CALCIOMERCATO/ Napoli, De Laurentiis apre a Insigne: è lui l’erede di Lavezzi, ma deve giocare

Il patron azzurro sponsorizza il giovane talento, che quest’anno ha fatto faville con la maglia del Pescara. Tanti i temi toccati oggi dal presidente, dal mercato alle idee per il futuro…

22.05.2012 - La Redazione
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Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli (Infophoto)

Ad Aurelio De Laurentiis piacerebbe da impazzire un Napoli con Lorenzo Insigne in attacco. Chissà che non possa essere proprio lo scugnizzo di Frattamaggiore l’erede del Pocho Lavezzi, che le ultime voci di calciomercato danno ormai ad un passo dall’addio: in corsa Psg, Anzhi e Inter. Il giovane Insigne, reduce da una stagione super con la maglia del Pescara, ha stregato il patron azzurro, che ha chiesto lumi sulle sue potenzialità al tecnico Zdenek Zeman. Questi gli ha risposto positivamente, garantendo sulla sua continuità di rendimento, facendo anche presente, però, che non gli dispiacerebbe allenarlo per un altro anno. La decisione definitiva, ad ogni modo, spetta solamente al Napoli, che detiene la proprietà del cartellino del giocatore. Molto dipenderà anche dalla conferma o meno di Walter Mazzarri. Proprio sull’impiego dei giovani, il mister e il presidente hanno litigato spesso. Ma come, ti compro Fernandez, Vargas e compagnia, e non me li fai giocare mai? Più o meno questo il contenuto degli sfoghi del patron, indirizzati al suo primo dipendente. De Laurentiis non vuole che la storia si ripeta con Insigne: “Uno come lui starebbe benissimo nel Napoli, lo vedo già proiettato in Europa League“, ha spiegato oggi nel corso di un convegno sulla medicina dello sport, tenutosi al centro sportivo di Castel Volturno. Ad una condizione, però: che Lorenzo giochi e faccia esperienza, perchè solo così può crescere ed impreziosire il proprio bagaglio tecnico. Questa l’opinione del presidente azzurro, vulcanico come sempre, che ne ha approfittato per lanciare le sue proposte per modernizzare il calcio. Fosse per lui, ad esempio, non bisognerebbe più mandare in tribuna i giocatori. Meglio portarli tutti in panchina, in modo che si sentano pienamente coinvolti nel progetto tecnico di una squadra. In tribuna ci si intristisce, ci si deprime, senza dimenticare che i calciatori utilizzati poco o nulla finiscono inevitabilmente per deprezzarsi, creando anche un danno economico alle società. In tal senso, quindi, andrebbe rivisto anche il numero delle sostituzioni: a quel punto non basterebbero più le canoniche tre, ce ne vorrebbero molte di più. Chissà se..

…il presidente Abete recepirà queste proposte. Già ci sembra di sentire le prossime lamentele di De Laurentiis contro i conservatori del pallone…



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