PAGELLE/ Lazio-Genoa (0-1): i voti della partita (4^ giornata Serie A)

- La Redazione

Genoa corsaro all’Olimpico contro la Lazio. Il Grifone supera l’aquilotto dilaniandolo con un morso a tradimento a undici minuti dal termine. Le pagelle di Lazio-Genoa: i voti della partita

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Marco Borriello, attaccante del Genoa (Infophoto)

Genoa corsaro all’Olimpico contro la Lazio. Il Grifone supera l’aquilotto dilaniandolo con un morso a tradimento a undici minuti dal termine, firmato Marco Borriello. Successo non pulitissimo ma importante per il Genoa che raggiunge quota sei punti e mercoledì ospiterà il Parma. Pive nel sacco per una Lazio (9 punti) beffata nel punteggio ma superiore sul campo, nonostante l’iniziale turnover di Petkovic. La sconfitta non crepa le certezze di una squadra che si mostrata in forma anche stasera.
Intensa spesso e combattuta volentieri, ma mai noiosa: Lazio e Genoa giustificano l’onore del posticipo dando vita ad una partita veloce e con tante occasioni da gol, insaporita dal gol a sorpresa di Borriello. La Lazio ha meritato ma il Genoa ha vinto, il calcio è spesso anche questo. Due squadre ancora in costruzione che però sembrano aver imboccato la strada giusta
Petkovic ha escluso due titolarissimi “emezzo”, potremmo dire, come Klose, Mauri e Gonzalez, presentando una coppia d’attacco inedita (Kozak-Zarate) ancorchè ben assortita sulla carta. Se non che l’impressione è che alla Lazio sia mancato proprio qualcosa di Miro Klose, se non la sua presenza in toto: Kozak ha fatto del suo meglio ma non garantisce lo stesso fiuto del gol cosiddetto sporco, la zampata necessaria a forzare partite del genere. Positivi debutto di Ciani e dinamicità del centrocampo, spesso in grado di schiacciare il Genoa scollegandolo dai suoi attaccanti. Ma la Lazio di stasera è squadra da preliminari: una marea di tiri da fuori e manovre accerchianti senza l’amplesso liberatorio. In questo senso anche la sagacia di Mauri in fase di rifinitura è mancata non poco.
Strano come le cose cambino in base al risultato: il pulcino bagnato della prima ora e venti è diventato Grifone cinico e compatto dopo il gol decisivo. Si potrà dire che stasera è tornato ciò la Juve aveva tolto una settimana fa: l’impressione è che il Genoa non sia ancora pronto per mostrarsi sfacciato (tridente mascherato nel primo tempo, vero nella ripresa) in trasferte del genere. Ecco perchè i tre punti di stasera sono ancora più pesanti e piacevoli, perchè sbocciati nel concime di una partita sofferta. La difesa non ha subito gol e questa è una notizia, l’attacco si conferma ben costruito anche se la collaborazione Borriello-Immobile andrà studiata. Considerando le assenze (Rossi, Vargas), De Canio ha margini per migliorare.
Se la partita esce rapida e divertente è anche merito suo: non bada ai capricci e dirige anche senza cartellini (solo due, uno per proteste), favorendo il flusso di gioco.
Gran parata su Granqvist, infilzato da Borriello: senza colpe.
Spinta costante anche se un pò troppo “pettinata” nel primo tempo, più amministrativo nel secondo ma non rischia mai dal 23’st MAURI 6 Entra ed arma subito Klose, sfiora il tap-in vincente poi sbatte anche lui contro il muro genoano: sarebbe servito prima.
Si blocca ed abbandona Borriello al suo destino: quello del gol. Pur giustificata dal dolore, ma è disattenzione fatale.
Primi passi e primi applausi sul prato di casa: laddove mette il corpaccione si fermano gli attacchi del Genoa.
Perde Sampirisi e gli va bene (37′), spinge con costanza ed alterna efficacia.
Nel ruolo di ala destra sposta una notevole mole di gioco schiacciando Moretti. Arriva al tiro con facilità e da posizioni diverse: se ne contano cinque, tutti insidiosi dal 31’st KLOSE 5,5 Mostra subito la differenza, ma fallisce l’occasione costruita col primo scatto: col senno di poi la si rimpiange.
Godendo di molta libertà può impostare con calma e scioltezza di gamba: sospinge gli attacchi, smista con intelligenza.

Spaventa Frey (12′) e pizzica la traversa (47′), ma a cinquanta minuti extralusso segue un finale appannato: negli ultimi minuti manca anche il suo apporto.
Vicino al gol con un bel destro (71′), ma globalmente si vede poco, anche perchè la Lazio pende sul lato di Candreva. Pochi cross utili.
Manca di cattiveria in zona gol: quando riesce a controllare calcia debolmente.
Volenteroso, disciplinato (forse anche troppo) tatticamente ed è già tanto, ma in area non punge ed anzi alza un destro ravvicinato nel primo tempo dal 23’st GONZALEZ 6Tra fascia e centrodestra entra in diverse azioni provando qualche cross.

All.PETKOVIC 6 Giusto ruotare i giocatori in vista di mercoledì, ma forse tarda troppo i cambi.
FREY 7 Tre-quattro interventi non prodigiosi ma decisivi.
Sfiora il gol, mostra coraggio e tutto sommato non patisce più di tanto Lulic.
Concede e Kozak e Klose un’occasione a testa, il resto sono tante chiusure puntuali.
Pane per i denti di Kozak, si erge a baluardo svettando spesso di testa, la stessa con cui sfiora il gol nella ripresa.
Sempre concentrato, fa valere l’esperienza in più di una chiusura ma diventa matto a seguire Candreva, che gli scappa a destra e a manca.
Dinamico ma ancora poco inserito nel corpo di squadra, gravita spesso senza precisa collocazione: non a caso la Lazio passa spesso a centrocampo dal 13’st ANTONELLI 7 Tacco volante strepitoso per lanciare Borriello: ingresso importante anche per rialzare la squadra.
Tre-quattro rullate delle sue, in generale movimenti non banali e contenimento prezioso. Mette la testa nell’azione del gol.

Utile nei fraseggi fraseggi distensivi, con quel passo un pò alla Veloso, anche se spesso si schiaccia troppo indietro.
Non trova spazi in cui sguazzare, nè le rifiniture giuste, il cambio all’intervallo ci sta dal 1’st JANKOVIC 6 Utile più tatticamente che tecnicamente, si allarga a destra componendo un tridente puro ma aiuta spesso i centrocampisti dietro di lui.
Sfiora il gol di testa, poi in mischia, infine lo trova con un gran sinistro al culmine di una prova di sacrificio. In questo ambiente può tornare da Nazionale.
Un bel cross per Borriello, che poi fatica a ritrovare nel prosieguo. Spostato esterno nel 4-3-3 della ripresa offre buoni movimenti di ripiego ma conclusioni zero dal 27’st SEYMOUR 6 Con lui il centrocampo guadagna un pò di spessore, il tanto che basta a resistere nel finale.

All.DE CANIO 6,5 Prova Anselmo e Tozser, insiste con Sampirisi, cala il tridente nella ripresa: non si può dire che gli manchi coraggio, e infatti viene premaito.

 

(Carlo Necchi)

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