CANADA, RESTI 751 PERSONE VICINO EX SCUOLA CATTOLICA/ “Gran parte bambini indigeni”

- Silvana Palazzo

Canada, trovati nuovi resti di 751 persone: la maggior parte sono bambini indigeni. Le tombe dei nativi americani sono state trovate vicino una ex scuola cattolica

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Canada, nuovi resti di centinaia di bambini indigeni

Sono 751 le persone, in gran parte bambini nativi americani, i cui resti sono trovati in Canada, nei pressi di una ex scuola cattolica. Lo ha rivelato Cadmus Delorme, capo della comunità Cowessess, in conferenza stampa. «Abbiamo cominciato i rilevamenti il 2 giugno e alla data di ieri abbiamo trovato 751 tombe anonime». Poi ha precisato che «non è una fossa comune si tratta di tombe senza nomi». La Cowessess First Nation ha parlato di una «scoperta orribile e scioccante» in riferimento a quella vicino l’ex Marieval Indian Residential School, il secondo ritrovamento in meno di un mese. «La notizia che centinaia di tombe senza nome sono state trovate nella Cowessess First Nation è assolutamente tragica, ma non sorprendente», ha twittato Perry Bellegarde, capo nazionale dell’Assemblea delle Prime Nazioni.

Ora l’obiettivo è identificare tutti i resti e costruire un monumento per onorare le vittime. «Mentre guariamo, ogni cittadino di Cowessess ha un membro della famiglia in quella tomba. Sapere che ce ne sono alcune senza nome, acuisce il dolore», ha dichiarato Cadmus Delorme. (agg. di Silvana Palazzo)

CANADA, NUOVI RESTI VICINO EX SCUOLA CATTOLICA

Nuova scoperta dell’orrore in Canada, dove sono sono state ritrovate centinaia di tombe anonime di bambini in un’ex “scuola per indigeni” cattolica. Nei pressi della Marieval Indian Residential School di Saskatchewan sono stati ritrovati i resti di centinaia di bambini nativi americani. Ad annunciarlo le comunità indigene della Federation of Sovereign Indigenous First Nations, senza specificare il numero preciso dei corpi ritrovati, ma facendo capire che però è superiore a quello dei resti di 215 bambini ritrovati il mese scorso nei pressi della Kamloops Indian Residential School. Questi istituti facevano parte di una rete di scuole fondate dal governo canadese e gestite dalle chiese cattoliche che rimuovevano i figli degli indigeni dalla loro cultura per assimilarli alla propria. Come nel caso di Kamloops, anche a Marieval sono stati usati dei radar per controllare l’area e ritrovare la fossa comune. Si tratta di un ulteriore tassello di quello che ha ormai assunto le dimensioni di uno scandalo che la Chiesa cattolica americana e il Papa non possono ignorare. Lo scandalo potrebbe estendersi agli Stati Uniti, visto che il segretario agli Interni ha recentemente annunciato l’apertura di un’inchiesta sui collegi per nativi americani, con attenzione a cimiteri e potenziali luoghi di sepoltura.

CANADA, NUOVA SCOPERTA CHOC: “ASPETTIAMO SCUSE PAPA”

L’ex scuola di Marieval fu attiva per 98 anni, fino al 1997. Gli scavi che hanno portato a questa terribile scoperta sono cominciati a maggio, subito dopo il ritrovamento dei resti di 215 bambini vicino alla Kamloops Indian Residential School. Sono stati avviati diversi scavi in numerose ex scuole residenziali del Paese con l’aiuto delle autorità governative. «Il numero di tombe senza nome sarà il più significativo fino ad oggi in Canada», recita il comunicato della Federazione delle nazioni indigene sovrane (FSIN) in riferimento all’ex scuola di Marieval. Per la direttrice esecutiva del National Centre for Truth and Reconciliation, Stephanie Scott, i morti potrebbero essere oltre 6mila. «Le scuse del Papa aiuterebbero i sopravvissuti a iniziare il viaggio della riconciliazione», ha detto al Corriere della Sera. Ma i popoli delle Prime Nazioni americane ancora attendono le scuse formali della Chiesa cattolica per quello che è accaduto tra il XIX e il XX secolo, quando più di 150mila bambini indigeni furono prelevati dalle loro case, quasi sempre con la forza, per essere inseriti in queste scuole. Una commissione istituita nel 2008 ha scoperto che un gran parte di questi bambini indigeni non è mai tornato nelle comunità di origine. Il rapporto Verità e riconciliazione, pubblicato nel 2015, ha definito tale politica un «genocidio culturale».



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