CALCIOMERCATO/ Milan, Vulpis (SportEconomy): Kakà rossonero? Ecco come… (esclusiva)

MARCEL VULPIS, direttore di Sporteconomy, ci spiega in esclusiva perchè l’operazione per portare Kakà in prestito è complicata. Eppure, una scappatoia ci sarebbe, pur se poco praticabile…

27.08.2012 - int. Marcel Vulpis
Kaka_Vulpis
Kakà ai tempi del Milan (Infophoto)

Il Milan ha esordito in campionato con una sconfitta casalinga: 0-1 contro la Sampdoria. La squadra che si è presentata alla prima di serie A ha evidenziato i limiti temuti: poca fantasia, poca corsa senza palla, giocatori quasi timorosi senza più i senatori e i leader emotivi. Allegri nel post partita ha parlato di rinforzi da acquistare in accordo con la società: uno di questi, come noto, è Kakà, il figliol prodigo che tornerebbe a Milanello dopo tre stagioni in chiaroscuro al Real Madrid. Il brasiliano non rientra più nei piani di José Mourinho, che è pronto a lasciarlo partire. Il Milan sta trattando, ma l’operazione è complicata: i rossoneri chiedono il prestito, le Merengues invece voglio la cessione a titolo definitivo. Un punto di contatto ancora non si trova, pur se Kakà tornerebbe anche a piedi a San Siro e sarebbe anche disposto a ridursi l’ingaggio. Qual è il problema? Economico, ma non tra i due cub: le regole della fiscalità spagnola, infatti, farebbero sì che un eventuale ritorno di Kakà dopo il prestito farebbe schizzare alle stelle il prezzo dello stipendio che il Real Madrid gli dovrebbe riconoscere. Ci siamo fatti spiegare nel dettaglio il problema da Marcel Vulpis, direttore di SportEconomy. Ecco le sue parole, nell’intervista esclusiva rilasciata a Ilsussidiario.net.

Kakà al Milan: il prestito non si può fare. Perchè?

Sostanzialmente, è cambiata la fiscalità in Spagna. Si sono equiparati anche loro alla fiscalità degli altri Paesi, arrivando al 43% dal 23-24 che era.

Questo cosa comporta?

Intanto, faccio una precisazione: la fiscalità non è più un aspetto decisivo nello spostamento dei giocatore dall’Italia alla Spagna, o in Inghilterra. C’è stata un’armonizzazione tra tutti i Paesi. Tre anni fa la Gazzetta dello Sport fece una ricerca che parlava delle differenze tra la fiscalità italiana e quella spagnola; oggi, è tutto abbastanza armonizzata. 

Allora quali sono i problemi legati all’arrivo di Kakà?

Per la fiscalità che è cambiata, il Real Madrid non può cedere in prestito il calciatore; così facendo, le Merengues si ritroverebbero a pagare, un anno dopo, un’aliquota quasi doppia rispetto a quella dell’attuale 24% sullo stipendio del calciatore. Naturalmente, sarebbe un aumento troppo elevato dei costi.

Quindi, non ci sono proprio possibilità?

Penso che l’unica soluzione possa essere il prestito gratuito con obbligo di riscatto, con pagamento dilazionato in più anni; un’operazione simile a quella compiuta con Ibrahimovic. Naturalmente, la condito sine qua non è che Kakà sia disposto a decurtarsi l’ingaggio. 

E’ un’operazione fattibile?

Io penso una cosa: se Kakà davvero va al Milan, non ci sono molte possibilità che torni al Real Madrid. Quindi, il Real Madrid si toglierebbe uno stipendio importante, però ovviamente non vuole che gli torni in faccia questo “boomerang fiscale”.

Personalmente, pensa che alla fine Kakà tornerà al Milan?

Beh, di certo Galliani è sempre stato un manager che con determinati calciatori ha avuto un rapporto che andava oltre quello del manager. A certi calciatori, lui ha voluto bene. Il caso di Kakà è emblematico, in questo senso.

Ovvero?

Quando Kakà arrivo al Milan, era un oggetto misterioso: si scherzava sul suo nome, ci si chiedeva chi fosse… e poi è esploso. E’ un po’ come Dodò oggi: se esplode, Sabatini sarà considerato un genio, non dovesse farlo si parlerà in ben altro modo. Kakà, quindi, fu una grande scommessa, oltre a generare una plusvalenza quando fu venduto.

Quindi, anche lei pensa che fu venduto per ragioni economiche…

Assolutamente, lui non voleva andare al Real Madrid. Stava bene al Milan, ma fu una cessione dovuta ad esigenze di bilancio. Galliani andò oltre il rapporto interpersonale, perchè era inevitabile farlo: bisognava tornare con il bilancio entro certi parametri.

Adesso cos’è cambiato?

Oggi c’è un’idea di marketing: Kakà colpisce il cuore dei tifosi, ma poi bisogna vedere se davvero Kakà fa la fine di Shevhcenko; ormai, questi sono calciatori che non riescono a fare più di 4/5 stagioni consecutive ad altissimi livelli. Ci sono pochissimi casi: Messi, Cristiano Ronaldo, e stop. Dopo, diventano magari bravissimi giocatori, che però non saltano più l’uomo…

Kakà è uno di questi?

Io me lo ricordo Kakà che partiva in progressione da sinistra: oggi, non è più quel tipo di giocatore perchè ha avuto diversi acciacchi. Quindi c’è da chiedersi: vale la pena, effettivamente, andarlo a riprendere? Però, se il Milan dovesse avere la certezza che il giocatore è tornato integro, why not?

 

(Claudio Franceschini)

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