AC MILAN/ Novellino: altro che Allegri, il “problema” è Pazzini. Per uscire dalla crisi si deve… (esclusiva)

- int. Walter Novellino

Walter Alfredo Novellino, stimato tecnico del nostro calcio, commenta il difficile momento del Milan, sua ex squadra da calciatore, valutando la situazione del collega Massimiliano Allegri

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La delusione dei giocatori del Milan (INFOPHOTO)

Il Milan è partito male. Si dal punto di vista dei risultati che da quello del gioco. Nel momento più delicato della gestione Allegri i capi d’accusa si sprecano: il Milan non fa gol, il Milan non ha un regista, il Milan gioca male. Critica e pubblico si spaccano ed interrogano sulla retribuzione delle colpe. Su chi puntare il dito, società, allenatore o giocatori? Quel che è certo è che mai come oggi il Milan ha bisogno di compattarsi al suo interno: è chiaro che l’ultimo calciomercato ha indebolito la rosa ma il livello residuo non giustifica risultati così deludenti. Come sempre in questi casi sembra che a pagare per tutti possa essere l’allenatore: per Massimiliano Allegri la prossima trasferta di Udine si preannuncia già decisiva. Negli ultimi giorni sono trapelate anche le prime indiscrezioni sui sostituti: si parla dell’eterno secondo Mauro Tassotti o di Pippo Inzaghi, fresco di patentino e mister degli Allievi rossoneri. Insomma, non è un bel periodo a Milanello: per analizzarlo abbiamo contattato in esclusiva Walter Novellino, allenatore attualmente senza squadra ed ex giocatore del Milan. Ecco le sue impressioni:

Mister, cosa deve fare Allegri in un momento del genere? Alcuni ipotizzano un cambio di modulo… Bisogna dire che quando ci sono i campioni diventa tutto più facile, perchè possono nascondere alcune lacune di squadra. Credo che vada supportato meglio Pazzini, che ha bisogno di cross. A questo proposito mi chiedo una cosa.

Quale? Non capisco perchè il Milan abbia deciso di prendere Bojan. E’ un giocatore molto forte, che ha qualità nell’uno contro uno, però forse per giocare al fianco di Pazzini non è l’uomo adatto, infatti sta giocando poco.

Quale le sembra il problema maggiore del Milan? In questo momento la difficoltà a fare gol, con Pazzini staccato davanti non ce la fanno. E’ chiaro che manca Pato e anche Robinho, che è utile per collegare centrocampo e attacco; ma questi non erano titolari quando c’era Ibrahimovic.

La cui assenza sta pesando enormemente… Lo svedese condiziona il modo di giocare perchè ti “invita” a lanciarlo lungo, e poi si arrangia. Senza di lui è chiaro che ci vuole più qualità nel gioco.

Nel concorso di colpe società-allenatore-giocatori su chi punta il dito? Le colpe non sono di nessuno. La società doveva rientrare in un certo budget, perchè Berlusconi non può solo spendere, deve rendere conto anche all’azienda. E’ chiaro che l’allenatore deve fare di necessità virtù: Allegri non ha colpe per quello che ha a disposizione. E poi leggo di Inzaghi…

Cosa ne pensa di questa ipotesi?

Facciamola finita, dai. Inzaghi ha giocato a calcio fino a ieri, adesso allena gli Allievi: deve mangiare ancora tante pagnotte. Credo che Allegri meriti fiducia e rispetto.

Mister, è inevitabile chiederle se c’è qualcosa che bolle in pentola per il suo futuro… Al momento no. Restare fuori fa parte del nostro mondo, purtroppo il calcio è questo, sembra che gli allenatori bravi debbano restare fuori (ride, ndr).

Se Berlusconi chiamasse l’ex milanista Novellino? Non succederebbe, perchè non facevo parte del “suo” Milan. Ho letto che prenderebbe Gullit, o Van Basten, anche se non hanno vinto chissà cosa sinora. Tutti quelli che hanno vissuto l’epoca Berlusconi-Sacchi allenano, io non c’ero. Comunque sono sereno, adesso sto viaggiando per l’Europa alla scoperta di nuove tattiche e squadre. Ad esempio ho avuto modo di “studiare” l’Anderlecht, che proprio martedi ha pareggiato col Milan: sembrava una squadra di basso livello e invece si è rivelata tosta.

 

(Carlo Necchi)

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