Calciomercato Milan/ La pagella di metà stagione: cosa serve a gennaio?

- La Redazione

Stagione difficile per il Milan e per i suoi tifosi, che assistono al rifacimento societario senza capirci molto. Nel frattempo la squadra arranca e guarda al calciomercato

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(INFOPHOTO)

Anzitutto chiarezza, ma se ne parla più avanti. Sul campo un difensore di livello: sarà Adil Rami? La sua carta d’identità suggerisce di sì: ha giocato bene nel Valencia, squadra bene e male d’alto livello o comunque ambiziosa, e raccolto 26 presenze con la nazionale francese. Honda migliora un reparto già abbondante di alternative: ci vorrà anche un centrocampista dai piedi buoni. Nainggolan non risponde esattamente a questo identikit, ma porterebbe freschezza, energia al reparto. L’impressione però è che manchi un regista migliore, che accompagni Montolivo e sgravi De Jong dalle incombenze di costruzione. Un giocatore alla Banega, sempre per stare sul Valencia, o alla Xabi Alonso per forzare un pò l’esempio. Quello del Milan sarà forse il calciomercato più intraprendente.

Insufficienza piena e matematica: tredicesimo posto con 19 punti e dopo 4 vittorie, 7 pareggi e 6 sconfitte, con più gol subiti (26) che segnati (25). I numeri non possono esaurire gli argomenti ma inquadrano bene le tante difficoltà di squadra. Il Milan ha tanti attaccanti forti ma forse troppi, perché le rotazioni bagnano le polveri dei singoli escluso Balotelli. La difesa fa fatica e subisce un pò troppo facilmente, il centrocampo pulsa energia ma costruisce a corrente alternata.

Ben poco attualmente, se si esclude la qualificazione agli ottavi di Champions League. Galliani è stato confermato e questa è una garanzia, in campo i giocatori non hanno mai fatto mancare l’impegno, ma i risultati sono negativi. A livello individuale le note positive sono il recupero di Bonera, l’inserimento di Poli e il ritorno di Kakà, ancora in grado di trascinare.

Francamente del Milan attuale non si capisce niente. La società lavora come se fosse estate, sullo sfondo però c’è un campionato grigio che sta mettendo a rischio il prossimo futuro, perché 17 punti dal terzo posto sembrano difficilissimi da recuperare. In primavera si parlava di 100 top young da reperire, e di modulo 4-3-1-2 finchè morte non separasse; oggi il Milan ferito dai risultati ha ceduto Niang al Montpellier, verificato l’inaffidabilità di Gabriel e Vergara, ammuffito Cristante in panchina e soprattutto disperso El Shaarawy, la promessa più grande; Allegri ha mescolato…

…le carte tattiche provando trequartisti, tridenti ed alberi di Natale: gli infortuni sono un fattore da considerare ma non un alibi sufficiente a spiegare la classifica. La nuova società è stata definita ma ancora non è chiaro quanto il Milan possa investire, che nel calcio significa quasi sempre vincere o provare a farlo.

Per ora il figliol prodigo ha dribblato gli scetticismi e i dubbi, perlatro legittimi dopo qualche stagione tra infermeria e naftalina. In questo Milan “finto” Kakà è il miglior attore: nonostante la ruggine dei trentanni attacca ancora con efficacia ed offre spesso e volentieri un aiuto al centrocampo. Di questo passo il Mondiale è possibile, sperando che poi non perda tutto lo stimolo.

Si erge a sintesi impietosa delle sciagure rossonere: acquistato (11 milioni) quando serviva altro, voluto da Allegri che poi gli ha preferito Robinho (e senza nemmeno Pazzini), spuntato quando chiamato in causa. Non colpa sua verrebbe da dire, però i numeri per adesso sono negativi.

Dov’è? Cos’ha? E’ stata solo una frattura ad un dito del piede a metterlo fuori gioco da settembre e novembre? Rimuginare non porta a nulla: nel libro-misteri del Milan l’enigma del Faraone è da copertina. Eppure si stanno ricreando le condizioni per risorgere: dopo l’entusiasmo di un anno fa la parabola delle aspettative si è affievolita; El Shaarawy può e deve tornare titolare e protagonista, rinascere dalle ceneri fisiche o mentali che siano. E’ troppo forte per perdersi a 21 anni e la società lo deve aiutare. Magari senza aggiungere altri posti alla tavola d’attacco (vedi Honda): raramente la concorrenza produce amici in più.

(Carlo Necchi)

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