MOTOGP/ Gran Premio del Giappone 2011: i dati e le caratteristiche del circuito di Motegi

- La Redazione

Per la quart’ultima gara del Mondiale, la MotoGp sbarca questo weekend in Giappone sul circuito di Motegi. La gara doveva inizialmente tenersi il 24 aprile

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Valentino Rossi (foto Ansa)

Per la quart’ultima gara del Mondiale, la MotoGp sbarca questo weekend in Giappone sul circuito di Motegi. La gara doveva inizialmente tenersi il 24 aprile, quale terzo GranPremio della stagione, ma il terremoto, lo tsunami e il disastro nucleare di Fukushima ne hanno consigliato il rinvio verso la fine del campionato. Tra l’altro alcuni piloti nei mesi scorsi avevano mostrato una certa contrarietà a prendere parte a questa gara, dato che il circuito di Motegi dista poco più di 150 km da Fukushima. Ma poi la determinazione delle squadre di casa (Honda, Yamaha e Suzuki), oltre che di alcuni piloti che volevano dimostrare vicinanza al popolo giapponese, ha convinto la maggioranza del circus a spostarsi in Giappone.

Come segnala la Bridgestone, fornitrice ufficiale delle gomme della MotoGp, questo rinvio di cinque mesi rispetto alla data originale non dovrebbe comportare grossi problemi a team e piloti, tenuto conto che lo scorso anno qui si corse all’inizio di ottobre.

Il circuito di Motegi misura 4.801 metri e il GranPremio della MotoGp si disputa su una distanza di 24 giri, per una lunghezza complessiva di oltre 115 km. La pista è anche detta “Twin ring”, cioè “Doppio anello”, perché comprende sia la pista della Motogp che un ovale e presenta quindi quattro lunghi rettilinei e otto curve a destra e sei a sinistra.

Brembo, che fornisce i team dei freni, fa sapere che l’impianto frenante delle moto è qui molto sfruttato, dato che ci sono alcune curve da affrontare in seconda marcia con brusche decelerazioni. In particolare sono sette le frenate sul circuito di Motegi. La prima prevede un passaggio da 265 km/h a 95 km/h in 3,9 secondi e 206 metri. La seconda vede le moto passare da 245 km/h a 105 km/h in 4,1 secondi e 203 metri. La terza (per cui occorre una forza di 6,3 kg sulla leva) è da 255 km/h a 90 km/h in 3,9 secondi e 195 metri. La quarta (la più veloce) è da 235 km/h a 130 km/h in 2,6 secondi e 146 metri. La quinta (la più vorta) vede un passaggio da 205 km/h a 80 km/h in 3 secondi e 113 metri. La sesta è da 235 km/h a 75 km/h in 3,7 secondi e 150 metri. L’ultima e la più “violenta” richiede di passare da 275 km/h a 85 km/h in 4,8 secondi e 254 metri.

Per l’occasione del Gp di Motegi, la Honda schiererà due piloti che normalmente effettuano i collaudi della Hrc: Shinichi Ito e Kosuke Ayoshi.

Valentino Rossi ha ricordato che l’anno scorso, nonostante il dolore alla spalla, era riuscito a fare una buona gara a Motegi arrivando terzo dopo un bel duello con il compagno di squadra Lorenzo e alle spalle di Stoner e Dovizioso. Anche in questo caso, come l’ultima gara di Aragon, la Ducati aveva conquistato una vittoria. L’obiettivo anche stavolta è quindi cercare di migliorare le proprie performance.

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