Marco Simoncelli/ Due anni dalla morte: l'”insulto” di Pasini, la 58 del Milan, i retweet di Valentino Rossi

- La Redazione

Sono già passati due anni da quando Marco Simoncelli ha perso la vita sul circuito di Sepang, in Malesia. Oggi amici, tifosi e conoscenti lo hanno ricordato con tanti messaggi su Twitter

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La maglia del Milan dedicata a Marco Simoncelli (Infophoto)

Due anni. E’ già passato così tanto da quel maledetto 23 ottobre 2011, da quel – purtroppo – indimenticabile secondo giro del Gran Premio di Malesia, quelle sequenze che non vorremmo aver mai visto e che invece sono passate in mondovisione. Tante volte, troppe. Marco Simoncelli ha concluso il suo cammino terreno: aveva 24 anni e un grande talento sulla moto. Correva per il team di Fausto Gresini, lo chiamavano (lo chiamano) il Sic e aveva il numero 58 sulla carena. Capelli riccioluti, perennemente fuori posto, un sorriso grande così e quella parlata che ne tradiva l’origine romagnola. Come Valentino Rossi, come tanti altri centauri della MotoGp. Due anni oggi: papà Paolo e mamma Rossella hanno fondato la a nome del figlio, uno dei tanti segni che Marco ha lasciato. Perchè il Sic ha lasciato istantanee indelebili, non solo sulla sua Honda ma anche e soprattutto fuori dalla pista. Sono immagini che oggi scorrono su Twitter, a ricordo di un anniversario certo doloroso ma che permette di ripensare a quel ragazzo solare che ci ha lasciato in Asia, due anni fa. Mattia Pasini, un altro del clan dei romagnoli, posta una foto che ritrae il Sic sul pedalò, felpa e jeans e espressione rilassata, con lui che traina sorridente. Il pensiero. “Mi manchi stronzo!”. E poi ci sono gli altri: Maverick Vinales, pilota di Moto3, scrive in spagnolo che “oggi il nostro pensiero va a Marco, non ti dimentichiamo”, e poi in italiano “sempre con noi”. Scott Redding, leader del Mondiale Moto2: “il numero 58 corre sempre con noi”. C’è anche il Milan: Marco era un grande tifoso rossonero, e così nello spogliatoio di San Siro è stata appesa una maglia con il numero 58 e il nome “SIC” – di fianco a quella di Christian Abbiati – con gli autografi di tutta la squadra e il messaggio “la sua memoria vive per sempre nei nostri cuori”. E poi tanti altri, che lo hanno conosciuto, che erano amici o che, semplicemente, lo avevano ammirato correre in pista. Valentino Rossi non scrive nulla di personale, ma ritwitta tutto quel che passa sul social network. Due anni: sembra ieri, sembra tanto tempo fa, sembra non sia mai successo. Ciao Sic, manchi anche a noi. 



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