MotoGp/ Valentino Rossi: la Ducati? Dopo tre giri capii che non avrei mai vinto

- La Redazione

Valentino Rossi parla dei suoi due anni in Ducati e rievoca un feeling mai nato con la Rossa italiana: dopo i primi tre giri dei test a Valencia capii che eravamo nei guai…

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foto: Infophoto

Non c’è pace per il travagliato biennio di Valentino Rossi in Ducati. Due anni sostanzialmente fallimentari, con in tutto tre apparizioni sul podio e nemmeno una vittoria, che hanno infine portato il Dottore di Tavullia alla decisione di tornare in Yamaha. Già da tempo si sapeva che il feeling fra Rossi e la Rossa non era mai nato, ma ora arrivano le parole del diretto interessato a confermarlo in maniera definitiva. In una intervista pubblicata sull’ultimo numero di “Rolling Stone”, Valentino Rossi rievoca quel fatidico 9 novembre 2010, cioè il giorno in cui – nei tradizionali test di fine stagione a Valencia – il centauro marchigiano salì per la prima volta sulla moto di Borgo Panigale. Fino a due giorni prima Rossi era in sella alla Yamaha M1, e il confronto fra le due moto non avrebbe potuto essere più impietoso per la Ducati: “La prima volta che l’ho guidata è stato uno shock. Dopo tre giri ho pensato ‘siamo nella m***a’. Mi sono bastati per capire che avevo fatto un errore”. Termini coloriti e una sentenza inappellabile su quella che doveva essere una splendida avventura tutta italiana, e che invece di fatto ora sappiamo essere nata già morta: “I problemi erano chiari fin da subito, e dopo dieci gare ho capito che con la Ducati non avrei mai vinto”. Ecco perché Rossi ha maturato in seguito anche il desiderio di rescindere il contratto, e dice anche la sua su Casey Stoner, l’unico capace di portare in trionfo la moto italiana: “L’ha sempre guidata oltre il limite, cosa che alla lunga ti schianta. Se salisse domani sulla moto di Andrea Dovizioso, arriverebbe sesto”. Parole che rinfocoleranno le polemiche fra i tifosi del Dottore e quelli della Ducati, due fazioni del motociclismo italiano che – finita la luna di miele – si guardano oggi in cagnesco. Resta invece la delusione per quella che avrebbe potuto essere l’apoteosi di una carriera leggendaria, ed invece ne è stata l’unico flop.



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