CALCIO IN TV/ La rivoluzione tra DAZN, Sky, Mediaset e il “mercato” dei cronisti

- Gianni Foresti

L’estate sta finendo e il calcio torna in tv. Quest’anno ci sono cambiamenti importanti e si è acceso anche il mercato dei telecronisti

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Foto di Taken da Pixabay

L’estate sta finendo e il campionato di calcio italiano riparte con il mercato dei telecronisti e con la copertina del rinato Postalmarket con Diletta Leotta. Per noi non più giovani negli anni 70 era un catalogo cult che attizzava istinti pruriginosi. Ma dei telecronisti parleremo dopo. I campioni in carica non hanno più Lukaku e Hakimi, hanno però un nuovo allenatore e una nuova divisa inguardabile a squame di serpente, Allegri è tornato all’ovile juventino, Sarri si è piazzato alla Lazio, Spalletti con De Laurentis (l’idillio durerà sino a Natale?), Mou è alla Roma (auguri), Conte, Gattuso e Pirlo sono ancora a piedi. Ma quest’anno sarà dura per l’Inter riconfermarsi campione.

In Spagna, Inghilterra e Francia hanno già ripreso da una settimana. Il Paris Saint-Germain ha portato nella capitale Messi, Donnarumma, Wijnaldum, Sergio Ramos e il suddetto terzino dell’Inter. Il PSG vorrà vincere a tutti i costi la Champions League, ma il calcio non è un’equazione matematica. Il Chelsea ha speso 115 milioni per Romelu e ha venduto Tammy Abraham per 40 pali alla Roma. Il Manchester City ha sborsato la cifra record e folle di 118 milioni (record assoluto per il campionato inglese) per l’ala sinistra Jack Peter Grealish (253 presenze da professionista con soli 37 gol). Real Madrid e Barcellona sono in precarie situazioni finanziarie e se ne stanno per ora quiete, i blancos hanno smentito di volere Mbappè e Cristiano Ronaldo.

Da interista, spero che il fenomeno numero 7 resti alla Juventus cosicché in campo giocheranno per lui e non per la squadra.

È vero che gli acquisti del PSG sono quasi tutti a parametro zero, ma la follia sono i compensi ai giocatori e ai loro agenti. Di fatto la Super Lega non esiste più, ma i tre club dei paperoni in questione l’hanno attuata con il mercato. Alla faccia del fair play finanziario di Uefa e Fifa, ma gli schei muovono il mondo e i prossimi mondiali sono in Qatar dove c’è la cassaforte del padre-padrone della squadra francese.

Messi dopo 21 anni al Barca è andato al PSG per un pugno di dollari, piangendo il giorno dell’addio e ridendo alla presentazione a Parigi. Ma Messi non ha avuto la stessa classe di don Andres Iniesta. 

Il 9 agosto sul giornalone La Repubblica c’erano in una pagina un articolo sulle lacrime di Enzo Bianchi (fondatore della Comunità di Bose) e nell’altra foto di Messi frignante con relativo articolo. Sembra uno scherzo del destino, ma Bianchi non si riferiva a Messi, ma a un incontro accadutogli in quei giorni. Scriveva: Pochi lo sanno, ma nella plurisecolare sapienza della tradizione cristiana c’è una preghiera per ottenere il dono delle lacrime, perché chi vive una vita interiore intensa sa che le lacrime sono presenti là dove c’è un cuore vulnerabile, sensibile, pieno di compassione, mentre sono assenti in chi è orgoglioso, superbo, malato di philautìa, cioè amore di sé. 

Forse questo articolo sarebbe da tradurre per l’argentino.

Passiamo ora alla televisione. In Italia per i diritti tv c’è stata una rivoluzione. Ecco in breve dove noi, calciofili da divano, potremmo guardare lo sport più bello del mondo.

Campionato italiano. Lo vedremo su DAZN, 7 partite e 3 in co-esclusiva con Sky.

Coppa Italia. Abbiamo già incominciato a vedere le prime partite e vedremo il resto sulle reti Mediaset (Italia 1 e Canale 20).

Europa League. Sky su satellite, digitale terrestre e Now, ma anche su DAZN

Uefa Conference League. Sky su satellite, digitale terrestre e Now, ma anche su DAZN

Champions League. Qui la matassa si fa complessa: Sky ha i diritti di 121 partite a stagione (satellite, digitale e streaming con Now); Amazon Prime Video ha 16 gare in streaming (le migliori partite del mercoledì sera); Mediaset manderà in onda in chiaro 16 gare del martedì sera, più la finale; Mediaset Play Infinity ha 104 gare in diretta streaming a pagamento. In sostanza, per vedere tutta la Champions League ci si potrà abbonare a una tra Sky, Mediaset Play Infinity con l’aggiunta dell’abbonamento ad Amazon Prime Video.

Non scendo nei dettagli dei costi (un guazzabuglio di offerte) e del salto tra i vari canali tv e streaming, ma per i pigri la cosa più semplice è lo scatolotto di TIM Vision che raccoglie tutti. Non è a buon mercato ma è una rottura di balls in meno.

In tutto questo la Rai ha lasciato andare la Coppa Italia e Mediaset finalmente ha capito che in Italia il calcio è come il pane. Aveva chiuso la sua redazione sportiva dopo il fallimento di Premium Sport e intelligentemente ora ha acquistato i diritti della coppa nazionale, partite della Champions League del martedì e tutto il resto per lo streaming.

Il web ha aperto nuove strade alla Lega Calcio per recuperare dinero per le squadre. Restano, come dicevo, scandalosi gli stipendi dei calciatori con i vari bonus ai loro agenti.

Ma anche per i telecronisti c’è stato movimento. Finalmente è ritornato in campo Sandro Piccinini, lo sciabolatore, dopo tre anni sabbatici. Era e resta il migliore. È approdato ad Amazon con Ambrosini e Balzaretti (lavoreranno anche per DAZN), Seedorf, Marchisio, Zola, Julio César, Luca Toni e Federico. Ex calciatori, campioni nel proprio ruolo.

A DAZN il capo cordata resta Pierluigi Pardo (sembra con strascichi legali con Mediaset) con i bravi Stefano Borghi e Ricky Buscaglia e altri, con l’affiancamento tecnico di Barzagli, Montolivo, Pazzini, Matri, Guidolin, Cravero, Marcolin. È arrivata anche Giorgia Rossi da Mediaset per la conduzione, mentre la regina resta Diletta Leotta che tra copertine, social, compleanno, Can Yaman e riprese del cinepanettone di Natale ha capito come rendersi visibile e giustamente monetizzare. A Mediaset è arrivato dopo 17 anni di Sky Riccardo Trevisani e ci sarà il (per me) bravissimo Callegari non più a DAZN. A Sky resterà il pavone Caressa con il mite Bergomi. Restano sul mercato per ora due opinionisti di classe come Aldone Serena e Daniele Adani. Domanda: come mai?

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