SS LAZIO/ Tare: Klose? E’ stato facile portarlo qui

- La Redazione

Il ds rievoca l’arrivo a Roma del bomber, definito come un elemento fondamentale per la squadra, in grado di incidere in tutti i sensi nella vita dello spogliatoio biancoceleste.

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Miroslav Klose (Infophoto)

Insieme al ritrovato Hernanes, è la stella più luminosa della Lazio. Parliamo di Miroslav Klose, che in quest’avvio di stagione sta confermando le ottime cose fatte vedere lo scorso anno. Allora furono 15 i centri stagionali (in 35 presenze complessive), mentre quest’anno, se possibile, l’attaccante tedesco è partito ancora meglio, con 6 gol all’attivo in 9 gare. Oggi il direttore sportivo biancoceleste Igli Tare ha rievocato il periodo del suo arrivo, la scorsa estate, da svincolato di lusso che aveva appena salutato il Bayern Monaco. “Non è stato difficile portare Miro a Roma”, ha spiegato il dirigente ai microfoni del portale LazioNews.eu. Nella scelta del giocatore, secondo Tare, “ha contato tantissimo la sua volontà di accettare una sfida importante a livello tecnico”. In fondo, il tanto bistrattato campionato italiano e la stessa Lazio potevano offrirgli una vetrina importante, un palcoscenico su cui mettersi nuovamente alla prova. Altro discorso, invece, è quello economico, visto che, come ricordato dal ds, “quello che gli offrivano da altre parti non era paragonabile a quello che gli offrivamo noi”. Klose, però, ha avuto l’umiltà di riproporsi in un torneo tatticamente molto difficile, con difese chiuse e allenatori attenti innanzitutto alla fase di contenimento; e ha dimostrato di essere un ottimo attaccante che sa fare gol in ogni contesto e contro qualunque difesa. “Il fatto che lui si sia messo in discussione è un merito che bisogna riconoscergli”, ha aggiunto ancora Tare, che ha sottolineato come il tedesco incida in tutti i sensi sulla Lazio, per la determinazione che mette sia sul rettangolo di gioco che al di fuori di esso. Il 34enne bomber, che in Nazionale ha segnato la bellezza di 64 reti in 124 presenze ufficiali, non ha minimamente avvertito il passaggio dagli schemi di Reja a  quelli di Petkovic, tutt’altro: il modo di giocare del nuovo tecnico bosniaco sembrano averlo esaltato. Prima si tendeva a giocare un po’ troppo su difesa e contropiede, mentre adesso la squadra riesce a sviluppare un gioco più armonico, più elaborato, vuole sempre fare la partita e giocare in modo offensivo pur senza sbilanciarsi troppo. L’obiettivo di Petkovic è quello di far arrivare il più presto possibile, e con la maggiore coralità possibile, un gran numero di giocatori nella metà campo avversaria. Manna dal cielo, insomma, per un goleador come Klose, perfetto esemplare di killer d’area di rigore. Nessuno, però, pensi che il tedesco sia soltanto un cecchino buono a finalizzare e poco altro.

Klose infatti è un giocatore vero, completissimo, in grado di fare grandi cose anche lontano dalla porta avversaria, con sponde importanti e lavoro di sacrificio in copertura. I tifosi della Lazio lo sanno bene e non a caso lo venerano come loro idolo incontrastato. Riuscirà il bomber a portarli in Champions League? A Formello se lo augurano tutti.



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