Pagelle/ Porto-Napoli (1-0): i voti della partita (Europa League, andata ottavi)

- La Redazione

Le pagelle di Porto-Napoli, partita valida per l’andata degli ottavi di finale dell’Europa League 2013-2014: i voti della sfida dello Estadio do Dragao tra lusitani e partenopei

fernando_pandev
(INFOPHOTO)

Il Napoli esce sconfitto dallo stadio dei dragoni (Estadio do Dragao) per 1-0. A decidere il match ci ha pensato una rete del solito Jackson Martinez, bomber colombiano autore di una discreta gara non soltanto per la rete ma anche per i movimenti ad creare gli spazi. Il Napoli ha creato molto ma la precisione degli uomini di Benitez questa sera non era delle migliori; male Callejon che si è divorato un tap in facilissimo a porta ormai sguarnita, sfortunato El Pipita che si vede respingere una conclusione destinata in fondo al sacco da Helton. Insigne ha giocato una brutta gara; quasi mai nel vivo del gioco, il rgazzino non ha praticamente creato problemi alla difesa portoghese eccezion fatta per un cross sul finire del primo tempo. Malissimo invece Hamsik, capitano che nelle ultime partite ha letteralmente perso la bussola; lo slovacco si attiva soltanto per un suggerimento a Callejon e per uno come lui è decisamente troppo poco. La difesa partenopea regge bene al centro dove Albiol e Britos limitano i danni anche se il primo dei due centrali non è del tutto privo di responsabilità sulla marcatura avversaria. Sulle corsie timidi Reveillere e Ghoulam, praticamente impalpabile sulla sinistra. Una fatica tremenda la fanno invece i due mediani soprattutto Henrique che sembra un pesce fuor d’acqua. Nel Porto invece ottima gara di Fernando, giocatore tutto fare in un centrocampo fisico ma dai piedi buoni. Defour è un altro elemento che ha dato il meglio di sè mentre Quaresma sembra rinato dopo la pessima esperienza all’Inter. Decisamente male il reparto arretrato, in modo particolare Helton; nessuno riesce a capire come non abbia fatto a prendere gol. Pochi episodi da contestare ma decisivi. Manca un’ammonizione a Henrique ma questo è un errore veniale rispetto alla rete annullata al Porto nel primo tempo. Carlos Eduardo si trova in posizione regolare al 21′ quando di testa supera Reina.

Porto e Napoli si giocano il primo atto di un quarto di finale di Europa League. Le due squadre arrivano all’appuntamento dell’Estadio do Dragao con percorsi differenti. I partenopei sono retrocessi nella competizione minore sorella della Champions dopo aver ottenuto 12 punti in un girone di ferro assieme a Borussia Dortmund, Arsenal e Marsiglia; nonostante un primo posto in coabitazione il club italiano ha dovuto salutare il palcoscenico europeo che conta. Benitez però è un allenatore che tiene a questa competizione e farà di tutto per trascinare i suoi uomini in finale. Dall’altra parte ecco il Porto, compagine tosta e tignosa fra le mure amiche, molto più vurlnerabile in trasferta. I portoghesi, anche loro reduci dalla Champions, devono riscattare il deludente terzo posto ottenuto in un gruppo tutto sommato facile ad eccezione dell’Atletico Madrid; agli ottavi di finale passaggio del turno con il brivido di fronte all’Eintracht Francoforte. Il Napoli si schiera con il classico 4-2-3-1, modulo che esalta le ripartenze degli azzurri con contropiedi letali. In porta il solito Reina viene confermato dopo i miracoli dell’ultimo turno di Serie A contro la Roma mentre la difesa non presenta sorprese ad eccezione di Reveillere, titolare dal primo minuto al posto di Maggio. In mediana riposano gli svizzeri Inler e Dzemaili sostituiti da Henrique ((5) e Behrami (5). Il ruolo di prima punta tocca alla gemma Higuain, sempre decisivo in ogni competizione; alle sue spalle Insigne, Hamsik e Callejon. I padroni di casa si schierano con un offensivo 4-3-3. L’esperto Helton (6) fra i pali protetto da una linea a quattro formata da Danilo (6) , Maicon (5.5), Mangala (5.5), oggetto del desiderio di molte squadre, e Alex Sandro (6). A centrocampo Fernando (6.5) fa da cerniera davanti la difesa con Defour (6)e Carlos Eduardo (6) ai suoi lati. In attacco pericolo Jackson Martinez (6), colombiano che in estate fu proprio vicino al Napoli; attenzione anche a Quaresma (6), la trivela rinata, e Varela (6.5). Come da pronostico i locali vogliono ben figurare di fronte ad uno stadio che non vede il pubblico delle grandi occasioni; buon giro palla per i portoghesi anche se il Napoli si difende bene. La difesa del Porto non è però sicurissima e in avvio se ne ha una chiara dimostrazione con almeno un paio di palloni persi o controllati in malo modo dalla coppia Maicon-Mangala. L’inizio è equilibrato ma gradualmente i portoghesi alzano il bracientro con Carlos Eduardo da una parte e Defour dall’alta molto alti proprio per limitare le avanzate di Insigne (5) da una parte e Callejon (6) dall’altra. Il primo dei due non ha dato contributi significativi alla gara mentre il secondo pur non risultando in ottima forma ha provato ad utilizzare al meglio la sua velocità. Dall’altra parte il Porto si fa sentire all’11 e ci vuole un super Reina a dire no a Martinez; cross dalla destra di Varela per la zampata del colombiano solo nel cuore dell’area di rigore. Riflesso felino del portiere spagnolo che compie un grandissimo intervendo a deviare in corner. Behrami e Henrique soffrono le pene dell’inferno e la squadra di Benitez non riesce ad impostare un’azione che sia una. Higuain (5) è un tuareg nel deserto e i palloni alti sono tutti preda di Mangala e Maicon, sicuramente poco affidabili coi piedi ma affidabili sui palloni alti. Defour scalda di nuovo i guantoni di Reina (7) con un bolide dalla distanza che cambia traiettoria e crea qualche grattacapo allo spagnolo. Al 20′ annullato un gol regolare al Porto; cross di un molto mobile Martinez dalla sinistra per l’inserimento con il contagiri di Carlos Eduardo che di testa infila Reina. Nonostante fosse in linea, la rete viene annullata inspiegabilmente per quello che deve essere considerato un grave errore. Passata la tempesta iniziale il match torna in equilibrio anche se di occasioni non rilevanti non ce ne sono. Unico squillo del Napoli viene da una discesa di Reveillere (5) che mette al centro per Higuain il quale non trova l’impatto con la sfera. Uno 0-0 che va stretto al Porto soprattutto considerando i primi minuti. La difesa balla parecchio soprattutto se affrontata in velocità. Dalla “cintola” in poi la squadra però crea parecchi problemi al Napoli. Quaresma da una parte e Varela dall’altra mettono in mezzo palloni invitanti. Il cetrocampo è dominio portoghese grazie ad un super Fernando. A centrocampo come già anticipato giganteggia. Sradica palloni su palloni e fa ripartire la sua squadra con estrema naturalezza. Si capisce il motivo per cui molte squadre, fra cui alcune italiane, lo seguano con attenzione. Da vedere e rivedere un tackle su Hamsik. L’avvio è da dimenticare con un paio di interventi insicuri. Non proprio un baluardo difensivo e se consideriamo che anche il suo collega ha caratteristiche simili alle sue (robusto ma non veloce) il Porto potrebbe rischiare se preso in rapidità. Non un bel primo tempo quello messo in mostra dalla squadra di Benitez. Per pura fortuna, e per un abbagglio del guardalinee, la squadra non si trova sotto ma il rischio di finire il primo tempo 1-0 per il Porto era concreto. Non una palla gol creata e questo deve far riflettere. Una parata decisiva su un tiro ravvicinato di Martinez che vale come un gol. Riflesso straordinario per lo spagnolo che tiene a galla i suoi in una partita difficile. Fra i tanti insufficienti scegliamo lui. Il motivo? Ci si aspettava qualcosa di più da un giocatore che ha dimostrato di avere dei numeri importanti. Mai in partita; lascia qualche traccia nel finale ma non baasta. Pesa come un macigno il gol annullato ingiustamente al Porto; la colpa è da suddividere con l’assistente. Non una gestione salda; mancano almeno due cartellini, uno per parte.

Non prende gol e di solito quando succede così ci si aspetta che il portiere abbia fatto il suo lavoro. Questa sera l’estremo difensore del Porto deve ringraziare la fortuna sul tiro di Higuain. Bravo su Albiol è invece troppo allegro sulle altre iniziative partenopee.

Meglio in fase difensiva che non in quella offensiva. In avanti si vede pochissime volte; si fa apprezzare con ottime chiusure soprattutto nel finale.

Dal punto di vista fisico non c’è niente da dire, è robusto e tiene qualsiasi avversario. Ok sui palloni alti. Quando viene preso in velocità soffre; il fatto è che il Napoli ha giocato così poche volte stasera. Mostra dei limiti.

Pezzo pregiato della difesa del Porto. Disputa un buon match e si dimostra serio e affidabile in confronto a dei compagni che non sono proprio la reincarnazione della sicurezza.

Simile ad Alex Sandro solo che è più in difficoltà; nel finale subisce un cartellino giallo che lo terrà fuori nel match di ritorno.

Perde un solo pallone che per poco non regala al Napoli un velenoso contropiede. Per il resto gara da applausi per un elemento capace di sradicare palloni e far ripartire i suoi. Sfiora il gol con un tiro deviato da Reina in corner.

Quantità e qualità a servizio del Porto. Il giovane ha buone doti e questa sera non spenge mai il suo motorino. Si fa apprezzare con qualche conclusione ().

Inizia bene poi si spenge. Nel primo tempo la sua gamba è molto mobile e gli scambi rapidi sulla destra creano qualche problema al Napoli. Segna un gol regolare annullato. Nella ripresa non si nota quasi mai.

( Buonissimo il suo ingresso in campo e il voto potrebbe essere più alto; a pesare è il gol sbagliato a porta vuota. L’ex Pescara non riesce a deviare in porta e manda il pallone sul palo. Regala vivacità all’attacco).

Rinato rispetto agli anni passati all’Inter. In molti lo davano per finito ma il portoghese sta lentamente tornando ai livelli di un tempo. Crea molto e distribuisce palloni invitanti ai suoi compagni.

Solito cecchino infallibile. Sigla il gol vittoria con una bella conclusione ed è sempre nel vivo della manovra con movimenti da punta vera. Forse non vare tutti i soldi chiesti dal Porto ma sicuramente è un grande attaccante. Quando non è in area si defila per mettere in mezzo traversoni interessanti.

Il minimo indispensabile. Meglio nella prima parte rispetto alla seconda. Viene poi sostituito prima della fine

( Gioca gli ultimi minuti mettendo energie fresche a disposizione della squadra. Vicino al gol).

Bel Porto quello visto questa sera. Annulla il deficit in difesa proponendo una squadra aggressiva da centrocampo in poi. I suoi corrono e creano buone occasioni anche se in difesa i portoghesi soffrono troppo.

Decisivo ai fini della qualificazione. Salva nel primo tempo su Jackson Martinez con una parata da cineteca. Si ripete nella ripresa con un volo su Fernando. Non può nulla sul gol. Se la squadra resta a galla gran parte del  merito è suo.

Nel primo tempo non si nota mai in attacco e supera pochissime volte la metà campo. Più sciolto nella ripresa anche se il Napoli quest’anno non ha mai avuto un terzino destro all’altezza della situazione.

Partita dura quella dello spagnolo che deve occuparsi di Martinez. Il colombiano è un osso duro e gli sfugge in occasione del gol annullato e quando il Porto segna non è impeccabile. Sfiora il gol nel finale.

Si completa bene con il compagno e disputa una gara leggermente migliore dell’ex Real Madrid. Non commette errori rilevanti e si difende con disinvoltura.

Delusione per questo terzino. Non una bella partita la sua; attacca con il freno a mano tirato e dietro soffre gli attacchi del Porto.

Soffre una fatica tremenda a centrocampo. Il suo compito non è quello di impostare ma vista la serata gli tocca anche questo ingrato compito. Perde troppi palloni e non è un fulmine di guerra. Ammonito.

Paradossalmente non viene ammonito; commette una quantità industriale di falli. Rallenta la manovra e non è leggero quando ha palla al piede. Decisamente non una bella prestazione per lui.

Dov’è finito il ragazzino di giovani speranze che avrebbe dovuto partecipare al mondiale brasiliano? Quello di stasera continua ad essere un sosia. Mai nel vivo dell’azione. Ci si aspetta di più da uno come lui.

Ennesima bocciatura pesanete per il capitano della squadra. Questa sera non si accende mai se non per una verticalizzazione per Callejon. Pochissimo per i suoi standard. Va molle su ogni contrasto e nella ripresa alza bandiera bianca

( Meglio di Hamsik anche se viene ingabbiato bene dalla retroguardia portoghese).

Nei primi 45′ è uno dei pochi a correre per tutto il campo. Nella ripresa si accende regalando un assist a Higuain poi sbaglia un facile tap in a porta sguarnita. Luci e ombre per lo spagnolo

( Troppo lento anche se regala un paio di buoni assist).

El Pipita lotta come un leone ma di palloni ne arrivano davvero pochi. Quando avrebbe il pallone del vantaggio Helton si salva per miracolo in corner (82’ZAPATA 5 In poco tempo ha due occasioni e le fallisce entrambi; clamorosa la seconda).

L’esperto mister del Napoli deve preparare meglio la sfida del ritorno quando il Napoli dovrà segnare per ribaltare il risultato. La sua squadra crea molto ma gioca peggio del Porto. Da ricostruire i ponti fra i reparti.

(Federico Giuliani)



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori