AC MILAN/ Bertone (7Gold): lite Ambrosini-Robinho? Dietro c’è (anche) El Shaarawy. E tra Allegri e lo spogliatoio… (esclusiva)

- int. Federico Bertone

Federico Bertone, gionalista di 7 Gold vicino all’ambiente Milan, analizza la situazione di casa rossonera anche alla luce dell’ultimo screzio tra Ambrosini e Robinho, nel post Parma-Milan

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(Infophoto)

Al termine della partita pareggiata contro il Parma (clicca qui per il video con i gol e gli highlights di Parma-Milan), si è registrato un diverbio tra il capitano del Milan, Massimo Ambrosini, e l’attaccante Robinho, reo di non essersi recato a salutare i tifosi rossoneri assieme al resto della squadra. Sembra che il litigio sia proseguito anche negli spogliatoi: in ogni caso è un altro sintomo della tensione che da qualche tempo elettrizza l’aria di Milanello. La situazione in serie A non è delle migliori: dopo sei giornate il Milan ha raccolto sette punti frutto di due vittorie, un pareggio e ben tre sconfitte, troppe dopo un mese di campionato. La settimana entrante riserva ai rossoneri due appuntamenti importantissimi: la trasferta di Champions League contro lo Zenit (che deve vincere dopo l’esordio negativo) e il derby della Madonnina in programma domenica prossima. L’episodio tra Robinho ed Ambrosini cade pochi giorno dopo la famosa lite tra Allegri ed Inzaghi, che ha messo a repentaglio gli equilibri interni della società. Per analizzare la situazione di casa Milan, anche alla luce dei recenti avvenimenti, abbiamo intervistato in esclusiva Federico Bertone, giornalista per l’emittente televisiva Italia 7 Gold vicino all’ambiente rossonero. Ecco le sue impressioni:

Che peso possiamo dare al diverbio tra Ambrosini e Robinho? Non particolarmente grosso. Mi è sembrato il classico episodio di nervosismo. Robinho è entrato in campo e fin dall’inizio è apparso svogliato, tant’è che in panchina lo riprendevano già da prima. Alla fine era nervoso perchè sapeva di non aver reso al massimo: poi ha sbagliato e Ambrosini da capitano glielo ha fatto presente, ma l’episodio è finito lì.

Robinho può definirsi intoccabile al Milan? Ha problemi di spogliatoio? Intoccabile non lo è mai stato. Quest’estate l’accordo con il Santos non si è trovato solo perchè offrivano troppo poco. Vista anche la partenza di Ibra il Milan poi ha puntato su Robinho, ma se fossero arrivati 15 milioni sarebbe stato ceduto. Magari non nell’immediato, ma sicuramente l’anno prossimo sentiremo di nuovo parlare di una possibile cessione di Robinho. Anche perchè c’è un altro fattore.

Quale? L’esplosione di El Shaarawy: se continuerà così permetterà al Milan di poter fare a meno di Robinho.

Più che la fiducia, in questo momento Allegri ha in mano le dinamiche di spogliatoio del Milan? E’ difficile dirlo. Diciamo che ha in mano la parte più importante dello spogliatoio, quella con Ambrosini che è leader del gruppo e trascina gli altri. Ha in mano i giovani, El Shaarawy e De Sciglio, perchè gli ha dato fiducia, e qualche suo vecchio pallino come Emanuelson e Boateng. Però…

Però? Da qui a dire che tutti sono con Allegri ce ne corre. Comunque al Milan c’è sempre stata compattezza tra società e allenatore: fin quando Allegri avrà l’appoggio della dirigenza anche il gruppo sarà con lui. Certo sono equilibri molto precari, perchè dipendono dai risultati.

C’è qualcuno che sta remando contro l’allenatore? Onestamente no, non riscontro elementi per poter dire questo.

Settimana scorsa è salito alla ribalta Tassotti: non c’è il rischio che la squadra sia più “affezionata” a lui? Tassotti è al Milan da una vita, non è una novità che tutti siano affezionati a lui. E’ sempre stato più di un vice: l’anno di Leonardo per esempio si può dire che sia stato a tutti gli effetti il primo allenatore. Anche adesso con Allegri la partita in panchina è un confronto a due: sono più i momenti in cui parlano tra di loro che con la squadra.

Come spiega il momento no di Boateng? Lui è un corpo estraneo nel nuovo Milan. C’è anzitutto un motivo tattico: dovendo giocare con il tridente, questa squadra ha bisogno di attaccanti esterni e Boateng non lo è. Poi non dobbiamo scordare l’operazione alla mano di poche settimane fa.

Pensa influisca ancora? 

Giocare con una mano così fasciata lo limita nei movimenti. Mettiamoci anche la componente emotiva, perchè si vede che Boateng è nervoso, e si ricrea il quadro attuale, quello di un giocatore che vive di gloria passata. Per le prestazioni odierne non merita di essere titolare in questo Milan.

Boateng potrebbe tornare sul mercato se si proseguirà su questa strada? A gennaio non credo, al massimo se ne potrà parlare a giugno. Però non penso che sia intoccabile: con il ritorno di Robinho, Bojan ed El Shaarawy che scalpitano e se rientrerà Pato, Boateng verrà provato a centrocampo; ma se vorrà continuare a giocare davanti non avrà molte altre chances.

Dopotutto è arrivato in Italia come centrocampista puro… Ne parlavamo con Allegri prima di Udinese-Milan: disse che Boateng è un mediano a tutti gli effetti. Però lo deve capire anche lui, dev’essere lui a voler cambiare ruolo, perchè il Milan ha bisogno di lui in un’altra posizione. In questo caso può essere una soluzione e continuerà a giocare.

 

(Carlo Necchi)



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