SERIE A/ Napoli-Bologna (1-1): sintesi, gol e video highlights (diciottesima giornata)

Napoli-Bologna finisce 1-1 per l’ennesimo, mezzo passo falso dei campani, ancora una volta costretti a correggere le proprie ambizioni. Il video di Napoli-Bologna: gol e highlights

17.01.2012 - La Redazione
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Edinson Cavani, attaccante Napoli (Foto Infophoto)

Napoli-Bologna finisce 1-1 per l’ennesimo, mezzo passo falso dei campani, ancora una volta costretti a correggere le proprie ambizioni a causa di problemi ancora irrisolti. Anche stasera gli azzurri hanno prodotto flirtato a lungo col pallone, accompagnandolo di qua e di là alla ricerca di soluzioni laterali, vista l’incapacità di accedere al fortino avversario dalle vie principali, quelle del centro. Il dato del possesso palla (64% contro il 37% bolognese) certifica le difficoltà dei centrocampisti, che riescono a convertire in verticale solo una piccola porzione dei numerosi palloni giocati. Non è la prima volta che gli avversari capitalizzano meglio un trattamento meno prolungato, quasi dimezzato della sfera. Non a caso, il vantaggio del Bologna nasce sul vialone verticale tracciato da Pulzetti e piastrellato dall’incertezza di Campagnaro: l’assist del centrocampista taglia l’area napoletana sorprendendo la difesa e smarcando Acquafresca, rapace nell’infilare l’uscita di un incolpevole De Sanctis (15’). Nella ripresa la musica non cambia: il Napoli scioglie la propria sterilità in un fallace 81% di passaggi positivi (contro il 62% avversario), generalmente stesi su linee orizzontali. Gli unici guizzi significativi piovono dalle fasce, specialmente a sinistra dove Dossena impazza coadiuvato ora da Hamsik ora da Aronica a sostegno. Considerando anche il lavoro di Maggio e soprattutto Zuniga dall’altra parte, la fabbrica del cross produce 35 tentativi mai sfruttati, dato impressionante se paragonato ai 12 del Bologna, e significativo nel denudare le carenze centrali dell’undici di Mazzarri, che investono tutta la fascia di mezzo dalla metacampo in su, se è vero che di quasi quaranta traversoni non ne è stato convertito in pericolo neanche un terzo. Ciò può spiegarsi anche con la serata storta di Cavani, mina spesso vagante nei pressi dell’area e perciò quasi mai pronta ad esplodere sui suggerimenti dai lati. D’altra parte, i rossoblù hanno reso pan per focaccia, battagliando con successo sui palloni aerei così come in mezzo al campo, dove hanno annacquato i bellicosi intenti napoletani con un pressing continuo ed asfissiante in alcuni frangenti. Non a caso, la statistica relativa ai contrasti è l’unica, assieme a quella dei fuorigioco, a premiare gli uomini di Pioli (53% contro 47%). Una buona dose di quel cinismo che tanto gioverebbe al Napoli e la giusta grinta hanno permesso dunque agli emiliani di non soccombere anche in una partita progressivamente in possesso del Napoli, forte di un vantaggio territoriale, ovvero il tempo trascorso nella metacampo avversaria, assai superiore (75%-25%, come dire che per tre quarti di gioco si è rimasti nella frazione territoriale rossoblù). Il pareggio partenopeo appare più frutto della contingenza d’un episodio che di reali intenzioni di manovra: anche la fortuna c’ha messo del suo pilotando una criptica esecuzione di Inler sul braccio largo di Perez. La decisione arbitrale, inizialmente di altra natura, appare confortata dalle immagini: il rigore sembra esserci. Freddo Cavani nel battere centralmente vanificando il tuffo di Gillet. Senza accanirsi troppo, è giusto riconoscere l’ennesima reazione di carattere della banda Mazzarri, oltre ai meriti del Bologna. Quello che si vuole sottolineare è che il carattere è prerogativa dei chi non ha niente da perdere: le grandi squadre vincono prima di tutto col gioco, sopperendo con le risorse d’animo qualora questo venga occasionalmente a mancare. Cuore e attributi aiutano, ma in Serie A (sì, anche in questa Serie A), non bastano per vincere.    





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