CALCIOMERCATO/ Napoli, Venerato: i dubbi sul rinnovo di Dossena, retroscena-Armero e su Insigne… (esclusiva)

- int. Ciro Venerato

CIRO VENERATO, giornalista di Rai Sport, commenta in esclusiva le voci sul rinnovo del contratto di Andrea Dossena e parla di come Walter Mazzarri sta gestendo il talento di Insigne.

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Foto Infophoto

Il Napoli attende la grande sfida contro la Juventus: alle pendici del Vesuvio la parola che inizia con “S” non si pronuncia, c’è troppa scaramanzia perché si possa parlare prima del tempo di un certo obiettivo. Il 20 ottobre però la partita è di quelle da non perdere: si affrontano le due squadre in testa alla classifica, e i giocatori di Walter Mazzarri non vedono l’ora di giocarsela, soprattutto dopo il precedente stagionale della Supercoppa a Pechino, vinta dalla Juventus tra mille polemiche. Voglia di rivincita a Castel Volturno, ma in queste due settimane di sosta pur sentendo l’appuntamento ci si concentra su altre cose. Ad esempio, il rinnovo di contratto di Andrea Dossena: l’agente dell’esterno sinistro, Roberto La Florio (clicca qui per approfondire) ha espresso tutta la sua fiducia per la sospirata firma, ma ha anche confermato i contatti con il Palermo. E tanto è bastato a scatenare le fibrillazioni del calciomercato di gennaio. Dossena sta giocando poco: quest’anno il titolare è Zuniga, lui rimane a disposizione come seconda linea e, chissà, forse sta pensando di cambiare aria. Ciro Venerato, giornalista di Rai Sport e molto vicino all’ambiente partenopeo, non la pensa allo stesso modo: “Mazzarri in sede di calciomercato estivo ha detto no all’arrivo di Armero, scegliendo di restare con Zuniga e Dossena, dice in esclusiva a Ilsussidiario.net“Il Napoli aveva praticamente raggiunto l’accordo con il procuratore di Armero, ma poi ha stoppato tutto dicendo: ‘Se devo prendere qualcuno prendo Pereira, altrimenti mi tengo Zuniga e Dossena”. Sul rinnovo del contratto però Venerato resta più cauto: “Bisogna capire cosa succede, per esempio con Mazzarri: magari arriva un nuovo allenatore che la vede in maniera diversa… è un discorso aperto”. Quasi fatta invece per il prolungamento di De Sanctis e Campagnaro“Per loro mi sbilancio a dire che il rinnovo verrà annunciato a brevissimo, mentre su Dossena mi riservo ancora qualche punto interrogativo”. Un capitolo a parte merita Lorenzo Insigne: per qualcuno il ragazzo sta facendo bene – ha già segnato un gol in serie A e nelle prime uscite ha mostrato buone cose – per altri il suo impatto è inferiore alle attese. Qual è la verità? Ecco come la pensa Venerato: “Insigne è un giovane che Mazzarri sta gestendo in maniera ottimale, da grande allenatore qual è. Il Napoli in attacco ha Cavani e Pandev che, insieme ad Hamsik, formano il trio più forte d’Italia. Lorenzo sa benissimo che viene da un campionato di B strepitoso, ma sempre di B; sa perfettamente di essere la prima alternativa ai due fuoriclasse, e per lui va benissimo così. Mazzarri lo lascerà crescere: basta non bruciarlo”

Quindi, per Venerato Insigne sarà importante anche in questa stagione: “Sta rispondendo benissimo, e tornerà utile: non sempre Pandev potrà giocare tutte le partite, nè Cavani, reduce da qualche impegno transoceanico, sarà al 100%. Poi, lo scorso anno si è sempre detto che il Napoli non aveva alternative ai titolarissimi, e che le grandi squadre hanno almeno tre grandi attaccanti. Non vedo quindi perché bruciare le tappe: Insigne non è un ventottenne che marcisce in panchina, ha 21 anni ed è il primo anno che gioca in serie A dopo aver fatto benissimo a Foggia in Lega Pro e a Pescara. Verrà anche il suo turno, sicuramente sta già facendo bene anche adesso, tanto che nell’amichevole di Parma Prandelli gli ha dato una chance anche in azzurro”. Per Insigne poi è anche un ottimo periodo fuori dal campo: “Il Napoli gli ha appena rinnovato il contratto con un aumento importante, e oggi mi ha detto che ad aprile diventerà papà. Mazzarri lo sta gestendo bene: consideriamo che è napoletano, e quindi gode di un affetto che però va di pari passo con la pressione che la piazza mette a un proprio ‘figlio’, basti pensare a Ferrara, Taglialatela e Cannavaro”

 

(Claudio Franceschini)



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