CALCIO/ Lazio, Reja: Champions? Crediamoci fino in fondo

- La Redazione

Edy Reja invita la Lazio a credere fino in fondo nell’obiettivo Champions. La sconfitta di Udine ha complicato la corsa dei capitolini ma restano ancora due giornate e sei punti in palio.

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Edy Reja (Foto: ANSA)

Con la sconfitta di Udine la Lazio si è complicata la vita nella corsa al quarto posto. Edy Reja, ai microfoni di Lazio Style Radio, commenta così il ko del Friuli: “Abbiamo sbagliato l’approccio alla partita, ci sono stati troppi errori individuali, poi nel secondo tempo abbiamo reagito dopo il rigore, ma abbiamo avuto la solita sfortuna sotto porta. Però non è ancora detta l’ultima parola, dobbiamo crederci fino in fondo”. Il tecnico goriziano sprona i suoi a lottare fino alla fine: “Considerando anche il calendario che avrà da qui alla fine l’Udinese è dura, ma dobbiamo pensare solo a fare il massimo, cercando di ottenere questi 6 punti, poi alla fine tireremo le somme. La Juventus da qui alla fine farà certamente 9 punti, può arrivare a 65, noi dobbiamo battere Genoa e Lecce per avere una speranza per la Champions e la certezza dell’Europa League. Dobbiamo fare bene in queste due partite, ne vanno le sorti di tutto il campionato. Non possiamo buttare al vento opportunità ancora intatte, sarebbe un peccato mortale”.

Se non la Champions infatti, la Lazio vuole centrare almeno l’Europa League. Secondo Reja “quella di Napoli era una partita che non dovevamo perdere: vincendo ci saremmo avvantaggiati anche su di loro, poteva essere la partita della spinta decisiva, invece è stata la prima caduta, dopo la quale è seguita quella di Milano.

Avevamo il doppio vantaggio, di risultato e numerico, ma alla fine non siamo riusciti a portare a casa punti malgrado una buona prestazione”. Quello della Lazio sembra un limite psicologico più che tecnico: “Non è la prima volta ultimamente che ci troviamo a commentare con amarezza le partite. C’è delusione, dispiace per i tifosi – ha concluso il tecnico – è mancato sempre quel passo in più per fare il salto di qualità”.



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