CALCIOMERCATO/ Milan, Mazzone: Kakà alla Pirlo? Non va bene, ecco perchè (esclusiva)

- int. Carlo Mazzone

In esclusiva a Ilsussidiario.net, l’ex tecnico della Roma Carlo Mazzone, artefice dell’arretramento di Pirlo davanti alla difesa, ha parlato dell’idea di Massimiliano Allegri.

Il Sussidiario.net
Kakà (infophoto)

“Se arriva Kakà lo piazzo davanti alla difesa”. Firmato Massimiliano Allegri. Il tecnico del Milan ha deciso di svelare il proprio piano per la prossima stagione. L’obiettivo principale del calciomercato del Milan è Ricardo Kakà, ex fuoriclasse rossonero che oggi gioca nel Real Madrid. Un obiettivo di mercato difficile da raggiungere visto che il giocatore guadagna molto, circa 10 milioni di euro a stagione, il Milan non intende spendere molto per il suo cartellino e il Real Madrid non vuole cederlo in prestito. Insomma un affare molto difficile per i rossoneri. Il Milan è pronto a ritagliare per Kakà un nuovo ruolo. Un’inedita posizione alla Pirlo, centrocampista centrale davanti alla difesa, il regista per eccellenza che aumenterebbe la qualità del centrocampo del Milan. Kakà come Pirlo dunque, un esperimento che ricorda molto quello fatto con successo da Carlo Mazzone con Andrea Pirlo che da trequartista diventò regista di successo. Oggi il giocatore bresciano, a 33 anni, è ancora uno dei più forti nel suo ruolo. In esclusiva a Ilsussidiario.net, abbiamo intervistato proprio Carlo Mazzone, decano dei tecnici italiani, che a proposito dell’idea di Allegri di spostare Kakà come regista sembra essere molto dubbioso: “Provare non costa nulla, si parte dall’allenamento e si vede se è il ruolo giusto. Però Kakà e Pirlo sono giocatori diversi, il brasiliano è più attaccante del giocatore bresciano, per questo ho qualche dubbio“. Ovviamente Mazzone non vuole assolutamente obiettare contro la scelta del tecnico rossonero, però è chiaro che bisogna in primis capire se Kakà può fare un certo tipo di gioco. Ma cosa cambia per un giocatore lo spostamento di ruolo dalla trequarti al centro del gioco? Mazzone è chiaro: “Quando giochi più avanti tendi ad attaccare lo spazio, nel ruolo di regista devi andare verso il pallone. Quando provavo Pirlo davanti alla difesa dicevo ai compagni che lui aveva la priorità sul pallone, lui poi era bravo perchè ha sempre avuto una velocità di pensiero importante“. Kakà dovrà cambiare modo di giocare ma non per questo sarà meno protagonista: “Pirlo è diventato ancora di più protagonista del gioco – afferma Mazzone – da lui parte la manovra, è lui a dettare i tempi“. A Mazzone chiediamo anche qualcosa di Marco Verratti che in Italia viene visto come l’erede di Pirlo. Il tecnico romano risponde: “L’ho visto poco, ho potuto notare che ha tanta tecnica, ma è ancora giovane. Devo studiarlo bene per capire se può diventare l’erede di Andrea“.

Peccato che il calcio italiano non possa ammirare la maturazione del giocatore ex Pescara visto che il Psg con un’offerta da 13 milioni di euro lo ha praticamente strappato ai club di Serie A. Verratti giocherà sotto lo sguardo attento di Carlo Ancelotti. Nello squadrone francese cercherà di ritagliarsi uno spazio importante.

 

(Claudio Ruggieri)

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