CAMBIO TUTTO!/ La commedia a cui manca un orizzonte

- Gianni Foresti

Il film di Guido Chiesa è una commedia che ha buoni spunti ma a cui sembra mancare l’orizzonte del percorso della vita

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Una scena del film

Solo il titolo ci fa pensare ad altri lidi, ad altre scelte, Cambio tutto! film del 2020 diretto dal bravo Guido Chiesa, già regista di Io sono con te, sulla figura di Maria madre di Gesù, recensito per voi nel 2017. Il film è il remake di Sin filtro, pellicola cilena del 2016, è in streaming sulla piattaforma di Amazon. La protagonista è Valentina Lodovini, nelle vesti di Giulia. Ha compiuto quarant’anni, è la responsabile marketing di un’azienda dolciaria, ma tutto la sovrasta. Il suo compagno (Dino Abbrescia) vive alle sue spalle cercando di sfornare il quadro della vita. C’è il figlio di lui che, studente e alla soglia della maggiore età, spaccia erba. Giulia ha una sorella che cambia uomini come i calzini, animalista convinta, che la obbliga alla festa del compleanno del gatto. La sua miglior amica, concentrata sempre su se stessa, vive sui social. Nella stessa azienda lavora il suo ex, che a breve si sposerà con un’altra collega, ma che continua a tampinarla, mentre il vicino di casa che ha sopra la testa organizza feste a raffica per tutta la notte (parodia anticipata della milanese Terrazza Sentimento).

Subisce tutto senza protestare, ma il fuoco cova sotto la cenere. Il padrone dell’azienda le mette sopra una sbarbata di 20 anni, un’influencer, per ringiovanire l’immagine dei prodotti. E qui le scoppia il tappo. Casualmente aveva visto in tv e poi su un volantino la pubblicità di un counselor olistico (?), un calmo e pacato Neri Marcorè stile santone indiano con tanto di ufficio bianco, segretaria, ambiente relax, 200 euro a botta, che in sintesi le propone un’ampollina con gocce da bere alla bisogna. Valentina esagera e si beve tutto in un fiato e diventa Giulia boom boom.

Butta fuori il compagno di casa dopo l’ennesima prova di fancazzismo, litiga con la sorella, distrugge l’amplificazione e la moto del vicino di casa, dà un due di picche all’ex perché capisce che la minestra riscaldata non è buona e dulcis in fundo, davanti al consiglio d’amministrazione dell’azienda, rende ridicola l’influencer sbarbata.

Giulia è passata dall’accettare in modo passivo e rassegnato la vita a reagire continuamente senza contenersi. Ne ha coscienza e il guru vede questo come passaggio per incanalare in maniera giusta e non esagerata la propria esistenza.

Partiamo dal fatto che queste situazioni più o meno accadono a tutti, qui sono concentrate in un mix che diventa sicuramente insopportabile a lungo andare. Essendo un film è giusto che vengano esasperate per darci poi l’effetto sorpresa di ciò che poi accade, teniamo conto che fa parte della commedia stare sopra le righe e questo ci è esposto in maniera umoristica. Alcuni hanno tirato in ballo la condizione femminile, stupidate della critica giornalistica ormai riversata sempre dalla parte del Mee Too.

Diceva un amico: La vita è faticosa, le rotture di balle non le avremo più quando saremo sottoterra.

Perciò dobbiamo affrontare quello che ci è dato, che spesso siamo noi a cercarlo. Giulia arriva a un punto in cui come l’Etna esplode con tanto di lava e lapilli che si ripercuote sulle persone con cui vive. È in ballo la sua vita, trova appiglio nelle gocce del terapeuta che sono solo stimolo a guardarsi dentro. Non basta però un counselor olistico che è dichiaratamente una provocazione a lavorare su se stessi ed è questo che lascia alla fine del film un po’ interdetti.

Giulia ha capito che non poteva andare avanti così, che doveva riprendere le redini della sua vita, ma che non era certo con le sue esplosioni a risolvere le situazioni. È naturale che desideriamo che le cose s’incanalino come noi vogliamo, noi pretendiamo di essere gli artefici della nostra vita. Ma da soli non ce la si fa, i nostri sforzi di volontà a lungo andare decadono.

Cambio tutto! diventa un mollo tutto, un film con buoni spunti ma a cui manca l’orizzonte del percorso della vita.

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