SSC NAPOLI/ Blitz della Guardia di Finanza acquisisce materiale: nel mirino i diritti di immagine degli ultimi sei anni? (esclusiva)

- La Redazione

La Guardia di Finanza sta perquisendo le sedi di Figc e Napoli su mandato della Procura che indaga sulla compravendita di giocatori. Secondo indiscrezioni, nel mirino gli affari con l’estero

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La mattina di oggi, ancora una volta, non porta buone notizie al calcio italiano, sempre tormentato da problemi, dibattiti, indagini e processi. Infatti la Guardia di Finanza, su mandato della Procura di Napoli, sta eseguendo una serie di acquisizioni di documenti nelle sedi della Federazione Italiana Giuoco Calcio (Figc) a Roma e della Società Sportiva Calcio Napoli a Castelvolturno. Secondo quanto si è potuto apprendere in queste ore, i finanzieri stanno acquisendo documenti relativi alle procedure di acquisto e cessione dei diritti sulle prestazioni sportive dei calciatori, ai rapporti con gli agenti e alle relative movimentazioni finanziarie su mandato della Procura di Napoli, che sta appunto indagando su alcune trattative di calciomercato, evidentemente non chiare dal punto di vista economico e finanziario (che è poi l’ambito su cui agisce la Guardia di Finanza). I magistrati hanno disposto l’acquisizione di bilanci, contratti degli atleti tesserati, mandati ai procuratori, modelli depositati presso la Federazione (proprio per questo motivo le perquisizioni riguardano anche la sede della Figc a Roma), garanzie, pagamenti relativi agli ingaggi dei calciatori professionisti da parte della società del presidente Aurelio De Laurentiis. Si tratta dunque di controlli sui contratti delle ultime cinque o sei stagioni: secondo fonti raccolte in esclusiva da IlSussidiario.net sono interessate soprattutto le compravendite con l’estero. Il lasso di tempo coinvolto nelle perquisizioni lascia intuire che le indagini starebbero riguardando un lasso di tempo di 5/6 anni. Non sono ora da escludere altre acquisizioni di atti da parte delle fiamme gialle dalle società che con il Napoli hanno effettuato queste compravendite, anche se, in particolare, pare che la Guardia di Finanza voglia vederci più chiaro per quanto riguarda quei contratti che prevedevano anche lo sfruttamento dei diritti d’immagine, che potrebbero contenere delle irregolarità, o almeno così ipotizza la Procura di Napoli. Di certo, si tratta di un brutto colpo per l’immagine della società di Aurelio De Laurentiis. Il presidente del Napoli aveva infatti voluto fare della “diversità” dei partenopei rispetto al ‘sistema’ calcio italiano un punto qualificante dell’identità degli Azzurri, anche a costo di prendere decisioni discutibili. L’esempio più chiaro risale a circa due mesi fa, quando il Napoli non partecipò alla cerimonia di premiazione della Supercoppa Italiana giocata a Pechino contro la Juventus.

Il patron, non condividendo la gestione della partita (in campo e fuori), decise di prendere questa decisione forte e discutibile pur di dare un segnale forte contro quello che non gli piace nel calcio italiano. Una battaglia che continua per il produttore cinematografico, anche se ora con questa difficoltà aggiuntiva.



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