chiuso solo le operazioni Montolivo e Bakaye Traoré, mentre ci sono squadre come la Juventus che di fatto hanno tirato a lucido la rosa. 

Siamo comunque abituati a vedere Galliani muoversi negli ultimi giorni di calciomercato: negli anni scorsi, sul filo di lana erano arrivate le operazioni Ibrahimovic eRobinho, decisive per la vittoria dello scudetto nel 2011, e lo stesso Ronaldinho, estate 2008, è un colpo perfezionato a metà luglio. Insomma, il Diavolo non è abituato a concretizzare subito, ma a portare avanti le sue trattative sottobraccio. Se sarà ancora così, lo scopriremo. I tifosi, intanto, aspettano. Chissà se, come molti ventilano, la cessione di Thiago Silva sarà solo rimandata di qualche mese, come fu con Kakà, ma questa, è un’altra storia…



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