CALCIOMERCATO/ Napoli, Cavani, Yebda e Ruiz i capolavori di Bigon

- La Redazione

Il Napoli è indubbiamente una delle belle sorprese della stagione 2010-2011 di Serie A. In pochi, infatti, si sarebbero aspettati i partenopei a giocarsi lo scudetto a metà aprile

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Mazzarri con De Laurentiis e Bigon (Foto Ansa)

CALCIOMERCATO NAPOLI – Il Napoli è indubbiamente una delle belle sorprese della stagione 2010-2011 di Serie A. In pochi, infatti, si sarebbero aspettati i partenopei a giocarsi lo scudetto a metà aprile e soprattutto a così poca distanza dal Milan, la grande favorita, e addirittura sopra Inter, Roma e Juventus. Gli azzurri sono reduci da una stagione straordinaria frutto di un allenatore di primo livello, di un organico all’altezza delle prime delle classe e di una dirigenza abile e capace. In pochi, infatti, tendono a sottolineare l’abile lavoro svolto dal direttore sportivo Riccardo Bigon, uno dei più giovani d’Italia, che dalla scorsa estate ad oggi è riuscito ad assicurarsi delle pedine fondamentali per l’attuale scacchiere azzurro a prezzo di saldo. Basti pensare ai 17 milioni di euro spesi per Cavani (che ora ne vale circa il triplo), nonché ai 3 milioni per Yebda o all’affare Ruiz, giovane talento di difesa strappato addirittura ai colossi del Barcellona.

Abili operazioni di calciomercato sottolineate anche dall’esperto di Sky Sport Gianluca Di Marzio, che tramite il proprio sito web scrive: «In pochi esaltano il lavoro di Riccardo Bigon, giovane ds del Napoli, forse perchè parla poco e non ama la vetrina. Sarebbe facile adesso esaltarlo solo per l’acquisto di Cavani, l’oro di Napoli, preso a 17 milioni pagabili in 4 anni. E invece mi piace sottolineare il lavoro fatto per Yebda e Ruiz. Il primo, neo titolarissimo, strappato al Benfica in prestito gratuito e prossimamente riscattato per quasi 3 milioni di euro (bonus esclusi)».

«Il secondo – conclude Di Marzio – corteggiato per quasi un anno, ha dato al reparto difensivo eleganza e solidità, non è un caso che Mancini lo volesse e Guardiola lo vorrebbe. Continui a lavorare in silenzio, Bigon: sono i fatti che parlano per lui».



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