Pagelle/ Napoli-Porto (2-2): i voti della partita (Europa League ritorno ottavi)

- La Redazione

Le pagelle di Napoli-Porto, sfida di ritorno degli ottavi di finale dell’Europa League 2013-2014: i voti della partita giocata allo stadio San Paolo tra partenopei e Dragoes

insigne_laser
(Infophoto)

Il Napoli si arrende al Porto: finisce 2-2 ma alla fine in virtù dell’1-0 dell’andata pasano i prtoghesi. Fra i locali prova collettiva piuttosto deludente dopo un buon inizio. Si salvano in pochi fra cui Mertens, Pandev (per il gol) e i neo entrati Zapata, Callejon e Hamsik. Nel Porto la situazione è la seguente: Fabiano decisivo, imbarazzante la difesa, con Ricardo in pole position. Il centrocampo migliora con gli innesti di Josuè e Ghilas. Jackson Martinez mai pericoloso: sorprende in positivo Quaresma che si prende la scena conun gol fantastico dopo una partita fino a quel moemento anonima. Nulla di particolare da segnalare in una gara di facile gestione. Unica pecca, manca un cartellino giallo a Mertens nel primo tempo: corrette le altre segnalazioni.

Negli ultimi anni mai come in questa stagione l’Europa League aveva parlato italiano. Con le nostre squadre ormai fuori dai palcoscenici della Champions, e un calcio italiano tutto da rifare in confronto a quello degli altri paesi, non resta che aggrapparsi all’ex Coppa Uefa. Il Napoli ha incontrato nel sorteggio il Porto e all’andata, dopo troppe palle gol sprecate, arrivò la beffa firmata Jackson Martinez. Ribaltare si può e magari i partenopei saranno aiutati dal San Paolo, in questo ritorno una vera e propria bolgia. Complice la scelta della società di proporre prezzi popolari per i biglietti, lo stadio si è riempito in ogni ordine di posto creando una bella atmosfera per Higuain e compagni. Benitez propone l’undici migliore che ha a disposizione per sottolineare ancora una volta quanto lo spagnolo tenga alla competizione da molti colleghi snobbata miseramente. Tra i pali ci sarà come al solito il sorprendente Reina (6) che più volte ha salvato la pelle al Napoli con le sue straordinarie parate. Difesa a quattro con Henrique (6.5), e non Reveillere a sostituire l’indisponibile Maggio, Fernandez (6), Albiol (6.5) e Ghoulam (6). La cerniera di centrocampo è invece formata dalla coppia tutto muscoli Inler (6)- Behrami (6). Davanti spazio al poker delle meraviglie con due sorprese dell’ultim’ora: fuori Callejon ed Hamsik, dentro Mertens (6.5) e Pandev (6.5) che con Insigne (6) dovranno supportare Higuain (6.5), unico terminale offensivo. Parte dalla panchina quindi lo spagnolo e lo slovacco, pronti a subentrare in caso di necessità. Risponde dall’altra parte il Porto con il 4-3-3; non c’è Helton in porta rimpiazzato da Fabiano (6.5). Altro indisponibile è il terzino Alex Sandro, squalificato, che trova al suo posto Reyes (5). Danilo (5), Ricardo (4.5) e Mangala (5) sono gli altri difensori schierati da Castro. A centrocampo troviamo la “piovra” Fernando (5) con Defour (5) e Carlos Eduardo (4.5) ai suoi fianchi. In attacco giocano Quaresma (5), Jakcson Martinez (5.5) e Varela (6.5). Le tre assenze nella difesa del Porto si fanno sentire visto che ogni lancio in verticale del Napoli manda in crisi la coppia centrale biancoblu. Al 2′ Insigne riesce a liberare Mertens a centro area che viene disturbato al momento della conclusione; pallone sul fondo da posizione invitante. Poco dopo ci prova un frizzante Insigne con un tiro dei suoi: controllo e conclusione ad impensierire Fabiano che si salva in due tempi. Passa una decina di minuti e al 14′ il Napolo costruisce una nitidissima palla gol. Lancio dalle retrovie per Mertens che sponda di testa per l’inserimento di Henrique il quale prova la botta al volo. Risultato: palo sfiorato a portiere battuto. Se non è un assedio poco ci manca visto che del Porto non ci sono tracce se non per qualche sfondone in difesa. Ecco quindi che i padroni di casa trovano il vantaggio meritato con Pandev al 20′. Fa partire l’azione Higuain che mette Pandev in un tre contro due; il macedone serve El Pipita all’altezza del vertice sinistro dell’area avversaria che aspetta il movimento del compagno. I centrali sono statue di sale con Ricardo immobile a tenere in linea lo scatto di Pandev che servito dal compagno supera Fabiano con un tocco sotto morbido. Il Napoli non si accontenta e macina ancora gioco. Un calcio di punizione di Insigne al 31′ si trasforma in un assist per Mertens che cerca di beffare Fabiano che invece compie un grande intervento a salvare i suoi. Il Porto fa possesso palla ma questo è sterile e inutile; unica occasione creata un colpo di testa di Martinez terminata fuori in seguito ad un calcio d’angolo. Il Napolo sta giocando bene; manca soltanto il secondo gol per ribaltare il risultato dell’andata e i mezzi a quanto visto fino ad ora ci sono tutti. I ritmi sono alti e il merito è per lo più del Napoli. Ogni volta che gli uomini di Benitez attaccano, creano azioni da gol. Si è vista una rete ma sarebbero potute essere tranquillamente di più. Niente da dire alla squadra di Benitez. Serviva un gol per rimettere la qualificazione in parità ed è arrivato. Adesso c’è tutta la ripresa per segnare anche il secondo. Le possibilità ci sono. In modo inaspettato risulta il migliore dei suoi. Continuo dall’inizio alla fine dei 46′, attento in difesa sia contro Quaresma, cliente non facile, sia contro Varela. Si propone anche in fase offensiva con costanza e sfiora il gol. Non una bocciatura per lo svizzero che alla fine ha svolto il suo compitino. Visto però il film della partita potrebbe osare di più. Certo, non ci si aspetta che imposti il gioco ma che smuova il pallone a velocità maggiore quello sì. Vale il solito discorso fatto in ogni partita: benissimo dalla cintola in su, male in difesa. Questa sera che mancano metà titolari c’è da patire. Il centrocampo non fa filtro e le prestazioni dell’andata di alcuni giocatori sembrano lontani ricordi. Cerca sempre l’azione personale visto che nessuno riesce a proporsi. Nel finale tenta un’ambiziosa sforbiciata volante ma non riesce ad impattare il pallone da buona posizione. Da quella parte è in estrema difficoltà. Passa chiunque lo punti in più sui palloni verticali va sempre in panne. Non sale e tiene in gioco Pandev in occasione dell’1-0. Ottima prestazione anche per il direttore di gara. La partita non è cattiva e di azioni dubbie non ve ne sono. Giusto sorvolare sul rigore richiesto da Ghoulam all’inizio; rischia il giallo Mertens per un intervento col piede a martello. Nel complesso però ci siamo.

Non ha assolutamente colpe sui gol subiti. Il bello è che nell’arco della partita non ha dovuto compiere alcun intervento decisivo; eppure subisce due reti e la sua squadra viene eliminata dalla competizione.

Nel primo tempo era risultato uno dei migliori ma nella ripresa si smarrisce dopo il pareggio di Ghilas. Discese con il contagocce e azioni difensive più complicate del previsto.

Partita onesta la sua, sicurissima nella prima parte di gara, scricchiolante dopo. Contiene come può Martinez che in effetti non si renderà mai pericoloso.

La sua esperienza contro la gioventù dinamica di Martinez; alla fine il duello viene vinto dall’ex difensore del Real Madrid. Pericoloso sui calci piazzati quando spesso e volentieri sale in cerca di fortuna.

Una bella conclusione a inizio match aveva fatto sobbalzare il pubblico del San Paolo. Per il resto troppo confusionario; mai incisivo su quella corsia. Non chiude su Quaresma sull’1-2.

Finisce in calando. Sembrava una serata buona per lo svizzero con discrete geometrie per i compagni poi il black out. Sbaglia appoggi banali e in occasione del 2-1 del Porto fa la figura della bella statuina senza neppure intervenire su Quaresma.

Esattamente come il compagno di reparto; i due mediani del Napoli non stanno attraversando un ottimo momento. Sembrano sosia l’uno dell’altro e rallentano la manovra. Anche lui poteva fare di più in ococasione della seconda rete del Porto.

Il piccolo belga si danna l’anima, corre e cerca sempre di creare la superiorità numerica, cosa che non fa dall’altra parte Insigne. Cosa manca? L’ultimo passaggio o comunque la giocata decisiva. Apprezzabile una sponda per Henrique e qualche buon traversone. Deve imparare ad essere più concreto

( Regala il pallone per la rete finale di Zapata; grazie a lui almeno il Napoli resta imbattuto in una triste serata)

Sarebbe da 5.5 visto che in campo si vede soltanto in occasione del momentaneo vantaggio del Napoli. Bella l’azione e il suo movimento. Fa il minimo indispensabile. Sostituito quando finisce la benzina

( Segnali di risveglio per il capitano partenopeo. Innesca l’azione del pareggio finale con un lancio in verticale)

Vale il detto “tanto fumo poco arrosto”. Impensierisce Fabiano con almeno due tiri velenosi respinti con qualche difficoltà. È veloce ma solo poche volte usa quest’arma per creare la superiorità numerica.

Il Porto per lui è una squadra maledetta. Fra andata e ritorno non mette dentro delle occasioni macroscopiche che uno come lui dovrebbe insaccare ad occhi chiusi. Di positivo c’è l’assist per Pandev ma è troppo poco

( Entra quando il destino del Napoli è già scritto. Non si abbatte e lotta utilizzando il suo fisico. Timbra il 2-2 con un gol da vero attaccante).

La squadra appare motivata e ben disposta in campo ma la mossa di togliere Higuain al 77′ e di lasciare in panchina Callejon dall’inizio non sono molto producenti. Passi per Hamsik che non era in forma ma la velocità dello spagnolo sarebbe servita.

Salva la sua squadra con parate decisive. Non si sa se la sua sia stata bravura o semplice fortuna in ogni caso si rivela grande protagonista della serata.

Si salvi chi può: quando viene puntato va nel pallone come mezza difesa portoghese. Eppure non è neanche uno dei peggiori…

Lento ed impacciato si fa beffare dal movimento di Pandev in occasione del momentaneo vantaggio per il Napoli. Poi si riprende ma anche perhè gli avversari hanno tirato i remi in barca.

Del reparto arretrato è il migliore. Peccato per un inizio scellerato sennò poteva arrivare alla sufficienza. Usa il fisico quando non arriva con la velocità.

Dramma vero e proprio per almeno metà gara. Riesce a riprendersi ma la sua prestazione viene segnata da entrambi i gol: sul primo tiene in gioco Pandev (assieme ai compagni di difesa) sul secondo non chiude su Callejon.

Dopo un primo tempo in sordina la piovra sale in cattedra e offre l’assist per il pareggio di Ghilas. Prezsioso sia in fase difensiva che in quella offensiva. Più falloso del solito, viene anche ammonito.

Corre e si impegna ma alla fine sono più gli errori che non le cose buone. Meglio nel finale: un paio di tiri che non impensieriscono Reina e un palo.

Anonimo. Si fa vedere solo per un colpo di testa che per poco non supera Reina. Per il resto giustamente sostituito

( Il suo ingresso spacca la partita. Regala quella vivacità che mancava al Porto e guarda caso la rimonta inizia con lui in campo).

Inutile per più di un’ora poi estrae dal cilindro un coniglio che vale il 2-1 per il Porto. Slalom in mezzo a tre giocatori e brodata di rara bellezza nel sette. Esce fra gli applausi dei suoi tifosi ().

L’inizio era molto buono, sempre propositivo e bravo nel cercare l’azione personale. Nella ripresa cala e lascia il posto a forze fresche

( Il suo è un gol fondamentale e senza chissà che fine avrebbe fatto il Porto).

Bocciatura per il colombiano sogno di moltissime squadra fra cui lo stesso Napoli. Annientato dalla coppia Fernandez-Albiol, non si rende mai pericoloso.

Il suo Porto gioca un calcio avvincente e piacevole. Dopo un brutto inizio aggiusta tutto inserendo Ghilas e Josuè. Insiste con Quaresma, che lo ripaga con un gol, e azzecca ogni altra scelta.

(Federico Giuliani)



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori