SINDROME COMPARTIMENTALE / Cos’è la malattia del braccio che affligge Dani Pedrosa

- La Redazione

Ritiro Dani Pedrosa (?) MotoGp news, la sindrome compartimentale: una spiegazione del problema che affligge il pilota spagnolo, che potrebbe dare l’addio almeno temporaneio alle piste

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Daniel Pedrosa, 30 anni, spagnolo (INFOPHOTO)

Il rovescio “cattivo” della medaglia del Gran Premio del Qatar 2015 di MotoGp, vinto splendidamente da Valentino Rossi davanti alle due Ducati ufficiali, è certamente rappresentato dall’annuncio shock di Dani Pedrosa (clicca qui per leggere). Il pilota spagnolo potrebbe dare l’addio alle corse, almeno per un po’; il suo problema, abbiamo scoperto nel corso delle ultime ore, si chiama sindrome compartimentale. Un nome che certamente, per chi è poco avvezzo o completamente scevro di cognizioni mediche, suona criptico e poco aiuta a stabilire quale sia il malessere del quale il povero Pedrosa soffre. E allora: cos è la sindrome compartimentale?

La sindrome compartimentale è una particolare tipologia di malanno che colpisce solo ed esclusivamente la muscolatura e l’osso quando questo subisce un trauma o una frattura. Ad esempio, quando una persona si frattura un braccio, la possibilità che la sindrome compartimentale possa venire a manifestarsi diviene altamente possibile, se non vengono applicate tutte le precauzioni che vengono ritenute adatte alla situazione. Quando il braccio o una gamba subiscono una frattura, è possibile che si formi un ematoma, ovvero un livido, nel muscolo o nell’osso: se il danno che si subisce risulta essere di gravi entità, il muscolo stesso, l’osso ed i vasi sanguigni vicini al livido iniziano a comprimersi sempre di più. Ma oltre al livido, anche quanto una fasciatura, un gesso o altri tipi di interventi del genere vengono applicati in maniera troppo rigida, comprimendo l’arto, la possibilità che questo possa subire ulteriori danni aumenta in maniera esponenziale. Bisogna pertanto essere sicuri che il braccio o una gamba non vengano pressati troppo, in quanto le conseguenze negative possono essere devastanti, sia per un atleta che per una persona normale. Quando si soffre di questo problema, che si tratti di braccia o gambe i vari sintomi sono pressapoco identici: innanzitutto, il dolore che si sente risulta essere veramente insopportabile, e spesso si perde la sensibilità alle dita della mano o del piede. Formicolii continui e sensazione di fastidio possono essere altre problematiche che si manifestano nel momento in cui questo disturbo si viene a creare, ed inoltre bisogna sottolineare che l’arto diviene sempre più difficile da muovere.

Nel peggiore dei casi, quando la mano o un piede non vengono mossi, questi possono rimanere paralizzati o entrare nella fase della cancrena, e pertanto questa sindrome, se non identificata immediatamente, potrebbe costare un braccio o una gamba ad una persona. Nel momento in cui si va incontro a queste situazioni, la persona che soffre di tale disturbo deve recarsi dal medico, sia che si tratti di un atleta sia che si parli di una persona normale. Il medico come prima cosa rimuoverà il gesso o il bendaggio, in maniera tale che il braccio o la gamba siano libere, e possano essere mosse come si vuole. Il paziente inoltre verrà sottoposto ad un intervento di fasciotomia, ovvero viene praticata un’incisione, che può essere più o meno grande, e che serve per poter intervenire sui tessuti sanguigni dove la pressione risulta essere eccessiva. Segue poi un periodo di riabilitazione dell’arto, dopo che la ferita viene rimarginata completamente: in questo modo, il paziente dovrebbe essere in grado di dover utilizzare nuovamente il suo arto, e soprattutto di evitare che la situazione possa ulteriormente peggiorare.

In passato Marco Materazzi ha avuto problemi di questo genere, anche se sulla sua situazione vi sono tantissimi interrogativi ancora irrisolti. Questo per il semplice fatto che il medico che lo ha curato non ha mai rilasciato interviste o dato spiegazioni sul modo di intervenire e soprattutto sul problema che ha colpito l’ex difensore dell’Inter. Materazzi ora dovrebbe star bene, anche se non sono ben chiari i suoi tempi di recupero ed il tipo di intervento al quale si sottopose, e che gli permise di poter tornare a star bene, e di evitare l’amputazione di uno dei suoi arti a causa della troppa pressione sanguigna presente nei suoi arti.

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