PAGELLE/ Lazio-Catania (2-1): i voti e il tabellino della partita (Serie A, 30esima giornata)

Le pagelle e il tabellino di Lazio-Catania: i biancocelesti ottengono una vittoria importante nella corsa al terzo posto, il Catania che era passato in vantaggio sciupa un’altra occasione.

30.03.2013 - La Redazione
candreva_wendt
Antonio Candreva, autore del gol decisivo (Infophoto)

La Lazio batte il Catania 2-1 e torna a vedere il terzo posto alla portata. E’ bastato osservare la reazione di Vladimir Petkovic sul rigore di Candreva per capire quanto questi tre punti significhino per i biancocelesti, che venivano da un momento difficile e avevano bisogno di rilanciarsi. Per il Catania una sconfitta che poteva essere messa in preventivo ma che deve aprire delle riflessioni per come è maturata e per l’occasione sprecata, viste le sconfitte in sincrono di Inter, Fiorentina e Roma.

Tra due squadre che sanno giocare a calcio non poteva che venir fuori una gara bella, sempre con ritmi buoni e con capovolgimenti di fronte; la posta in palio non ha bloccato i giocatori in campo che hanno sempre cercato la vittoria e non si sono mai risparmiati, dando vita a un bello spettacolo.

Premiamo la reazione: due gol nel giro di due minuti a ribaltare una partita che si stava facendo molto complicata. In più l’emergenza c’era, ma Petkovic è stato bravo a infondere fiducia e cattiveria agonistica nei suoi che, come ha detto lui a fine partita, hanno sempre cercato e voluto questa vittoria.

A conti fatti è una grande occasione persa, che mostra ancora una volta come il Catania stia studiando per diventare grande ma debba ancora maturare. Dopo la rimonta subita contro l’Inter ne è arrivata subito un’altra, e a conti fatti gli etnei potevano tranquillamente avere sei punti in più ed essere quarti in classifica. Anche così, resta comunque un gran campionato.

Beffato dalla carambola Radu-Izco, controlla per il resto della partita senza soffrire.

Sbaglia tanto, ma va giustificato: era fuori ruolo, ha fatto quello che ha potuto con buona abnegazione.

Qualche timida incertezza, ma anche tanto lavoro sporco a dare una mano ai compagni in difficoltà.

In mezzo a una prestazione solida e senza sbavature si perde Izco che tutto solo taglia in area e segna.

E’ in ritardo nella chiusura sul gol di Izco, si riscatta subito quando trova l’assist che costringe Legrottaglie all’autorete.

Ormai ha in mano la squadra: e dire che gli davano del romanista. A tutto campo, non molla mai e realizza alla grande il rigore decisivo.

Il ragazzino studia da grande: imposta e crea, e non disdegna la fase difensiva. Sostituito non certo per demeriti.

( Peccato per i continui problemi fisici: sarebbe stato utilissimo in altri frangenti. E’ lui che si procura il rigore con un bell’inserimento)

Prende in mano la squadra e la conduce alla rimonta non perdendo mai la calma.

Non è la prima volta che arriva la primavera e il Profeta si spegne; gara sotto il par, il più in difficoltà dei suoi.

(un quarto d’ora per far capire che con lui in attacco la Lazio ha tutta un’altra pericolosità, anche se non tocca palla)

Fa il suo, ma non ha la spinta dei giorni migliori.

Non ha tutte le colpe del flop, forse non era ancora pronto per giocare dal primo minuto. Sbaglia da due centimetri ad Andujar battuto, per sua fortuna l’errore non incide.

L’autogol di Legrottaglie è per metà suo, perchè il movimento trae in inganno il difensore. Sarà titolare contro il Fenerbahce, ci mettiamo la mano sul fuoco)

Nel primo tempo para tutto, anche nella ripresa si fa valere. Lo tradisce solo il suo compagno di squadra.

Anche con Lulic non al meglio lui riesce ad andare in difficoltà. Troppo lento.

Tra lui e Legrottaglie, un pianto. Causa il rigore con un intervento in ritardo, goffo e scomposto.

D’accordo che è in anticipo su Kozak, ma infila il suo portiere senza giustificazioni. E poi, sempre in ritardo su Kozak e Klose.

Non spinge mai, ha davanti Candreva che lo trita senza pietà.

E’ un gollonzo il suo, ma l’inserimento è giusto e beffa il suo avversario. Poi, lavoro oscuro pur senza strafare, ma cala alla distanza.

E’ un teorema: quando cala lui cala la squadra. Confermato anche oggi, gioca non benissimo.

E’ lui ad avviare l’azione del gol, cerca di lottare come può su ogni pallone, non sempre è lucido. ()

Anonimo, non lo si vede mai e nel finale accende anche una rissa rifiutandosi di restituire palla alla Lazio.

El Toro ha decisamente vissuto giornate migliori: troppo isolato, non la vede quasi mai.

Dei tre davanti è l’unico che crea gioco e prova ad allungare la squadra, spesso riuscendoci; ma non trova collaborazione. ()

 

Marcatori: 5′ st Izco (C), 34′ st aut. Legrottaglie (C), 36′ st rig. Candreva (L)

Marchetti; Gonzalez, Cana, Biava, Radu; Ledesma; Candreva, Onazi (18′ st Ederson), Hernanes (30′ st Klose), Lulic; Saha (18′ st Kozak). A disp.: Bizzarri, Strakosha, Crecco, Pereirinha, Mauri, Stankevicius, Antic, Rozzi. All.: Petkovic

Andujar; Alvarez, Legrottaglie, Bellusci, Marchese; Izco, Lodi, Biagianti (41′ st Doukara); Barrientos, Bergessio, Gomez (33′ st Castro). A disp.: Frison, Terracciano, Rolin, Ricchiuti, Salifu, Cani, Keko, Petkovic. All.: Maran

Arbitro: Massa

Ammoniti: Ledesma (L), Marchese (C)

Espulsi:

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori