Mino Favini è morto, Atalanta in lutto/ L’omaggio di Gagliardini: “Grazie di tutto”

- Michela Colombo

Mino Favini è morto: è scomparso oggi all’età di 83 anni il talent scout dell’Atalanta, fautore di uno dei settori giovanili più floridi d’Europa. Il cordoglio del club nerazzurro.

mmino favini lapresse
Mino Favini (LaPresse)

Colleghi, amici, estimatori ma non solo: il mondo del calcio si è stretto per l’addio a Mino Favini, ex dirigente dell’Atalanta morto all’età di 83 anni. Uno dei talenti più recenti scoperti è Roberto Gagliardini, che su Instagram ha scritto: «Grazie di tutto mister, riposa in pace». Nicola Radici, ex direttore generale nerazzurro negli anni novanta, ha commentato a TMW: «Era un grande maestro, un uomo di calcio immenso. Una persona perbene. Probabilmente a livello italiano è il migliore di sempre, forse solo Vatta ai tempi del Torino è paragonabile, ma lui lo ha fatto con Atalanta e Como, due squadre. Non con Juventus o Inter, con due club di provincia è riuscito a lanciare un sacco di campioni. Ci conoscevamo bene, un paio di volte sono andato a casa sua a Meda, ma parlavamo sempre di calcio. Prima di andare all’Atalanta ero responsabile del settore giovanile del Leffe, avevamo dato il la a una collaborazione molto fruttuosa, lanciando Rustico e Gibellini, due poi arrivati in Serie A. Tecnicamente mi ha dato un’impronta, per lui il calcio era semplice: preferiva un giocatore tecnico a uno fisico. E poi lavorava sull’educazione e sui principi morali». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

IL SALUTO DI PERCASSI

Mondo del calcio in lutto per la morte di Mino Favini, storico dirigente dell’Atalanta e tra i talent scout più importanti di sempre. Attraverso il sito ufficiale della Dea, il presidente nerazzurro Mino Percassi lo ha salutato così: «Favini è stato un grande esperto di calcio ed un professionista esemplare. Ricordo come se fosse oggi il suo arrivo all’Atalanta: chiesi a Franco Previtali chi fosse l’uomo migliore a livello di settore giovanile da portare in Società e lui rispose senza esitazione “Mino Favini”. Lo incontrammo e ci intendemmo subito, Favini diventò il Responsabile del nostro Settore Giovanile e lo è stato per praticamente 25 anni». Prosegue il numero uno del club bergamansco: «Sotto la sua guida il nostro vivaio è cresciuto confermandosi a livello nazionale ed affermandosi a livello europeo. Favini ha scritto pagine importanti non solo di storia atalantina, ma del calcio italiano. Mino Favini prima che un grande conoscitore di calcio giovanile era soprattutto un uomo, un grande uomo, un padre. Insegnava il calcio ed allo stesso tempo formava i ragazzi sotto il profilo umano: educazione e rispetto innanzitutto. Uomini prima che calciatori. Mino è stato una persona eccezionale, ci ha lasciato grandi insegnamenti, è stato a dir poco un onore ed un orgoglio averlo avuto all’Atalanta. Mino, grazie di vero cuore». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

MINO FAVINI E’ MORTO

E’ morto all’età di 83 anni Fermo ‘Mino’ Favini, ex responsabile del settore giovanile dell’Atalanta e oggi 23 aprile 2019 il club della Dea piange la scomparsa di un grande personaggio che ha fatto la storia della società bergamasca sotto la presidenza Percassi. Nato a Meda nel 1936 (da cui il soprannome “il Mago di Meda”), Favini fu giocatore della formazione nerazzurra in qualità di attaccante (dal 1960 al 1962) e poi soprattutto dirigente del settore giovanile dai primi anni novanta, dopo una breve ma ricca di soddisfazioni esperienza al Como. A Bergamo Mino Favini si è consacrato come uno dei migliori talent scout italiani e fautore di uno dei settori giovanili più floridi e ricchi di talenti d’Europa. Diventato presto un nome di spicco del calcio giovanile e spesso intervistato a questo proposito pure dalla nostra redazione (una delle ultime interviste esclusive rilasciateci risale proprio all’edizione 2015 del torneo di Viareggio, storica vetrina della Primavera), Favini ha messo le solide basi della filosofia della società nerazzurra, così legata alle giovani scoperte. Da dirigente negli anni novanta e primi 2000, Mino Favini li aveva riuniti tutti sotto la sua ala a Bergamo: dalla sua scuola erano usciti nomi come quelli di Filippo Inzaghi, Tacchinardi, Montolivo, Bonaventura e Pazzini. E’ solo al termine della stagione 2014-2015 che Favini si ritira all’attività, dopo quasi 25 stagioni passati in casa nerazzurra, dove si è dedicato esclusivamente a ragazzi, al futuro del nostro calcio, con dedizione profonda.

IL COMUNICATO DALL’ATALANTA

In mattina la società bergamasca ha annunciato la morte di Mino Favini con un toccante comunicato, dove si legge: “Atalanta in lutto. È scomparso Mino Favini. Dell’Atalanta Favini ha indossato i colori nerazzurri prima da giocatore (1960-1962) e poi da Responsabile del Settore Giovanile nel quale arriva, all’inizio degli anni Novanta, dopo aver accettato la proposta del Presidente Antonio Percassi. Sotto la guida del “Mago di Meda”, così era soprannominato Favini, il vivaio nerazzurro cresce ulteriormente tanto da diventare uno dei più importanti a livello europeo.  Innumerevoli i giocatori cresciuti e lanciati sul palcoscenico della Serie A sotto la sua gestione.
Un incredibile talent scout, ma prima di tutto un uomo, un grande uomo.Il Presidente Antonio Percassi e tutta la famiglia Atalanta partecipano commossi al dolore dei familiari per la scomparsa di Mino Favini”. A chiosa il saluto: “Ciao grande Mino…”.

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