MOTOGP/ Gp Olanda, Reggiani: Bautista-Lorenzo, incidente senza “misteri”. E meno male che c’è Dovizioso… (esclusiva)

- int. Loris Reggiani

LORIS REGGIANI commenta in esclusiva per noi il Gran Premio d’Olanda della classe MotoGp, che si è disputato ad Assen e ha visto la vittoria di Stoner su Pedrosa e Dovizioso.

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Andrea Dovizioso in sella alla Yamaha nel 2012 (Infophoto)

Ad Assen il Gran Premio d’Olanda della MotoGp è stato vinto da Casey Stoner, davanti a Daniel Pedrosa e al nostro Andrea Dovizioso (clicca qui per leggere la cronaca, l’ordine d’arrivo e la classifica del Mondiale piloti). Un colpaccio importantissimo per l’australiano della Honda, che ieri mattina era caduto nelle prove libere e sembrava per questo in difficoltà. Invece lo ha aiutato… Alvaro Bautista, che ha buttato per terra alla prima curva Jorge Lorenzo, il grande rivale di Stoner per il titolo iridato. Da lì è partita la fuga delle due Honda, con Stoner che poi ha battuto Pedrosa. Sorride anche Dovizioso – per lui un podio davvero importante – mentre Valentino Rossi ha vissuto l’ennesima gara difficile, condizionata dalla gomma posteriore che si è distrutta a metà gara, relegandolo in 13esima posizione dopo il pit-stop obbligato. Abbiamo commentato questa gara con Loris Reggiani, ex pilota e vincitore in carriera di 8 Gran Premi: intervista in esclusiva per IlSussidiario.net.

Stoner-Lorenzo 25-0: Mondiale riaperto?

E’ chiaro che quando capitano queste cose, chi vince guadagna 25 punti in un colpo solo ed è una cosa molto importante. I numeri parlano da soli. Sono cose che succedono comunque, e nell’arco di ben 18 Gran Premi è normale. Insomma, non siamo ancora nemmeno a metà stagione, è ancora presto per tirare le somme, e in fondo Lorenzo è sempre in testa alla classifica.

Come giudica l’incidente Bautista-Lorenzo?

Direi che è un normalissimo incidente di gara. Alla prima curva c’è sempre moltissima confusione, e un incidente può anche capitare. Chiaro, quando rimane coinvolto un pilota come Lorenzo fa notizia, come successe qualche anno fa a Valentino Rossi abbattuto da Elias…

Ma secondo lei perchè Bautista è partito in quel modo?

Bautista non ha grande esperienza ad alto livello in MotoGp, non è abituato a stare davanti e magari ha voluto osare troppo dopo avere visto nel warm-up che aveva un buon passo per la gara. Certamente queste cose capitano più facilmente a un pilota di secondo piano piuttosto che a uno dei big.

Così per la vittoria sono rimasti solo Stoner e Pedrosa: un sorpasso e tutto è finito. Spettacolo sempre più raro?

Sì, purtroppo è così. Pochissimo spettacolo, in MotoGp ormai è così, e se manca anche uno dei protagonisti…

L’Italia festeggia il podio di Dovizioso: come giudica la sua gara?

Sono molto contento per lui. Andrea sta migliorando costantemente, a piccoli passi gara dopo gara. Comunque mi sembra che si trovi meglio con la Yamaha piuttosto che con la Honda, e certamente è lui la nota più positiva della giornata.

A Valentino Rossi invece mancavano solo i problemi di gomma: cosa pensa della sua situazione?

La gomma che si distrugge a metà gara è anche sfortuna, però credo che la gomma che hanno scelto lui e Spies non fosse adatta per quel circuito e quelle temperature. Due problemi simili dello stesso tipo e nella stessa gara era da tanto tempo che non si verificavano, specie da quando c’è il monogomma Bridgestone.

Tra tante cadute si sono messi in luce i piloti della Crt: cosa pensa dei tre italiani?

Con tutto il rispetto per loro, io non sono in grado di decifrare i risultati di moto così palesemente inferiori. Non me la sento quindi di dare un giudizio.

Tre gare consecutive ora (le prossime al Sachsenring e al Mugello): cosa ne pensa?

Il problema è che ci sono tanti Gran Premi, forse anche troppe: 18 e si parla di portarle a 20, quindi bisogna trovare il modo di farcele stare tutte. Paradossalmente capirei di più averne tre consecutive fuori dall’Europa, che almeno ti consente di ridurre il numero delle trasferte. Invece tre gare consecutive in Europa non le capisco, anche perchè comunque non ti consentono di tornare a casa per più di uno o due giorni.

 

(Mauro Mantegazza)



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