PAGELLE/ Viktoria Plzen-Napoli (2-0): i voti e il tabellino della partita (Europa League 2012-2013, ritorno sedicesimi)

- La Redazione

Le pagelle e il tabellino di Viktoria Plzen-Napoli 2-0, partita di ritorno dei sedicesimi di Europa League 2012-2013: altra sconfitta per i partenopei che salutano le coppe europee

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Foto Infophoto

Sconfitta per il Napoli nel ritorno dei sedicesimi di Europa League 2012-2013. In Repubblica Ceca i partenopei perdono per 2-0 contro il Viktoria Plze, salutando almeno per quest’anno le coppe europee. Decidono i gol nella ripresa di Kovarik e Tecl.

Il freddo polare gioca la sua parte, ma il resto lo fa soprattutto il Napoli, che non ci prova neanche a fare l’impresa, ma lascia che il Viktoria segni, infierisca e controlli la partita senza problemi. Brutta partita, pessima figura dei partenopei sul palcoscenico europeo. 

L’impresa l’aveva già fatta all’andata, doveva solo limitarsi a controllare ed eventualmente segnare un gol per stare tranquilli. Ne segna addirittura due senza subirne, e controlla la gara dal primo all’ultimo minuto. Missione compiuta

Pessima figura agli occhi di tutta Europa. Il suicidio era già compiuto con la gara di andata, al ritorno non salva nemmeno la faccia.

Controlla non senza qualche problema una partita ad ampi tratti tesa, per via delle provocazioni dei giocatori cechi e della frustrazione dei partenopei. 

Kozacik 6: non ne trattiene una, para sempre in due o più tempi. Pessimo dal punto di vista tecnico, ma efficace.

Reznik 5: perde il duello sulla fascia sinistra con Zuniga, il più in forma dei giocatori partenopei.

Cisovsky 6: domina fisicamente sulle palle alte, qualche difficoltà in occasione di un paio di contropiedi rapidi di Insigne e Cavani.

Prochazka 6.5: una porta chiusa su cui sbattono la testa a ripetizione le punte del Napoli.

Limbersky 5: un provocatore nato, sono più i calci tirati a palla lontana che quelli tirati al pallone. Voleva far saltare i nervi agli avversari, e ci è riuscito in pieno.

Darida 7: il migliore dei suoi nell’arco del doppio confronto. Un giocatore di quantità e qualità a centrocampo, che senza dubbio può puntare a palcoscenici più elevati del campionato ceco. 

Horvath 6.5: trentasette anni, fisico da panettiere più che da calciatore, ma piede sinistro vellutato, che disegna traiettorie al bacio per servire i compagni in qualsiasi posizione.

Rajtoral 7: un pericolo sulla destra, Maggio non riesce a contenerlo, e più volte arriva al cross da posizione pericolosa.

Fillo, dal 37′ s.t., s.v.

Kolar 5.5: spinge poco sulla sinistra e non è mai preciso nel cross.

Stipek, dal 44′ s.t., s.v.

Kovarik 6.5: sblocca la partita con un destro non certo irresistibile sul quale De Sanctis dimostra che, in caso di neve, la palla può scivolare come una saponetta.

Bakos 5: si mangia un paio di gol di testa da pochi passi dopo essere stato dimenticato in area dai difensori avversari.

Tecl, dal 13′ s.t., 6.5: entra e segna il gol del cappotto, coronando un’azione di contropiede con uno splendido destro che si infila all’angolino.

All.Vrba 6: mette in campo la stessa squadra dell’andata con le stesse idee, semplici ma efficaci.

De Sanctis 5: qualche buona parata nelle prime battute, poi la frittata sul tiro non certo irresistibile di Kovarik che sancisce la fine delle speranze partenopee.

Maggio 4: non riesce a tenere Rajtoral e cade nelle provocazioni di Limbersky, reagendo più volte e meritandosi un’ammonizione.  

Gamberini 4: molto nervoso, sin dalle prime battute, la causa scatenante sempre il solito Limbersky. Troppe disattenzioni, soprattutto sulle palle da fermo.

Cannavaro, dal 21′ s.t., s.v.

Rolando 5: si dimentica troppo spesso l’uomo in marcatura.

Zuniga 6.5: è il migliore dei suoi, l’unico che ci mette grinta fino alla fine, rendendosi pericoloso in un paio di occasioni dopo aver sfondato in percussione sulla sinistra e messo in mezzo cross interessanti. 

Behrami 5.5: dà e prende un sacco di botte, ma quando si tratta di dar palla, è sempre impreciso.

Inler, dal 1′ s.t., 5: non fa meglio del compagno a cui è subentrato, perciò non cambia di una virgola l’inerzia della gara.

Donadel 4: dovrebbe creare il gioco, invece ogni pallone che passa dai suoi piedi è una palla persa.

Cavani, dal 1′ s.t., 5.5: ci prova fino all’ultimo a segnare il suo ottavo gol in Europa, ma alla fine porta a casa solo un cartellino giallo che gli farà saltare la prossima partita europea, di qualsiasi competizione si tratti, a causa di una manata al volto a Darida. 

Dzemaili 5.5: sbaglia sempre l’ultimo passaggio, che è proprio quello che più è mancato agli uomini di Mazzarri questa sera, soprattutto quando c’era ancora una partita nel primo tempo.

Insigne 6: ce la mette tutta, quando si fa vedere in avanti riesce anche ad essere pericoloso. Chiamato anche alla fase di copertura, dimostra di non essere portato per difendere.

Pandev 4: anche lui è molto nervoso, e sono più gli insulti fatti e ricevuti che i palloni giocati.

Calaiò 5: lui c’è sempre in mezzo ai due colossi dei centrali cechi, ma il pallone non arriva, o quando arriva è sempre fuori misura. 

Mazzarri 4: non ci ha nemmeno provato a fare l’impresa, lasciando in panchina Cavani e Inler per un tempo intero. Pessima figura davanti agli occhi dell’Europa, che vede tutte le italiane impegnate in competizioni europee passare il turno o comunque andarci molto vicino, mentre il Napoli uscire contro una squadra ceca subendo cinque gol senza nemmeno segnarne uno. 

 

Pietro Macchiarella

twitter @whyalwaysme4545

Il tabellino

Marcatori: 4’st Kovarik, 27’st Tecl

Viktoria Plzen (4-2-3-1): Kozacik; Reznik, Cisovsky, Prochazka, Linbersky; Darida, Horvath; Rjitoral (37’st Fillo), Kolar (44’st Stipek), Kovarik; Bakos (12’st Tecl). (Pavlik, Hejda, Zeman, Adamov). All.Vrba

Napoli (4-3-3): De Sanctis; Maggio, Gamberini (20’st Cannavaro), Rolando, Zuniga; Dzemaili, Donadel (1’st Inler), Behrami (1’st Cavani); Pandev, Calaiò, Insigne (Rosati, Campagnaro, Mesto, El Kaddouri). All.Mazzarri.

Arbitro: Kassai (Ungheria)

Ammoniti: Limberski (V), Behrami (N), Donadel (N), Bakos (V), Cavani (N), Darida (V) per gioco scorretto.



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