Camera: no a risarcimento danni dalla Cina per covid/ Bocciata la mozione della Lega

- Davide Giancristofaro Alberti

La Camera ha bocciato la mozione della Lega contro la Cina, approvando invece un’indegnazione internazionale in sede Onu

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L'Aula di Montecitorio (LaPresse)

L’Italia non è chiederà i danni alla Cina a seguito dell’epidemia di coronavirus, ma verrà comunque appoggiata un’indagine internazionale per fare luce sulla vicenda. E’ questo quanto stabilito quest’oggi dalla Camera dei Deputati, che ha respinto la mozione presentata dalle opposizioni, a cominciare dalla Lega, che invece chiedeva i danni a Pechino. Nel contempo ne è stata approvata un’altra che invece dà appunto il via libera ad una indagine, anche se con i voti contrari della Lega, e l’astensione degli altri due partiti leader dell’opposizione, leggasi Forza Italia e Fratelli d’Italia. Questa mozione, nello specifico, impegna il governo «a collaborare con l’Organizzazione mondiale della Sanità ai fini dell’accertamento indipendente istituito il 18 maggio 2020 per fare luce sulla gestione del Coronavirus da parte della comunità internazionale». La mozione approvata verte anche su altri tempi molto importanti, impegnando l’esecutivo «ad esplorare tutte le iniziative diplomatiche a sostegno di una proposta italiana in sede Onu per il lancio di una grande alleanza internazionale per il vaccino e per lo sviluppo di strumenti diagnostici e trattamenti terapeutici contro il Coronavirus».

COVID, MOZIONE LEGA BOCCIATA: ECCO COSA CHIEDEVANO SALVINI E MELONI

Secondo il partito di Salvini e quello della Meloni, i cinesi sarebbero responsabili diretti della diffusione della pandemia, una posizione sostenuta da numerosi altri attori stranieri, a cominciare ad esempio dagli Stati Uniti, con Trump e il Segretario di Stato Pompeo che hanno rivolto più volte accuse verso la Cina negli ultimi mesi. Nel dettaglio la mozione leghista che è stata bocciata, chiedeva al governo di «attivare nei confronti della Repubblica popolare cinese le procedure contenziose previste dall’articolo 36, comma 2, lettere c) e d), dello statuto della Corte internazionale di giustizia». Quella invece di Fratelli d’Italia, anche’essa bocciata, impegnava il governo «ad attivare presso le competenti sedi internazionali un’azione di risarcimento danni contro la Cina per aver posto in essere comportamenti e azioni che hanno penalizzato il popolo italiano».

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