DIRETTA/ MotoGp, Gran premio del Qatar (Circuito di Losail): segui e commenta la gara live in tempo reale

- La Redazione

Il Gran Premio del Qatar di motogp si apre, naturalmente nel segno delle Honda e di Casey Stoner. Nel warm-up di questo pomeriggio, però il più veloce è stato Pedrosa

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Valentino Rossi (foto Ansa)

Il Gran Premio del Qatar di motogp si apre, naturalmente nel segno delle Honda e di Casey Stoner. Nel warm-up di questo pomeriggio, è stato però lo spagnolo Dani Pedrosa a prevalere di 160 millesimi sull’australiano lasciando comunque le Honda saldamente al comando davanti alle Yamaha di Lorenzo e Spies. Prima tra le Ducati, non quella di Valentino Rossi, ma quella di Randy De Puniet. Eppure, analizzando in profondità i dati emersi da quest’ultima prova prima della gara che commenteremo insieme tra poco c’è molto da tenere in considerazione e si potrebbero anche aprire scenari inaspettati.

Naturalmente, come hanno fatto vedere ampiamente test e qualifiche, una buonissima percentuale di probabilità che Casey Stoner (soprattutto) e Dani Pedrosa prendano il largo fin dalla prima curva c’è, è inutile nasconderlo. Che sia nel cambio, o in un mix di più fattori la Honda è davvero una moto quasi perfetta, e già molto matura. Il fatto che si sia trattato di una evoluzione del modello dello scorso anno (come per tutte le moto per la verità in attesa del ritorno ai motori 1000 di cilindrata) ha facilitato il team con più margini di miglioramento, e naturalmente la Honda in queste cose è maestra. Ad ogni buon conto, in questa gara di motogp saranno tanti i punti da tenere in considerazione. Anzitutto le Yamaha. Lorenzo è un pilota affidabilissimo, Spies ha ottimi spunti e guidano una moto dolcissima e molto regolare. Solo un difetto in questa pista, pare difettare un po’ in velocità. 

Nel warm-up dove Stoner (che è sempre stato pilota amante delle alte velocità) e Pedrosa sono stati messi dietro (in quanto a velocità di punta) solo da Barbera, Spies e Lorenzo si sono piazzati tra i più lenti. Eppure, Lorenzo in ogni intertempo (tranne nell’ultimo) ha collezionato il secondo miglior tempo (il terzo nel caso del quarto intertempo). Anche Spies è stato molto regolare, quinto nel primo intertempo, quarto nel secondo e nel terzo, di nuovo quinto nell’ultimo. Questo cosa potrebbe suggerire? 

Con solo un po’ di spinta in più anche il pilota iridato potrebbe alla lunga dire la sua, sfruttando una più grande affidabilità. Valentino ha girato meno degli altri in questo warm-up, e ha dato l’impressione di non voler spingere troppo. Tuttavia è molto difficile che riesca a concorrere per il podio, se non sfruttando eventuali errori (ma grossi) di chi lo precede. La moto non è ancora matura, e la spalla dà comunque ancora noia. “In che percentuale?” si chiedono i fan della Ducati e di Rossi. Difficile dirlo. Per ora pare pesare più la moto, ed è certo che più questa matura, più anche la spalla si rivelerà un fattore meno limitante. Ma adesso la parola alla gara, che è tutto quello che conta. Il gran premio di motogp sta per cominciare…



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