PAGELLE/ Genoa-Napoli (2-4): i voti della partita (dodicesima giornata)

- La Redazione

Genoa-Napoli finisce 4-2 per i partenopei: il Grifone si illude di portare a casa lo scalpo prestigioso, ma nel finale la squadra di Mazzarri ribalta il risultato e si prende i tre punti.

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Lorenzo Insigne in Nazionale (Infophoto)

VOTO PARTITA 9: partita bellissima, con continui capovolgimenti di fronte e di risultato. Prima è il Napoli ad affermarsi sul Genoa, poi il grifone passa per due volte in vantaggio e sembra aver in mano la gara, ma nel finale i partenopei colpiscono per tre volte coi tre tenori e confermano di essere una grande squadra che sa reagire quando è sotto e lottare con la tenacia e con la classe dei suoi talenti per conquistare la vittoria. Il Napoli si ritrova ancora al terzo posto in classifica, a una sola lunghezza dall’Inter che però gioca questa sera; per il Genoa siamo alla quinta sconfitta consecutiva, la quarta per Delneri. Settimana prossima c’è ild erby, l’unica consolazione per il Grifone è che la Sampdoria sta peggio.

VOTO GENOA 6.5.: tiene il campo e colpisce con continue ripartente fin quando regge. Nel finale, non c’è più con la corsa e, di conseguenza, con la testa, e subisce l’imbarcata di una squadra più in forma e, senz’ombra di dubbio, più forte.

VOTO NAPOLI 8: messo sotto per un’ora, il Napoli dimostra di essere una grande squadra perché ha la pazienza della grande squadra, la tenacia della grande squadra e il cuore della grande squadra. Ingredienti fondamentali per ribaltare un risultato negli ultimi minuti di gioco e consolidare il terzo posto in classifica.

VOTO ARBITRO, sig. RIZZOLI 7: non una partita facile, deve gestire diversi momenti di nervosismo da parte di entrambe le squadre, ma li gestisce bene, dimostrando di fare ricorso al cartellino solo quando strettamente necessario. 

VOTI GENOA

Frey 7: subisce 4 gol, ma ne salva almeno un paio in momenti decisivi della gara. Da copertina, l’intervento in tuffo sul destro a giro di Insigne, quando ancora il punteggio diceva 2-1 Genoa.

Sampirisi 6.5: contiene Cavani per più di un ora, e solo questo varrebbe un 10. Peccato per il crollo di condizione nel finale.

Granqvist 6: sempre in anticipo sugli attaccanti avversari nella prima frazione, si spegne via via nel corso del secondo tempo.

Canini 5.5: a fasi alterne, solido in alcuni momenti, in soggezione degli attaccanti avversari in altri.

Moretti 5: spinge bene sulla fascia, ma in copertura non ci siamo, troppa libertà concessa a Maggio.

Toszer 6: è il frangiflutti davanti alla difesa. Forse è un caso, ma fino a quando è stato in campo lui il Genoa vinceva.

Seymour dal 15′ s.t. 5: fa tempo a sbagliare un paio di conclusioni dal limite, impatto zero sulla gara.

Antonelli 6.5: un pendolino sulla sinistra, suo l’assist a Bertolacci per il 2-1. (Piscitella dal 37′ s.t. s.v.)

Kucka 6: solita aggressività, manca però la fase di inserimento in zona gol. E si sente non poco.

Bertolacci 6.5: non tocca molti palloni, ma quei pochi che tocca li trasforma in oro: un gol e una traversa su altrettante occasioni avute. (Merkel dal 24′ s.t. s.v.)  

Jankovic 6.5: come sempre corre molto, molti cross e gol sfiorato su punizione che sarebbe valso il 3-1. Purtroppo per lui non è bastato.

Immobile 8: il migliore dei suoi, sblocca il risultato, sfiora il gol in almeno un altro paio di occasioni, fa salire la squadra, regala l’assist di tacco ad Antonelli che poi avrebbe crossato per il 2-1. Incontenibile.

Delneri 6.5: ci prova in tutti i modi, oggi il suo Genoa trova i primi due gol della sua gestione, ma anche questo non basta per regalargli la prima vittoria. Unico possibile rimprovero, tiene in panchina Borriello fino alla fine.

 

VOTI NAPOLI

De Sanctis 7: incolpevole sui gol, salva la porta in un paio di occasioni, su tutte il grande intervento in tuffo su tiro a botta sicura di Bertolacci deviato quel tanto che basta per stamparsi sulla traversa e perdersi sul fondo.

Campagnaro 5: impreciso nelle chiusure e nelle coperture, in balia di Immobile.

Mesto dal 5′ s.t. 6.5: entra e segna il gol del momentaneo pareggio alla sua ex-squadra. Sul 2-1 Genoa sbaglia un facile tapin che sarebbe valso la doppietta personale e il 2-2 sul tabellino.

Cannavaro 6.5: grande prova di sicurezza e solidità, unica pecca il colpo di testa all’indietro sui piedi di Toszer in occasione del gol di Immobile.

Gamberini 5.5: nervoso e irruente, cerca spesso l’anticipo, ma ancor più spesso trova il fallo.

Maggio 6.5: luci e ombre la prova del tornante. Inesauribile in fase di spinta, una quantità infinita di cross perfetti nel cuore dell’area, tra i quali quello che vale l’incornata vincente di Hamsik per il gol del 3-2. Qualche errore sotto-porta e in impostazione per mancanza di lucidità, su tutti un gol divorato a pochi passi dalla porta quando il punteggio era ancora di 0-0.

Behrami 6: è un combattente, e lo dimostra anche oggi. Esce stremato dopo aver dato tutto.

Inler dal 28′ s.t. s.v. Dzemaili 6: chiamato ad impostare le manovre quando Hamsik è chiuso. Prova ad emulare lo slovacco, ma l’effetto non è proprio lo stesso.

Dossena 6: tanta corsa, un po’ meno di lucidità quando si tratta di mettere in mezzo il cross.

Hamsik 9: il migliore in campo. Quando si libera della marcatura stretta dei centrocampisti genoani, cambia la partita con il suo immenso talento: assist millimetrico per Cavani per il gol del 2-2, inserimento in area e tuffo di testa vincente per il gol che, di fatto, ha sancito la vittoria azzurra. Un fenomeno.

Pandev 5: acciaccato ancor prima di scendere in campo, forse Mazzarri avrebbe dovuto preferirgli Insigne dall’inizio.

Insigne dal 37’ p.t. 8: entra e cambia la partita. Impatto da campione vero, tiri in porta da tutte le posizioni, soprattutto la sua mattonella, destro a giro sul palo lontano. Colpisce una traversa sul 2-2, segna il quarto gol in contropiede, freddando Frey con un tiro all’angolino. Farà strada il ragazzo.

Cavani 8.5: non ci sono più aggettivi per descriverlo. Ne ripeto uno: straripante. Non solo segna, ma ferma gli attacchi avversari e fa ripartire l’azione. Ricapitolando: recupera palla, costruisce l’azione, fa gol. Da solo ne vale 11. Contano poco due scivoloni nel primo tempo in due potenziali occasioni da rete. Si è fatto più che perdonare.

Mazzarri 7: pesca due assi dalla panchina, che gli valgono il gol del pareggio, Mesto, e del definitivo 4-2, Insigne. Unico appunto: tiene in campo per un tempo un Pandev acciaccato a discapito di un Insigne in forma strepitosa.

 

(Pietro Macchiarella)

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